La Befana e il rinnovarsi della Natura

Immagine di Pauline Ellison, 1981
Tra le figure più spaventose e d affascinanti delle fiabe ci sono la strega e la vecchia. Praticano incantesimi e mandano malefici, sono fate cattive e vecchie malvagie, possono essere vecchie streghe che nascondono, al loro interno, una bella fanciulla che aspetta soltanto che l’incantesimo svanisca e possa riprendere il suo giovane aspetto. 
Esiste, poi, la figura della vecchia mangiatrice di bambini, li mangia come volesse riappropriarsi delle forze giovani, che la vecchia ha ormai perduto; la più conosciuta è sicuramente la strega di Hansel e Gretel, vive in un posto dolce e appetitoso: una casetta di marzapane, in realtà è lei ad essere golosa di bambini. La vecchia è in questo caso portatrice di morte, testimone della fine della Grande Madre, la Madre Natura invecchiata che non partorisce più ma dà la morte o si nutre della vita dei bambini. Potrebbere essere questo il legame tra la vecchia delle fiabe e la figura della Befana; le sue origini, infatti, sembrano risalire ai riti legati alla fine dell’anno. Per questo la Befana sarebbe rappresentata vecchia, consumata dal tempo sia nell’aspetto che nei vestiti che indossa, laceri e rattoppati. Essa è l’anno vecchio che, riti tradizionali, trasformano in fantoccio a cui dare fuoco in grandi falò.
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