14 luglio 2015

Ventagli da conquista: in amore come in guerra!

“Potete osservare che in tutte le assemblee pubbliche gli uomini e le donne sembrano separarsi 
per poi colpirsi l'un l'altro con occhiate: questo è il momento in cui il ventaglio, 
che è l'armatura delle donne, viene usato per lo più in difesa di se stesse, 
poiché la nostra mente è costruita dall'ondeggiare di questo piccolo strumento, 
e i nostri pensieri appaiono calmi o agitati in accordo con il suo movimento.” 
Sir Richard Steele, nel “Tatler” del 4 Agosto 1709
Un vero e proprio sistema di simboli e ritualità, attraverso l'uso del ventaglio, permettevano un dialogo a distanza tra donna e uomo, la speranza era che la donna mostrasse il ventaglio appoggiato vicino al cuore, intendendo dire: "Hai vinto il mio amore." A questo, probabilmente, seguiva il ventaglio chiuso che toccava l'occhio destro, ossia "Quando posso vederti?" Arrivati a questo punto della conversazione mancava di stabilire l’ora dell'incontro e, così, mostrando il numero di stecche del ventaglio si rispondeva alla domanda: "A che ora?" 
Era anche probabile che dalla lieve brezza del ventaglio potesse arrivare una doccia fredda per l’spirante amato: se la dama lasciava cadere il ventaglio voleva dire "Saremo amici.", ma se si sventolava lentamente, allora: "Sono sposata."
Quando il ventaglio divenne un oggetto di più accessibile uso a gran parte delle donne, ma anche uomini, si trasformò in un diffuso mezzo pubblicitario; era di solito regalato dal commerciante, dall'industriale che vedeva aumentare la competizione (il boom del ventaglio pubblicitario si ha nel periodo tra il 1890 e il 1940). Era realizzato in materiale povero, come la carta o il legno. 
Questo utilizzo è talmente diffuso che persino la Maison Duvelleroy, la più celebre casa parigina di ventagli di lusso, non si sottrae dalla produzione di ventagli pubblicitari, come quelli realizzati per l’Hotel Savoy di Londra.
Non solo presente come accessorio di una dama o mezzo pubblicitario, il ventaglio è utilizzato per comunicare a distanza in guerra, in particolare nel Giappone feudale dove erano conosciuti i ventagli da combattimento. L’etichetta del tempo vietava di portare armi all’interno di abitazioni e castelli, per cui i Tessen (ventagli chiudibili e con stecche di ferro) venivano indossati dai samurai come parte dell’abbigliamento, come era usanza fare con i ventagli normali. Venivano portati sia infilati in cintura o tenuti in mano e potevano essere, al momento, utilizzati come arma di difesa.
Ventaglio distribuito in America nel 1929
Se ne riconoscono 3 tipi: uno fatto di nastri, uno in ferro e uno fatto di legno e carta. Il comandante sollevava o abbassava il ventaglio e lo puntava in varie direzioni per impartire i comandi ai soldati. 
Secondo la filosofia energetica della Medicina Tradizionale Cinese, il Ventaglio (SHAN) è riconducibile all’energia del Movimento Metallo (JIN) come pure la spada e la sciabola (DAO).
Entrambi sono armi con un “carattere” deciso e potente, ma rispetto alla Sciabola, il ventaglio è maggiormente equilibrato, con un forte aspetto femminile (YIN); per questo, la sua pratica può aiutare le donne nell’acquisire coraggio e determinazione. Per contro, può aiutare anche gli uomini ad acquisire grazia ed eleganza nei movimenti.
Come ogni pratica, le forme possono essere praticate con “diverse intenzioni”. Si può eseguire in maniera più lenta e dolce se si vuole compiere un lavoro più legato al movimento interno dell’energia e quindi più incentrato alla salute degli organi (Nei Gong)oppure in maniera più veloce e decisa se si vuole eseguire un lavoro più esterno (Wai Gong) più legato quindi all’aspetto marziale.
In Giappone sono noti come Uchiwa i cosiddetti ventagli rigidi, che malgrado la loro leggerezza e bellezza, in occidente sono stati soppiantati nell’uso quotidiano, da quelli pieghevoli, (sempre inventati in Giappone), per via delle loro dimensioni
ridotte. (Fonte: Racconti dal passato).

7 commenti:

  1. E' forse il caldo che ti ispira questi post ventagliosi? Eheheh.. No, dai, scherzo. Cavolo... non avevo idea di che razza di messaggi segreti ci fossero dietro i movimenti di un ventaglio... Davvero interessante.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sì è stato proprio il caldo e il fatto che un tempo ero una dama...o un samurai? ;)

      Elimina
  2. Sul linguaggio dei ventagli avevo fatto una ricerca qualche tempo fa: ero andata a Lainate, villa Litta e c'erano delle dame vestite con costumi del 1700 con ventagli, e avevano spiegato qualcosa sia dei ventagli che dei nei posticci. Poi avevo approfondito perché trovavo l'argomento molto affascinante! :-)

    Però non sapevo assolutamente dei ventagli da guerra dei samurai. Lo dirò a mio marito, lui è affascinato da tutto quello che è giapponese, oppure orientale in genere.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ben venga un altro colpito dal Sol Levante!
      Se ti va di scrivere qualcosa, usando il materiale che avevi raccolto, possiamo metterlo nel post come "contributo e aggiornamento di Cristina M. Cavaliere..." un'idea che mi è venuta sul momento :). Grazie :)

      Elimina
    2. Ottima idea! Però più avanti, ora il nocciolo della centrale è in fase di fusione, come si dice. ;-)

      Elimina
  3. Bella la storia del ventaglio... quello giapponese da combattimento lo vorrei *__*
    Aneddoto da pochi spicci: quando ero in periodo universitario, capitava si andasse con gli amici al ristorante cinese della città in questione e, a fine cena, ci regalavano ventagli in bambù, profumatissimi e contenuti in gradevoli scatole (e senza pubblicità di sorta)!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Una battaglia elegante quella con i ventagli ;)
      Ricordo anch'io che, diversi anni fa, non era così insolito trovare ventagli come souvenir o abbinati ai giocattoli...

      Elimina