Tombola o Gioco dell'Oca? I giochi della Sorte...

I giochi da tavolo (o tavoliere) sono tra i più antichi, lanciare dadi, muovere pedine su un percorso o una scacchiera ha accomunato bambini e adulti di ogni epoca, dall’antichità ad oggi. Giochi che spesso, non erano riservati ai bambini, ma nati, appositamente per gli adulti.
I vari giochi da tavolo possono essere catalogati sulla base della finalità e delle modalità di svolgimento. Vi sono giochi strategici e di abilità, come gli scacchi; altri in cui abilità e fortuna determinano lo svolgimento e il risultato del gioco, come per il Backgammon; infine vi sono giochi che si configurano per il loro sfidare la sorte. Il gioco dell'oca e della tombola appartengono a quest'ultima categoria. La sorte che si svela con un numero estratto da un cestino per la tombola, o che rimane sospesa fino a quando i dadi non sentenziato il loro verdetto: “vai avanti di…3…6..11 ecc…” nel gioco dell’oca. Ad occhi bendati, come bendata è la sorte e la fortuna, si estraggono i numeri del lotto e in alcuni casi anche della tombola; con il fiato sospeso e lo sguardo fisso sui dadi che rotolano si spera di avanzare e raggiungere l’ultima casella: il giardino dell’Oca.
Il legame con la sorte è presente nella tombola, soprattutto se la colleghiamo alla Smorfia, tipica della città di Napoli, ed è il meccanismo che vede uno o più numeri legati – a volte in modo ironico o irriverente - ad un evento, spesso di un sogno, di un evento o di un fatto raccontato.
Le origini vere e proprie del gioco della tombola si perdono nella notte dei tempi, ma è la città partenopea che ne ha colto le vere origini, trasportandole nella realtà napoletana. La smorfia, infatti, ricorda le caratteristiche originarie della tombola, legata alla divinazione attraverso i numeri e alla kabala. La kabala, interpreta le parole, i segni e i numeri della Bibbia ritenendoli portatori di un significato mistico, il mondo stesso sarebbe un insieme di simboli. Come in molte lingue, anche nell'ebraico la numerazione era fatta con le lettere dell'alfabeto, così ogni lettera ha un corrispondente numerologico, in base a questo metodo molti messaggi e simboli sono stati decodificati all’interno della Bibbia; inoltre, poiché le forze extra umane manderebbero messaggi attraverso i sogni, il passaggio alla codificazione dei simboli onirici ed alla loro numerazione è piuttosto scontata. La tendenza a leggere simboli a cercare messaggi è talmente radicata nell’essere umano che anche segni esterni quali un tuono, un terremoto, un evento inaspettato sono considerati segni del destino, e tradotti in numeri, spesso per essere giocati. 
Xilografica policroma, 1640, Venezia, Carlo Coriolani
E’ la tavola più antica. Il centro ritrae una scena
di banchetto 
familiare dove l’oca compare
come piatto forte. Da questa 
tavola, si suppone
prenda il nome il Gioco dell’Oca.

(Civica Raccolta delle Stampe
A. Bertarelli, Milano)

Foto tratta da www.giocodelloca.it
Secondo la tradizione, la tombola sarebbe nata nel 1734 da una discussione tra il re di Napoli Carlo III di Borbone e il frate domenicano Gregorio Maria Rocco riguardo alla necessità da part
e della Chiesa di sospendere il gioco del lotto nel periodo delle festività natalizie. Ma, come dire… “fatta la legge trovato l’inganno” e così, sospeso il gioco del lotto pubblico, le famiglie si organizzarono inventandone una versione casalinga con cui divertirsi nelle festività.
Fu così che l’iniziativa popolare trasformò un gioco pubblico in un gioco familiare, che prese il nome di tombola dalla forma cilindrica del numero impresso nel legno e dal capitombolo che fa lo stesso numero nel cadere sul tavolo dal panariello, un cestino di vimini in cui si trovavano i 90 numeri. Possibile anche la derivazione del nome dalla forma a piramide (tumulo) del paniere.
L’origine della parola Smorfia, invece, sembra derivi da Morfeo, dio del sonno e della attività onirica; questa interpretazione sembrerebbe coerente con il legame tra l’antico sistema divinatorio e i simboli onirici da leggere attraverso i numeri del lotto o della tombola. La smorfia è anche ciò che si legge sul nostro volto, per esempio quando sbadigliamo (e, in fondo, con questo gesto “invochiamo” Morfeo) e, in effetti, con morfa o morfia si indicava la cavità orale, tendente a deformarsi.
E il gioco dell’oca?
La sua storia è la storia dell' archetipo di tutti i giochi di percorso che, nonostante molte varianti, rimane un percorso a spirale suddiviso in caselle (di solito 63). Nelle sua forma tradizionale, oltre a tredici caselle recanti il simbolo dell'oca, che raddoppiano il punteggio, vi sono figure simboliche collegate a premi e punizioni. 
Nasce, probabilmente, nella seconda metà del XVI secolo, sembra che Ferdinando De' Medici lo avesse donato al Re di Spagna. La versione regalata da Ferdinando aveva le caselle decorate con teschi, ponti, labirinti e un'oca. Il Re rimase entusiasta e ben presto il gioco prese piede a corte. Un secolo più tardi, in Inghilterra, fecero la loro comparsa i primi tabelloni stampati, e rapidamente il gioco si diffuse in tutta Europa. Una tradizione sostiene che il “gioco dell’Oca” sia stato inventato dai Templari nell’XI secolo, ispirandosi al cammino di Santiago. Il gioco aveva inizio a Logroño, e, proprio sul pavimento della piazza di questa città, dietro alla chiesa di san Giacomo, si trova un gigantesco Gioco dell’Oca, opera del XX secolo, che percorre il Cammino di Santiago attraverso la rappresentazione, nelle caselle significative, delle città e dei monumenti principali.
Secondo Fulcanelli, il Gioco dell’Oca è “un labirinto popolare dell’Arte sacra e una raccolta dei principali geroglifici della Grande Opera”. La sua struttura a spirale, conduce verso il raggiungimento del centro, nel “giardino dell’oca“, meta di un cammino sapienziale iniziatico; la stessa forma labirintica, è l'archetipo del percorso della vita, percorso caratterizzato da momenti di felicità e di dolore, rappresentati nel gioco dai premi e le punizioni, con passaggi rituali, pericoli, con mete transitorie e finali (la casella 58 che rappresenta la morte e che prevede o l’eliminazione dal gioco o il dover ricominciare dalla casella n°1) . Un percorso in cui il caso, il tiro con i dadi, è una sfida al destino. E il destino benevolo di questo gioco è giungere nella casella dell’Oca, ovvero
il “Giardino dell’Oca”, al quale si accede arrivando alla casella 63, la porta del “Giardino dell’ Oca”. Il “Giardino dell’Oca” non è né una casella né un passaggio: è il luogo dove ci si ferma e dove si sta, è la fine del percorso e l’inizio di chissà cosa, forse della saggezza? Forse della serenità dopo tanto girovagare? Se questa casella fosse numerata sarebbe il numero 64: il numero che per i discepoli di Pitagora rappresentava il duro cammino che dà accesso alla perfezione, numero composto da 6 e 4, la cui somma è 10, ossia la perfezione, l’Unità, il motore immobile.
Per la cultura classica l’oca e il cigno erano simbolicamente relazionati alla saggezza, all’iniziazione dei giovani. Già nel Mediovo l’oca è simbolo dell’aldilà e guida dei pellegrini. Le caselle con l’oca sono le uniche sulle quali non è possibile fermarsi ma danno una spinta verso la meta, come fossero oche del “Giardino” che vagano nella spirale, prendono il giocatore e lo attirano verso il luogo da cui provengono, hanno il compito di riportarlo all’origine. Il percorso a spirale si è concluso e il giocatore si è riunito a se stesso. L’Oca lo ha vinto!
Post su Fiabe in Analisi: L'oca nelle fiabe e Mamma l'Oca di Perrault

21 commenti:

  1. Io già amo questo blog.
    Argomenti interessantissimi, ho divorato il post. Sono appassionato di simbolismi e ovviamente anche di giochi. Gran bel pezzo.
    Ti followo a occhi chiusi, come la Dea Bendata :)

    Moz-

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    1. Grazie MikiMoz! Quindi con questo post ho centrato in pieno le tue passioni :) Post di simbologia qui non mancheranno mai...Benvenuto!!

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    2. Sì, sono argomenti che mi interessano da sempre: simbologie, giochi, significati nascosti. Sto seguendo anche il tuo altro blog, sulle fiabe (altro argomento interessante). In questi giorni mi leggiucchio qualcosa!
      Grazie :)

      Moz-

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  2. I giochi cosi detti "alea" ossia i giochimdi fortuna hanno una valenza pedagogica che va oltre l'imparare i colori o studiare gli animali come propongono le versioni per bambini... In questo caso la vittoria dipende dalla fortuna e non dalla bravura. In un periodomsociale in cui sono sempre piu' sottoposti alla competizione fin da giovanissimi, mi sembra un bel modo per potergli trasmettere che "a volte si vince, a volte si perde" e che perdere non fa di loro dei falliti

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    1. E' vero, il gioco dovrebbe, come lo sport, insegnare soprattutto a rialzarsi in piedi e continuare dopo un fallimento; grazie ApeRegina!

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  3. Ottimo post, Marcella!
    Buffo come l'oca possa essere indifferentemente il simbolo della massima stupidità e un simbolo di saggezza... coincidentia oppositorum? ^^

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    1. Sarà diventata simbolo di stupidità perchè ha suscitato l'invidia di qualcuno? Come le donne con un po' di cultura sono diventate streghe? No, forse è più giusto quello che supponi te: coincidentia oppositorum..Grazie Ivano :)

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    2. Ivà, non volevi dirmi niente di questo blog fantastico???

      Moz-

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    3. Come ben sai, sto cercando di creare delle aree protette - demozzizzate - nella blogosfera. Ma mi rendo sempre più conto che è un'impresa disperata XD

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    4. Interessante l'idea del blog deMOZzizzato! Dovremo provare a fare un banner...

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    5. Ma creale dove non ci sono argomenti che mi interessano! Questo blog è troppo fico^^

      Moz-

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    6. Uhm... Mi sa che ci interessano più o meno gli stessi argomenti ^-^

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  4. Sempre godibili i tuoi post, Marcella. Tanti cari auguri di buone feste. Un bellissimo 2015. Lucia

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    1. Grazie Lucia, sei arrivata proprio nel momento in cui ho mandato on line il post con gli auguri per voi lettori, telepatia?!
      Tantissimi auguri anche a te ed un anno meraviglioso!!

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    2. Certo, telepatia! :) Grazie mille! L.

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  5. Ciao Marcella, ho appena fatto in tempo ad ammirare il tuo post sulla tombola, tabella compresa, interessante e ben fatto come questo sul gioco che ci riporta all'infanzia con tanta nostalgia.
    Grazie e buona domenica, Romualdo.

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    1. Sì, l'altro post sulla tombola non mi convinceva ed è rimasto on line pochi minuti ... un po' di nostalgia è l'ingrediente principale di questo periodo. Grazie, una buona domenica anche a te :)

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  6. Chissà se anche nel gioco dell'oca originale c'erano le caselle con le penalità del tipo "torna indietro di 6 passi". Se è vero che è l'oca che ti dava una spinta in avanti, quale sarà stato l'animale (se animale era) che ti rimbalzava all'indietro?

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    1. La casella che fa indietreggiare di 6 è la "Scala", il "Labirinto" di 12, esiste anche la casella dell"'Uccello scappa" che fa tornare indietro di 5; dubito, però che questa sia L'Oca originale, sicuramente una delle prime versioni. :)

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  7. Bellissimo approfondimento ^^ Conoscevo alcune cose relative a smorfia, kabala e tombola, ma ignoravo completamente tutta la parte sul gioco dell'Oca!

    Certo che Moz è davvero ovunque O.O XD

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    1. Sul gioco dell'Oca ci sarebbe ancora tantissimo da dire, magari farò una seconda parte. E bene sì, ora Moz è anche qui!!

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