Breve odissea di un rondone...

Nella foto potete vedere un rondone (presumo, non ne ho la certezza), dopo due giorni in balìa di un gatto randagio l'ho liberato (lo scambio prevedeva: rondone in cambio di croccantini). Ho preso il rondone, tremava, gli ho dato da bere e, dopo qualche ora trascorsa in una scatola in penombra, l'ho liberato in un luogo lontano dal gatto (che continuerà ad avere i suoi tre pasti giornalieri). Temevo non riprendesse a volare, che fosse ferito o comunque troppo debilitato, invece, come ha visto il sole, sentito l'aria e il cinguettio degli altri uccelli, ho sentito tra le mie mani, scatenarsi tutta la sua forza e
la sua voglia di tornare a volare: l'ho lanciato, è sfrecciato via come un razzo! Spinto a ricercare la sua traiettoria, ansioso di raccontare ai fratelli uccelli la sua avventura nelle grinfie di un gatto, per poi passare in un altro incubo: le mani umane dalle quali non sai mai se aspettarti il bene o il male, aspettare e calmarsi in una scatola fino a riveder il conosciuto. Quel mondo che per il rondone rappresenta il suo mondo, la sua libertà, la sua forza: gli uccelli non hanno bisogno di “evadere” come noi esseri umani per sentirsi meglio, gli uccelli nel loro mondo ci sanno stare.
[…] Avendo l'udito acutissimo, e la vista efficace e perfetta in modo, che l'animo nostro a fatica se ne può fare una immagine proporzionata; per la qual potenza godono tutto giorno immensi spettacoli e variatissimi, e dall'alto scuoprono, a un tempo solo, tanto spazio di terra, e distintamente scorgono tanti paesi coll'occhio, quanti, pur colla mente, appena si possono comprendere dall'uomo in un tratto; s'inferisce che debbono avere una grandissima forza e vivacità, e un grandissimo uso d'immaginativa. Non di quella immaginativa profonda, fervida e tempestosa, come ebbero Dante, il Tasso; la quale è funestissima dote, e principio di sollecitudini e angosce gravissime e perpetue; ma di quella ricca, varia, leggera, instabile e fanciullesca; la quale si è larghissima fonte di pensieri ameni e lieti, di errori dolci, di vari diletti e conforti; e il maggiore e più fruttuoso dono di cui la natura sia cortese ad anime vive. (Elogio degli Uccelli, Operette Morali, Giacomo Leopardi)


Volano gli uccelli (Franco Battiato, da La Voce del Padrone, 1981)

Volano gli uccelli volano 
nello spazio tra le nuvole 
con le regole assegnate 
a questa parte di universo 
al nostro sistema solare. 
Aprono le ali 
scendono in picchiata atterrano meglio di aeroplani 
cambiano le prospettive al mondo 
voli imprevedibili ed ascese velocissime 
traiettorie impercettibili 
codici di geometria esistenziale. 
Migrano gli uccelli emigrano 
con il cambio di stagione 
giochi di aperture alari 
che nascondono segreti 
di questo sistema solare. 
Aprono le ali ecc. 
Volano gli uccelli volano 
nello spazio tra le nuvole 
con le regole assegnate 
a questa parte di universo 
al nostro sistema solare. 

7 commenti:

  1. Sì, Marcella, è un rondone. E' capitato anche a me di averci a che fare. Quando ero bambino ne volavano un'infinità nei paraggi della mia abitazione, ma da un po' di anni, ahimè, sono tutti scomparsi.

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    1. Quindi ho salvato una rarità? Cadono spesso e, da soli, non ripartono :(

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    2. Sì, è vero, una volta caduti sono finiti se qualcuno non li solleva da terra...

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  2. Da noi ci sono ancora, al contrario delle rondini che invece sono quasi completamente scomparse. La cosa triste è che uno studio di metà degli anni 90 sosteneva che se non si fosse invertita la tendenza, inquinamento-deforestamento-pesticidi-agricoltura non sostenibile entro il 2012-2020 le rondini e i rondoni sarebbero stati i primi animali ad estinguersi. Di conseguenza eravamo tutti stati avvertiti, non abbiamo fatto (quasi ) niente in questo frangente ed il risultato qual'è?
    Che siamo arrivati al 2014 e quante rondini o rondoni si vedono in giro?
    Pochi, molto pochi.

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    1. Da bambina ricordo che l'arrivo delle rondini era un evento perchè erano un numero enorme, oggi quasi non te ne accorgi. Questo è il Paese degli "avvertimenti" che non hanno un seguito nei fatti (della serie: "noi vi abbiamo avvertito, quindi...)

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  3. Ne vedo tuttora in montagna (grazie al cielo) dove gli esseri umani un po' per volta se ne vanno. Quando salgo in montagna io e mia moglie siamo sempre più soli in compagnia di rondoni, pettirossi, cincie, volpi, cinghiali, caprioli e mille altri animali. Il problema è che non provo nessuna nostalgia per i miei simili.

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    1. Uomini e animali, in molti casi, purtroppo, non possono più convivere; mentre la convivenza con i nostri simili è sempre più esasperante, come sentirne nostalgia? (hai stuzzicato l'orso che è in me!)

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