Malinconia

“Gli altri” mi diceva un vagabondo “trovano piacere nell’avanzare, io nell’indietreggiare”. Beato vagabondo! Io non indietreggio nemmeno, sto… E la realtà stessa sta ferma, immobilizzata dai miei dubbi. Più nutro dubbi nei miei confronti, più ne proietto nelle cose e su di esse mi vendico delle mie incertezze. Che tutto si fermi, dal momento che non riesco a concepire né  a fare un passo di più verso un orizzonte qualsiasi. Una pigrizia più vecchia del mondo mi inchioda a questo istante… E quando per scuoterla metto in guardia i miei istinti, precipito in un’altra che ha nome melanconia. (Relitti di Tristezza, II in La Tentazione di Esistere di E.M. Cioran).

Il quadro Malinconia di Munch (o meglio, una delle Malinconie) pone il "malinconico" in contrasto con il paesaggio; la sua figura è circondata e imprigionata dalle pietre tondeggianti che gli ostacolano l'accesso allo stresso sentiero che porta alla casa o al pontile che si protende verso il mare, quest'ultimo simbolo di libertà, movimento. Le pietre contrastano anche con il cielo chiaro e striato mentre gli scogli sono massi pesanti. L'uomo dà le spalle a ciò che di bello vi è in natura, dà le spalle alla luce del cielo e del mare; sul pontile vediamo una donna vestita di bianco come fosse in procinto di partire, la malinconia dell'uomo è legata a questa partenza o l'autore ci dice che il malinconico è fermo mentre gli altri proseguono, vivono come nella Malinconia descritta da Cioran?
Leopardi ne L'ultimo canto di Saffo, pone l'accento sul sentimento di chi si sente e sa di essere estraneo alla bellezza della Natura.

Terra Madre

Sprofondare nella terra, nella Terra Madre. Fare finta di dormire per ascoltare con una parte del corpo il respiro della Terra viva, che vive da sempre e che per un po' di tempo ospita noi, suoi figli mortali. Gentile, accogliente Terra Madre. E continuare a sprofondarci dentro per tornare a quel misterioso "prima della nascita". Ritornare alla terra, ritornare alla Madre, per concimarla come fanno le foglie morte, gli alberi abbattuti...Siamo uomini plasmati da Prometeo con il fango della terra; per Ippocrate la terra rappresenta la bile nera e quando ne abbiamo in eccesso siamo colpiti dalla malinconia...siamo un frutto della terra.
Foto: The Lost Gardens of Heligan