Buio e Luna piena


Buio e luna piena 
di
La mia vita, questa vita è stata buio e luna piena, ogni tanto dei bastardi ad abbaiarmi sulla schiena. 
Un cortile, casa mia, io con tanta frenesia,già volevo andare via... 
Quante botte ho rimediato ma non sono mai caduto, se la vita mi offre il conto io rispondo: "già pagato". 
La mia infanzia la buttai nei collegi dove andai, ma va bene anche così. 
Poi la gioventù che mi sfiora, è un fiore che odora due ore 
Passi tra la gente che apre ferite, puoi anche morire una stessa gioventù. 
Vita veloce tra una guerra e una pace, viene buio e la luna và via. 
Poi luna piena sopra mille denunce, la vita che fugge è la mia. 
Letti stranieri, collezioni di cuori ma i ricordi rimangono là 
io vado avanti con l'acqua e col sole, fra zucchero e sale... 
La mia vita questa vita è ancora buio e luna piena. 
Con le donne c'è chi soffre, c'è chi paga, io ci ho fortuna, prendo quella che mi va tanto, 
forse arriverà una che mi fregherà.
Ora voglio l'aria, l'odore del vento che sa di frumento 
Voglio la campagna, la terra d'arare, un po' di calore 
Voglio quello che non ho 
Vita veloce io non sono felice se col buio la luna va via 
Vita veloce vorrei starmene in pace, la vita che fosse la mia. 
Letti stranieri, collezioni di cuori ma i ricordi rimangono là. 
Io vado avanti con l'acqua e col sole fra zucchero e sale... 
la la la la la la la la 
Letti stranieri, collezioni di cuori ma i ricordi rimangono là. 
Io vado avanti con l'acqua e col sole fra zucchero e sale... 
la la la la la la la la la la la la la la la la

Buona Pasqua a tutti ma proprio tutti!

Il 1° aprile saranno foto ricordo?

I primi passi da solo

Le sue prime esplorazioni

Il ritorno dalla sua mamma

Con il suo vero amico, il cane da guardia


Apro un negozio!


Ho deciso di aprire un negozio – di questi tempi!? mi dirai – già, ma il mio è un negozio che non fallirà mai perché nel mio negozio non si vende merce comune. Nel mio negozio si vendono miracoli. A volte riesco a vendere anche ottimismo e sorrisi. Non guadagno molto perché vivo di offerte. E oggi c’è poco da offrire. E poi quanto si può offrire in cambio di un miracolo, di un po’ di ottimismo e di un sorriso?
Oggi è passata la signora Lucia, sai quella che porta solo scarpe con le zeppe e occhiali con montature colorate? Quanto avrà? 45-50 anni, forse che sì forse che no. È passata dal mio negozio perché le serviva un miracolo.
-        Per cosa?  - le ho domandato.
-        Fra tre giorni ho lo sfratto, non ho un lavoro e mio figlio è disabile; vorrei un miracolo. –
-        Ce ne vorrebbero tre: togliere lo sfratto, guarire tuo figlio e trovare un lavoro per te. –
-        No, me ne basta uno: trovare un lavoro. –
Certe persone risparmiano anche sui miracoli. Non riescono ad immaginare di potere aver qualcosa in più dell’indispensabile. Inutile dire che non sono riuscita a realizzare questo miracolo; abbiamo parlato con Chopin in sottofondo, le ho fatto provare un rossetto di un colore che non aveva mai osato provare, si è guardata allo specchio e ha sorriso con il nuovo rossetto:
-        Guarda, che bocca grande che ho!-
-        Per sorridere di più! – le ho detto.
E’ andata via sorridendo e mi ha lasciato un’offerta: una crostata alle more. Oggi chiudo in anticipo.

Io sono

Io sono l’India che affoga in un diluvio 
o rimane in secca bruciata dal sole e dal vento 
Io sono l’opera d'arte che vive mentre la crei 
e muore quando la esponi 
Io sono quella che guarda gli occhi dei cani dove trovi 
il buon senso e la genialità non così rari come in altri luoghi 
Io sono la forza con cui il ghiacciaio si tiene alla vetta 
e poi sono il torrente in cui si tormenta.

Allegoria della Prudenza di Tiziano

Tiziano, 1565-70 ca. Olio su tela (76,2×68,6 cm) 
National Gallery, Londra. Il dipinto è presente alle 
per la mostra su Tiziano
Il quadro raffigura tre teste umane, un vecchio, un uomo maturo ed un giovane, che sovrastano tre teste animali, rispettivamente un lupo, un leone ed un cane. I tre volti sono di un anziano e saggio,  ossia il passato; di un uomo nel pieno della maturità, il presente e di un giovane che ancora deve scoprire il mondo, ossia il futuro. Molto insolito, per un’opera di Tiziano, la presenza nel quadro di un motto che spiega il senso dell’allegoria: 

"Sulla base del passato 
il presente prudentemente agisce 
per non guastare l’azione futura."

Dominanti e centrali sono il volto e la testa dell’uomo maturo e del leone, simili anche come dimensioni, rappresentano il presente e allo stesso tempo l’età di mezzo, come viene sottolineato dalla luce: come possiamo notare la poca luce che illumina il volto anziano, aumenta gradualmente sul volto centrale per essere maggiore sul volto del giovane. Presumo che il quadro vada “letto” da sinistra verso destra anche in base a quanto suggerito dal motto “Sulla base del passato… per non guastare l’azione futura", non è quindi un quadro sul passare del tempo o sulla decadenza dell’uomo ma un elogio al futuro. La prudenza è la qualità con cui, in base al quadro, dobbiamo andare avanti e gestire il presente. La prudenza è una delle quattro virtù cardinali insieme alla forza, la temperanza e la giustizia; il termine latino prudentia deriva dal greco phrònesis che significa “assennatezza e saggezza”. 
Secondo la tradizione classica, la Prudenza è intesa come capacità di memoria, intelligenza e previsione. Dante afferma nel Convivio. 

"Conviensi adunque essere prudente, cioè savio: e a ciò essere si richiede buona memoria delle vedute cose, e buona conoscenza delle presenti, e buona provvedenza delle future". 
Le tre facoltà intellettuali necessarie alla Prudenza sono messe in correlazione con la vecchiaia, la maturità e la giovinezza. Sembrerebbe che Tiziano abbia tradotto in dipinto quanto scritto da Dante. 
E le tre teste di animali? Se al leone associamo la prudenza, la forza per agire con saggezza, come possiamo interpretare il lupo e il cane?

Donne piccole come stelle...

Ripropongo un mio post in occasione dell'8 marzo

Storia delle donne in 25 righe (o giù di lì)


E così, una mattina, le donne se ne andarono. 
Lasciarono le loro caverne con le ossa del pranzo della sera precedente e via, seguendo il tragitto mentale del loro sogno di libertà. Dove portava? Dove sarebbero arrivate? Non è poi così importante sapere dove si arriverà – pensavano – piuttosto, il vero viaggio di libertà è capire quale strada stiamo percorrendo. Ecco! la libertà è capire. Ma capire, a volte incatena. Che strano, una stessa Madre che dà origine a due opposti: la libertà e la prigionia. Così cammina, cammina, avendo come bussola la loro mente, attraversarono regni, incontrarono ragni e affrontarono rogne, cambiando spesso d’abito e aggiornando il sorriso; dopo qualche millennio arrivarono al 2012, l’ultimo anno secondo il calendario Maya, ma nemmeno il millenium bug, tra la notte del 1999 e il 2000 si era avverato, quindi cosa ne possono sapere i Maya? 
Le donne che hanno abbandonato la caverna però, chissà perché, credono più ai Maya che alle ipotesi catastrofiche degli informatici che hanno abbandonato la bussola. Si noti, e si tenga a mente, che le donne quando parlano dei Maya, parlano al presente; sarà per quella caverna abbandonata in fretta una mattina all’alba, dopo che la tribù degli uomini era sparita tra le piante a seguire le tracce del dinosauro; lo cercarono a lungo, lo trovarono degli operai nel 1800 circa, vicino Maastricht, dove nel 1992 fu firmato il trattato che univa gran parte delle caverne di quelle terre; un grande condominio, un enorme quartiere, premiato nel 2012 con il Nobel per la pace. Pace e Libertà, Libertà e Pace e con tutta questa libertà a disposizione le donne non sapevano più da cosa fuggire, la possibilità di fuga, di ricerca era stata soppressa. E quando volevano fuggire, capitava che venissero ritrovate riverse a terra con 30-40 o più coltellate, erano le ferite destinate al dinosauro che la tribù degli uomini non aveva catturato; l’uomo non tollera di non catturare, l’uomo è cacciatore.

(Donna di Enzo Gragnaniello)

Donne piccole come stelle 
c'è qualcuno le vuole belle 
donna solo per qualche giorno 
poi ti trattano come un porno. 
Donne piccole e violentate 
molte quelle delle borgate 
ma quegli uomini sono duri 
quelli godono come muli. 
Donna come l'acqua di mare 
chi si bagna vuole anche il sole 
chi la vuole per una notte 
c'è chi invece la prende a botte. 
Donna come un mazzo di fiori 
quando è sola ti fanno fuori 
donna cosa succederà 
quando a casa non tornerà. 
Donna fatti saltare addosso 
in quella strada nessuno passa 
donna fatti legare al palo 
e le tue mani ti fanno male. 
Donna che non sente dolore 
quando il freddo gli arriva al cuore 
quello ormai non ha più tempo 
e se n'è andato soffiando il vento. 
Donna come l'acqua di mare 
chi si bagna vuole anche il sole 
chi la vuole per una notte 
c'è chi invece la prende a botte. 
Donna come un mazzo di fiori 
quando è sola ti fanno fuori 
donna cosa succederà 
quando a casa non tornerà


Il Mago di Oz e il Diario di Anna Frank


Oggi ero in libreria. Stavo scegliendo un'edizione del Meraviglioso Mago di Oz, accanto a me c'era una bambina, forse di prima/seconda media, era con il padre che continuava a ripetere: "Cosa hanno in testa queste insegnanti?!"; la bambina cercava il Diario di Anna Frank, su richiesta delle insegnanti. Io di 46 anni ho preso il Meravigloso Mago di Oz, versione Disney; lei il  Diario di Anna Frank, edizione Einaudi!
Una bambina dovrebbe leggere la storia di Dorothy che, persa la strada di casa, la ritrova anche con l'aiuto di compagni che come lei cercavano qualcosa: il Cuore, il Cervello e il Coraggio. Presto (tra un 35 anni) la bambina potrà finalmente leggere il Mago d Oz! Resisti bambina! Resisti agli insegnanti, resisti al mondo filtrato dagli adulti, resisti ai divorzi dei genitori, resisti alle guerre tra babbo e mamma, resisti al lavoro precario dei tuoi genitori, resisti ai non sorrisi degli adulti; non lo leggere il Diario di Anna Frank. E, nel caso, hai mai sentito parlare di Peter Pan e dell'Isola che non c'è?

L'artista è inutile

L’artista si nutre di difetti e forse in un artista non esistono né pregi né difetti, la dimensione dell’arte è già di per sé pregio e difetto. Credo che l’arte nasca dal difetto se intendiamo la parola difetto come sinonimo di mancanza; l’artista sente la mancanza della vera amicizia, la mancanza del vero amore, la mancanza del senso delle giornate e di tutta la vita, la mancanza di un altro individuo che condivida i propri pensieri; tutta questa mancanza svanisce quando lavori alla tua opera, se verso il mondo esteriore l’artista sente il difetto nel mondo interiore quando è sulla tela, su un foglio bianco, sente la perfezione, l’equilibrio, la felicità, la realizzazione dell’ideale di sé stesso. In fondo tutto ciò che comunemente viene definito difetto spesso dà spessore all’arte, per esempio il temperamento violento fa sì che una pennellata sia in un determinato modo che la rende espressivamente unica, correggere questo presunto difetto del carattere dell’artista significa togliergli un aspetto della sua opera, una vera e propria menomazione. Se vogliamo l’artista è allo stesso tempo pregio e difetto e il risultato di questo matrimonio lo si vede nella sua opera. Magari sottoforma di luce. Tutta la vita, il percorso di un artista è la continua ricerca della luce, quelli veri l’hanno trovata: Caravaggio non avrebbe dipinto capolavori se non avesse dosato luce ed ombre; Michelangelo non avrebbe scolpito capolavori come il Mosè o la Pietà ma solo delle statuette se non fosse riuscito togliere dal pezzo di marmo le ombre e le luci. Anche la scrittura è un nascondere e un mettere in evidenza. Luci ed ombre
Artisti che ricreano il mondo; le stelle non sono più come prima da quando le ha dipinte Van Gogh; la luna è un’altra da quando l’ha guardata il Leopardi; la guerra sembra un sentimento sotto la penna di Ungaretti; e il tempo, eccolo lì, fermo in un quadro di Dalì.
Altro mio post: Benedetta tristezza