Rama e il vischio

Aveva l’abitudine di sedere a terra in una radura, sotto una quercia, a meditare. Una sera, dopo aver riflettuto a lungo sui mali della sua gente, si assopì ai piedi dell’albero. Nel sonno gli sembrò di sentirsi chiamare per nome ad alta voce e credette di ridestarsi. Vide allora, di fronte a sé, un uomo di imponente statura, come lui paludato nella bianca tunica druida. L’uomo recava in mano una bacchetta intorno alla quale si avvolgeva un serpente. Ram, sbigottito, stava per chiedere allo sconosciuto cosa significasse tutto ciò. Ma quello, prendendolo per mano, lo fece alzare e gli mostrò un bellissimo ramo di vischio che stava proprio su quell’albero ai cui piedi si era disteso. “Oh Ram!”, gli disse. “Ecco il rimedio che stai cercando.” Poi, tirando fuori dal petto un minuscolo roncola d’oro, tagliò il ramo e glielo porse. Mormorò ancora qualcosa circa il modo di preparare il vischio e scomparve.
A quel punto, Ram si ridestò completamente, sentendosi immensamente riconfortato. Una voce dentro di lui gli diceva che aveva trovato la salvezza per il suo popolo. Preparò la pozione di vischio secondo le istruzioni del suo divino amico dalla falce d’oro; mescolandola in un liquore fermentato, la fece bere ad un malato e il malato guarì. E così, per le guarigioni miracolose che operava, Ram divenne famoso in tutta la Scizia. Lo chiamavano ovunque al capezzale dei malati. Consultato dai druidi e dalla sua gente, Ram li mise a parte della sua scoperta, aggiungendo che essa doveva rimanere un segreto noto solo alla casta Sacerdotale per garantirne l’autorità. I discepoli di Ram viaggiarono per tutto il paese recando con sé rami di vischio, vennero ritenuti messaggeri divini e il loro maestro fu considerato un semidio. Da quell’evento nacque un culto nuovo e il vischio divenne una pianta sacra. Ram ne consacrò il ricordo istituendo la festa del Natale o della nuova salvezza, fissandola al principio dell’anno e dandole il nome di Notte-Madre (del nuovo Sole) e Grande Rinnovamento […].
Da I Grandi Iniziati, di Edouard Shurè pp.50-51 ed Newton
"II sacerdote, vestito di bianco, sale sull'albero,
taglia il vischio con un falcetto d'oro
e lo raccoglie in un panno bianco."

da Plinio il vecchio

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