18 settembre 2013

Ecco Silvia (?) di Giacomo Leopardi

Sarà Gloria Ghergo, 21enne di Recanati, che interpreterà Silvia ne "Il giovane favoloso", film sulla vita di Giacomo Leopardi di cui ho parlato nel post "Giacomo Leopardi, un film!"
Le caratteristiche fisiche che sottolinea il Leopardi sono "occhi ridenti e fuggitivi" e dall'espressione "lieta e pensosa", in realtà sono più caratteristiche interiori che emergono nel volto e nell'espressione degli occhi, chissà! Aspettiamo il film e vediamo la Silvia cinematografica; io personalmente l'ho sempre immaginata scarna e ricurva e anche un po' bruttina, una sorta di Leopardi al femminile.
Gloria Ghergo, la 21 anni recanatese, 
sarà Silvia ne "Il giovane favoloso", film
sulla vita di Giacomo Leopardi
Silvia è stata spesso identificata in Teresa Fattorini, figlia del cocchiere di casa Leopardi, nata nel 1797 e morta all’età di 21 anni nel 1818. Su di lei il Leopardi annota nel giovanile abbozzo autobiografico Ricordi d'infanzia e di adolescenza, scritto tra maggio e marzo del 1819: 
“storia di Teresa da me poco conosciuta e interesse ch'io ne prendeva come di tutti i morti giovani in quello aspettar la morte per me” 
Sottolineando lo strazio dei suoi ultimi istanti:
"non ebbe neppure il bene di morire tranquilla, ma straziata da fieri dolori la poverina.” 
Silvia è il simbolo della morte delle speranze e della giovinezza, del sopravvento della crudele verità che condanna l’essere umano, soprattutto innocente o, comunque, indifeso di fronte alla potenza della natura.
Muor giovane colui ch’al cielo è caro, questa frase di Menandro che Leopardi usa come epigrafe alla poesia “Amore e Morte” è un’amara consolazione di fronte al tema del giovane e della natura matrigna che inganna i propri figli sostituendo il loro futuro con la morte:

“…Madre temuta e pianta
dal nascer già dell’animal famiglia,
natura, illaudabil maraviglia,
che per uccider partorisci e nutri,
se danno è del mortale
immaturo perir, come il consenti
in quei capi innocenti?…” 

La bellezza della gioventù, precisamente di una giovane donna, ritorna in Leopardi a sottolineare il contrasto tra quel corpo fisicamente affascinante e allo stesso tempo capace di provare sensazioni, avere alti pensieri, provare gioie e dolori e poi essere, in sostanza solo cenere e fango.

Tal fosti: or qui sotterra
Polve e scheletro sei. Su l'ossa e il fango

Immobilmente collocato invano,
Muto, mirando dell'etadi il volo,
Sta, di memoria solo
E di dolor custode, il simulacro
Della scorsa beltà. Quel dolce sguardo,
Che tremar fe, se, come or sembra, immoto
In altrui s'affisò; quel labbro, ond'alto
Par, come d'urna piena,
Traboccare il piacer; quel collo, cinto
Già di desio; quell'amorosa mano,
Che spesso, ove fu porta,
Sentì gelida far la man che strinse;
E il seno, onde la gente
Visibilmente di pallor si tinse,
Furo alcun tempo: or fango
Ed ossa sei: la vista
Vituperosa e trista un sasso asconde…



4 commenti:

  1. Sicuramente sarà un film da vedere. Sono curiosa. E vedremo come se la caverà questa Silvia.

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  2. La poesia di A Silvia l'ho imparata alle medie ed ero risultata, assieme a una mia compagna, la migliore ad averla letta e ricordo ancora adesso la prima parte!!!!
    Mi ricordo ancora adesso che alle medie dicevamo che Leopardi aveva scritto questa poesia perché era innamorato di Silvia, ma la professoressa ripeteva di: No, non era innamorato di lei.
    Non sarò una leopardiana fervente anch'io, ma sarò molto critica sulla recitazione.

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  3. E brava la professoressa delle medie, concordo con lei. Tra qualche mese ci ritroviamo qui a "criticare" la povera attrice (povera perchè sarà sotto le nostre grinfie!!)magari sarà un'ottima Silvia, speriamo!!

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