5 maggio 2013

Primo viaggio sulla Luna (Luciano di Samosata).

Che fai tu, luna, in ciel? dimmi, che fai,
silenziosa luna?
(Canto notturno di un pastore errante per l'Asia, 
Giacomo Leopardi)
[…] Verso il mezzodì, sparita l'isola, un improvviso turbine roteò la nave, e la sollevò quasi tremila stadi in alto, né più la depose sul mare: ma così sospesa in aria, un vento, che gonfiava tutte le vele, la portava. Sette giorni e altrettante notti corremmo per l'aria; nell'ottavo vedemmo una gran terra nell'aria, a forma di un'isola, lucente, sferica, e di grande splendore. Avvicinatici e approdati scendemmo: e riguardando il paese, lo troviamo abitato e coltivato. Di giorno non vedemmo niente di là; ma di notte ci apparvero altre isole vicine, quali più grandi, quali più piccole, del colore del fuoco, e un'altra terra giù, che aveva città, e fiumi, e mari, e selve, e monti: e pensammo fosse questa che noi abitiamo.
Avendo voluto addentrarci nel paese fummo scontrati e presi dagl'Ippogrifi, come colà si chiamano. Questi Ippogrifi sono uomini che vanno sopra grandi grifi, come su cavalli alati: i grifi sono grandi, e la più parte a tre teste: e se volete sapere quanto son grandi immaginate che hanno le penne più lunghe e più massicce d'un albero d'un galeone. Questi Ippogrifi dunque hanno ordine di andare scorrazzando intorno alla terra, e se incontrano forestieri, di menarli dal re: onde ci prendono e ci menano da lui.
Il quale vedendoci e giudicandone ai panni, disse: Ebbene, o forestieri, siete voi Greci? E rispondendo noi di sì: E come, ci dimandò, siete qui giunti, valicato tanto spazio d'aria? Noi gli contammo per filo ogni cosa; ed egli ci narrò ancora dei fatti suoi, come egli era uomo, a nome Endimione, e come una volta mentre dormiva fu rapito dalla nostra terra, e venne qui, e fu re del paese Questa, egli disse, è quella terra che voi vedete di laggiù e chiamate la Luna. State di buon animo, e non sospettate di nessun pericolo, ché non mancherete di tutte le cose necessarie. Se condurrò a buon fine la guerra che ora faccio agli abitanti del Sole, voi vivrete presso di me una vita felicissima.
Questo brano, è un estratto del romanzo in due libri La Storia Vera, scritto da Luciano di Samosata, probabilmente, intorno al 180 d.C.. E’ considerato il primo viaggio letterario sulla Luna, anticipatore di tante opere quali Orlando Furioso Gargantua e Pantagruel, Le Avventure del Barone di Münchhausen, I Viaggi di Gulliver, Ventimila leghe sotto i mari. 
La storia è raccontata in prima persona, il viaggio immaginario porterà Luciano e i suoi compagni in un viaggio per mare, dagli abissi alla luna, e perfino dentro il ventre di una balena, da cui l'equipaggio ne uscirà incolume. Causa che provoca il “salto” spaziale sarà un fortissimo turbine che solleva la caravella su cui navigavano lui e i compagni e, dopo un viaggio di sette giorni e sette notti, raggiungerà la luna. 
La Luna di Luciano è popolata dagli Ippogrifi, così detti per la loro abitudine di cavalcare grifi a tre teste; ci sono inoltre gli Arborei, che si distinguono perché nascono dalle ghiande di un albero. Non vi sono donne. Sono gli uomini fino ai venticinque anni, a concepire i figli, dentro il polpaccio. Gli abitanti si nutrono solo del profumo dei cibi, sudano latte ed espellono miele dal naso. Hanno una coda a forma di piccolo cavolo, vestono abiti di vetro o di rame, hanno gli occhi removibili, che possono essere tolti e custoditi a parte e sostituiti facilmente. Infine, al momento della morte, il loro corpo si dissolve in fumo:

[...]

Durante la mia dimora nella Luna, vidi cose nuove e mirabili che voglio raccontare. Prima di tutto là non nascono dalle femmine ma dai maschi; fanno le nozze tra maschi; e di femmine non conoscono neppure il nome. Fino a venticinque anni ciascuno è moglie, dipoi è marito; ingravidano non nel ventre, ma nei polpacci delle gambe; concepito l'embrione, la gamba ingrossa; e venuto il tempo vi fanno un taglio, e ne cavano come un morticino, che espongono al vento con la bocca aperta, e così lo fanno vivo. E credo che di là i Greci hanno tratto il nome di ventregamba che danno al polpaccio, il quale lì diventa gravido invece del ventre.
Ma conterò una cosa più mirabile di questa. È quivi una specie di uomini detti Arborei, che nascono a questo modo. Tagliano il testicolo destro d'un uomo, e lo piantano in terra: ne nasce un albero grandissimo, carnoso, a forma d'un fallo, con rami e fronde, e per frutti ghiande della grossezza d'un cubito. Quando queste sono mature, le raccolgono e ne cavano gli uomini. Hanno i genitali posticci; alcuni di avorio, i poveri di legno, e con questi si mescolano e si sollazzano coi loro garzoni. Quando l'uomo invecchia non muore, ma come fumo vanisce nell'aria.
Il Sonno di Endimione, Anne-Louis Girodet de Roussy-Trioson 
Molte sono le versioni riguardo al mito legato ad Endimione, il più conosciuto è quello secondo il quale Endimione era amato da Selene, la Luna, la quale si nascondeva dietro le pendici del monte Latmo (Asia Minore) per andare a trovarlo mentre dormiva in una grotta. Il sonno, secondo questa versione, sarebbe stato provocato dalla stessa dea per potersi unire al giovane. Secondo altre versioni, il sonno, sarebbe stato dato da Zeus come punizione poiché Endimione avrebbe desiderato Era. Luciano sceglie la versione del rapimento da parte della Luna-Selene che sceglie Endimione, come re della Luna.
Post: Primo viaggio nella balena di Luciano di Samosata

Il Testo completo de La Storia Vera, di Luciano

7 commenti:

  1. Quanto è stata amata questa luna per tutti i millenni e da tutti gli uomini? Incredibile il volume di sentimenti che l'uomo le ha dedicato. È' in noi , come l'istituto il bisogno di tendere all'infinito.
    Interessante, come sempre.
    Raffaella

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    1. Il Sole non ha avuto lo stesso successo :) Forse la Luna ha avuto la complicità della notte...forse è stata vista come amica e sostegno nelle notti buie, chissà!

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  2. Ricordo che oltre alla descrizione dei "lunari" Luciano raccontò anche della guerra di questi con i "solari", ovvero gli abitanti del sole. Non ricordò come terminò la guerra ma apprezzai non poco il talento insieme visionario e morale di Luciano.

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    1. In un primo momento prevalsero i "solari" e così, una rappresentanza dei "lunari" fu inviata da Fetonte con il quale scesero a patti e fu ristabilita la pace! Dopo finiranno nel ventre di una balena, come il nostro Pinocchio e tanti altri personaggi(e forse scriverò anche su questo episodio). Condivido, un visionario geniale :)

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  3. Ho vaghi ricordi di quest'opera di Luciano, che non ho letto se non per pochi brani. Ricordo poco di Endimione, di cui tutto ciò che so lo so grazie all'Endymion di Keats, dove in effetti Zeus non compare... ma compaiono svariate altre divinità e il nostro ha una serie di avventure sulla terra, nel mare e in cielo che poi lo porteranno a coronare il suo amore. L'avevo trovato un po' noiosetto, ma alcune stanze sono veramente molto belle.

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  4. La Luna ha ispirato opere di ogni tipo, potresti parlarne per un anno intero, credo :)

    La poesie di Leopardi la conosco bene, l'ho dovuta imparare a memoria al liceo; il viaggio di Luciano mi divertì molto, quando ne parlammo in classe.

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    1. Alla luna si potrebbe dedicare un intero blog senza fine!

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