19 maggio 2013

...ma son mille papaveri rossi...

Cerere
Da piccola aspettavo i papaveri, come si aspettavano le rondini o le vacanze. Mi colpiva vedere le foglie grinzose che si aprivano al sole, io, a volte, “aiutavo” i petali a distendersi (lo so, non si fa). Ancora oggi, non resisto dal guardare i campi di papaveri misti al grano (è vero, i campi sono di grano e i papaveri sono degli intrusi). Per questo suo essere un intruso infestante viene comunemente chiamato anche “rosolaccio”, ossia rosa dei campi. Sembra sia il simbolo della pigrizia, evidentemente lo avevo intuito quando “aiutavo” il petalo a distendersi, mentre nel linguaggio dei fiori simboleggia l'orgoglio sopito.  Cerere, la dea latina delle messi e dell'agricoltura, è raffigurata con una ghirlanda di papaveri; da Cerere, deriva “cereale”, termine attribuito nell’antichità a grano, orzo e al papavero sonnifero. L’iconografia della dea fu sempre piuttosto riconoscibile: capelli biondi, tenuti da un nastro rosso, e incoronati da spighe di grano e papaveri, impugna con la mano destra una fiaccola accesa, simbolo della stagione estiva, e talvolta stringe con la sinistra una falce necessaria per la mietitura; spesso impugna un papavero, mentre, ai suoi piedi, giacciono tre serpi aggrovigliate. 
Cerere di Bruegel

Demetra (la Cerere greca) sembra abbia riacquistato la serenità, dopo il rapimento della figlia Persefone da parte di Ade, bevendo succo di papavero. 
Non possono mancare le leggende su questo fiore dal colore intenso e dall’aspetto fragile. Tra queste, la leggenda che spiega l’origine del modo di dire “gli alti papaveri” per indicare persone potenti. Sembra che Tarquinio il Superbo, per insegnare al figlio il modo più rapido per conquistare la città di Gabi, lo incitasse ad eliminare i personaggi più influenti e potenti e, per spiegare questo,  fece recidere i papaveri più alti del suo giardino con un solo colpo di falce.
Oggi, nel mondo anglosassone il Papaver rhoeas è tradizionalmente dedicato alla memoria delle vittime sui campi di battaglia della prima e della seconda guerra mondiale. Usanza che sembra risalire ai tempi di Gengis Khan, l'imperatore e condottiero mongolo, che portava sempre con sé dei semi di papavero per spargerli sui campi di battaglia dopo le sue vittorie, in ricordo e rispetto di coloro che vi erano caduti con onore ed anche per "segnare", con il colore di quei fiori, che là si era svolta una battaglia, probabilmente per ricordare il sangue che aveva bagnato quel luogo. 
Il cantautore Fabrizio De Andrè riporta questa immagine nella canzone La Guerra di Piero
…Dormi sepolto in un campo di grano 

non è la rosa non è il tulipano 
che ti fan veglia dall'ombra dei fossi 
ma son mille papaveri rossi


Raffaello Sanzio, la Madonna del Prato.
Sulla sinistra si notano due papaveri.
Per i cristiani il suo colore, porpora, così acceso
richiama il sacrificio di Cristo nella sua Passione
e
Morte in croce.
Claude Monet, I Papaveri
Qui i papaveri rappresentano l'esplosione della vita:  Monet ritrae
la moglie Camille e il figlioletto Jean durante una passeggiata attraverso i campi
assolati e rallegrati dal numero indecifrabile di papaveri.

8 commenti:

  1. Non dimentichiamo poi che l'oppio deriva da un papavero ed è anche uno dei componenti del laudano.
    Per questo nel dipinto Beata Beatrix, Dante Gabriel Rossetti dipinge post-mortem Elizabeth Siddal con vicino un uccello che le dà un papavero essendo lei suicidatasi con del laudano.

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  2. Ho ascoltato la "Guerra di Piero" qualcosa come un milione di volte ma non mi ero mai soffermato a cercare di capire se quei mille papaveri rossi fossero casuali. Ne sai davvero una più del diavolo.

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    1. No, no niente diavolo, solo grandi giri su internet; però, in fondo, sono io la Sposa del Diavolo (mi riferisco alla rubrica su Kokoro e di scarso successo)!

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  3. I tuoi post sono sempre molto interessanti!
    Anche a me sono sempre piaciuti i papaveri :)

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    1. Grazie, troppo gentile. I papaveri mi mettono allegria, mi sembrano le lentiggini dei campi!

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  4. Mi è sempre piaciuta l'idea di una distesa di papaveri che veste di rosso il povero Piero. Mi piace l'idea che questi fiori siano le "lentiggi dei prati". Sono semplici, spontanei, naturali orme i fiori di campo sanno essere. Apprendo sempre cose nuove da te.
    P.s.
    Grazie per tu style!

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    1. E' incredibile come dei fiori così semplici ed esili abbiano colpito l'immaginazione e la sensibilità di molti nel campo dell'arte. Pensa: erano circa 15 anni che mi rifiutavo di comprare un settimanale con uno speciale "bikini"...vedi cosa si fa per le amiche blogger?! di nuovo complimenti :)

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  5. e a proposito di papavero, ecco un classico: http://www.youtube.com/watch?v=fSt8WNERRG0

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