Tutta colpa di Caino?


Adamo ed Eva piangono la morte di Abele
William Bouguereau, 1888, Buenos Aires
 Adamo si unì a Eva sua moglie, la quale concepì e partorì Caino e disse: «Ho acquistato un uomo dal Signore». Poi partorì ancora suo fratello Abele. Ora Abele era pastore di greggi e Caino lavoratore del suolo. Dopo un certo tempo, Caino offrì frutti del suolo in sacrificio al Signore; anche Abele offrì primogeniti del suo gregge e il loro grasso. Il Signore gradì Abele e la sua offerta, ma non gradì Caino e la sua offerta. Caino ne fu molto irritato e il suo volto era abbattuto. Il Signore disse allora a Caino: «Perché sei irritato e perché è abbattuto il tuo volto? Se agisci bene, non dovrai forse tenerlo alto? Ma se non agisci bene, il peccato è accovacciato alla tua porta; verso di te è il suo istinto, ma tu dòminalo». Caino disse al fratello Abele: «Andiamo in campagna!». Mentre erano in campagna, Caino alzò la mano contro il fratello Abele e lo uccise. Allora il Signore disse a Caino: «Dov’è Abele, tuo fratello?». Egli rispose: «Non lo so. Sono forse il guardiano di mio fratello?». Riprese: «Che hai fatto? La voce del sangue di tuo fratello grida a me dal suolo! Ora sii maledetto lungi da quel suolo che per opera della tua mano ha bevuto il sangue di tuo fratello. Quando lavorerai il suolo, esso non ti darà più i suoi prodotti: ramingo e fuggiasco sarai sulla terra». Disse Caino al Signore: «Troppo grande è la mia colpa per ottenere perdono? Ecco, tu mi scacci oggi da questo suolo e io mi dovrò nascondere lontano da te; io sarò ramingo e fuggiasco sulla terra e chiunque mi incontrerà mi potrà uccidere». Ma il Signore gli disse: «Però chiunque ucciderà Caino subirà la vendetta sette volte!». Il Signore impose a Caino un segno, perché non lo colpisse chiunque l’avesse incontrato. Caino si allontanò dal Signore e abitò nel paese di Nod, ad oriente di Eden. Genesi, Antico Testamento.

Il primo omicidio, il più efferato perché nei confronti di un fratello, è stato analizzato in base a diverse letture: cristiana, simbolica, mitologica, ma, quella che riporto oggi è l’analisi psichiatrica su Caino realizzata dallo psichiatra Vittorino Andreoli (il testo completo - pp.245-252- si trova in “Alfabeto delle relazioni” ed. Bur). Andreoli parte dal presupposto che la visione di un Caino brutale (il Male) contrapposto ad un Abele giusto (il Bene) sia troppo semplificata e non tenga conto dell’aspetto psicologico e del contesto storico-culturale. Così Andreoli assume il ruolo di perito della difesa di Caino, applicando la metodologia della perizia psichiatrica che tante volte ha messo in pratica nei tribunali (tra cui i casi di Pietro Maso; Luigi Chiatti, Donato Bilancia, tra i più noti)
Ora Abele era pastore di greggi e Caino lavoratore del suolo.
Dopo un certo tempo, Caino offrì frutti del suolo in sacrificio al Signore; anche Abele offrì primogeniti del suo gregge e il loro grasso. Il Signore gradì Abele e la sua offerta, ma non gradì Caino e la sua offerta.
L'alfabeto delle relazioni di Vittorino Andreoli
E’ questo l’antefatto all’omicidio e occorre farne una lettura dal punto di vista di Caino che vede rifiutata e persino considerata sgradita la sua offerta al padre e al tempo stesso constata che quella fatta da Abele è gradita. Il comportamento del padre non può che produrre una ferita, una ferita tanto più profonda quanto maggiore è l’amore è l’amore che un figlio ha per il padre (…)
Caino, come sappiamo, offre i frutti della sua terra, mentre Abele offrì  i primogeniti del suo gregge e del grasso. Qui Andreoli entra nel contesto storico del tempo: il passaggio dalla cultura della pastorizia a quella dell’agricoltura.
Ed è molto probabile che la data in cui si situa il racconto sia proprio quella del passaggio tra queste due culture e che di conseguenza Abele rappresenti la cultura della pastorizia e Caino la nuova cultura legata ai campi. Un vero capovolgimento della vita dell’uomo, che lo porta ad un legame stanziale con la terra, alla fondazione di una prima città (…). Siamo circa 8000 anni prima di Cristo e probabilmente in Mesopotamia(…).
Si narra che Caino sia il fondatore della prima città … con Caino nasce la vera rivoluzione, la transizione neolitica appunto che darà il via al nuovo stile di vita stanziale…Caino, insomma, introduce una nuova visione del mondo, antitetica a quella tradizionale di Abele.
E il padre apprezzerà i doni di Abele, simboli della tradizione e rifiuterà quelli di Caino, i nuovi frutti ottenuti, comunque, con dedizione, creatività e sudore.
E va aggiunto che Caino è il primogenito mentre Abele è secondogenito e che nella cultura dell’epoca il primogenito ha il compito di portare avanti la dinastia e quindi gode di un legame preferenziale con il padre. Il rifiuto, per questo, è ancora più grave poiché significa sconfessare il primogenito e metterlo in ridicolo agli occhi delle discendenza…
E tutto questo non è capito dal padre, da un padre conservatore e tradizionalista che non intravede nelle innovazioni dell’agricoltura promossa da Caino il grande futuro e il senso storico dei frutti della terra. Caino è distrutto da quel gesto poiché perde il padre  la sua protezione,perde la sua credibilità di fronte ai fratelli, perde il senso di tutto il suo lavoro…
Che Caino avverta la ferita lo si vede dalla sua reazione davanti al rifiuto della sua offerta: Caino ne fu molto irritato e il suo volto era abbattuto”. E’ una reazione di dolore e di dispiacere. E prova vergogna poiché non si aspettava di essere rifiutato dal padre e per questo “va a testa bassa”. Il padre non capisce e gli parla di peccato: «Perché sei irritato e perché è abbattuto il tuo volto? Se agisci bene, non dovrai forse tenerlo alto? Ma se non agisci bene, il peccato è accovacciato alla tua porta; verso di te è il suo istinto, ma tu dòminalo». Ma Caino non sente il peccato, sente la paura di aver perso tutto, di aver perso il legame con la famiglia, con la società e sente il disprezzo nei confronti dei frutti del suo lavoro. Così invita Abele «Andiamo in campagna!».
E qui siamo ormai dentro l’omicidio: è premeditato e Caino pensa di consumarlo nei campi e dunque nel luogo dell’innovazione…Lo invita “a casa sua”. Si tratta di un omicidio spostato: la causa del suo fallimento è il padre, ma egli sposta la sua rabbia sul fratello, che diventa lo specchio del suo fallimento…Ma non c’è dubbio: avrebbe voluto uccidere il padre.
E’il rifiuto del padre che ha ucciso Caino, che, a sua volta ha ucciso Abele per non poter uccidere il padre.
Il padre, a sua volta, punisce Caino ma non lo uccide, omicidio che a quel tempo poteva essere commesso senza essere ritenuto delitto cruento, ma solo il volere e il potere del padre sui propri figli.
Secondo Vittorino Andreoli, è questo comportamento del padre un’ammissione di colpa indiretta: il padre capisce di essere il responsabile dell’atto di Caino.
Anche i più giusti, e ora sappiamo persino il Signore Iddio, devono ricordare che anche il padre più giusto sbaglia con i figli poiché il giusto non è solo chi segue la legge, ma chi conosce la sensibilità e i vissuti del singolo figlio che sfuggono a qualunque legge poiché sono intimamente personali e irripetibili. Anche nel delitto di Caino il padre è correo.


4 commenti:

  1. Il povero Caino...
    praticamente il primo capro espiatorio della storia.

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  2. Povero Caino! Mi è piaciuto molto la prospettiva storica, anche se ne avevo già sentito parlare - forse a scuola? Mi è nuova, invece, la lettura psicologica del rapporto padre-figlio. Molto interessante.

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    1. Già, povero Caino! in fondo rappresenta un po' tutti quelli che si discostano dalla tradizione e vengono, per questo, emarginati. In effetti, l'analisi è di qualche anno fa, quindi probabile che tu ne abbia sentito parlare, ma mi sembrava giusto riproporla. Grazie :)

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