Il Simbolo del Pesce

(da "Alcuni aspetti del simbolismo del pesce" parzialmente  tratto da Simboli della Scienza Sacra, ed Adelphi di René Guénon)


Matsyavatara
La manifestazione sotto forma di pesce (Matsyavatara) 
è ritenuta la prima fra tutte le manifestazioni di Vishnu, 
quella che si pone all'inizio stesso  del ciclo attuale, 
trovandosi così in relazione immediata con il 
punto di partenza  della Tradizione primordiale. 
Secondo lo studioso René Guenon in Simboli della scienza sacra, le origini del pesce come simbolo avrebbe una provenienza nordica, o addirittura iperborea. Da lì avrebbe poi raggiunto le regioni dell’Asia centrale.  È da notare d'altronde – continua Guenon – che certi animali acquatici svolgono soprattutto un ruolo nel simbolismo dei popoli nordici: come il polipo, diffuso presso gli Scandinavi e i Celti, e che si ritrova pure nella Grecia arcaica, come uno dei principali motivi dell'ornamentazione micenea [I tentacoli del polipo sono in genere diritti nelle raffigurazioni scandinave, mentre sono arrotolati a spirale negli ornamenti micenei; in questi ultimi, si vede apparire assai frequentemente lo swastika oppure certe figure che ne sono manifestamente derivate. Il simbolo del polipo si riferisce al segno zodiacale del Cancro, che corrisponde al solstizio d'estate e al <<fondo delle Acque>>; è facile da ciò capire come esso abbia potuto talora essere preso in un <<senso malefico>>, essendo il solstizio d'estate la Janua Inferni, ossia la porta dell’Inferno].
In India, la manifestazione sotto forma di pesce (Matsya-avatara) è ritenuta la prima fra tutte le manifestazioni di Vishnu, Principio divino considerato specialmente sotto il suo aspetto di conservatore del mondo; questo compito è assai vicino a quello di <<Salvatore>>.
L’idea di <<Salvatore>> è pure collegata in modo esplicito al simbolismo cristiano del pesce, poiché l'ultima lettera dell'Ichthus greco si interpreta come iniziale di Soter [Quando il pesce è preso come simbolo di Cristo, il suo nome greco Ichthus viene considerato formato dalle parole “Iésous Christos Theou Uios Soter”]; questo non ha nulla di straordinario, senza dubbio, quando si tratta di Cristo, ma vi sono tuttavia emblemi che alludono più direttamente a qualcun altro dei suoi attributi, e non esprimono formalmente questo ruolo di <<Salvatore>>.
In forma di pesce, Vishnu, appare a Satyavrata gli annuncia che il mondo sta per essere distrutto dalle acque, e gli ordina di costruire l'arca nella quale dovranno essere chiusi i germi del mondo futuro; poi, sempre sotto la medesima forma, guida egli stesso l'arca sulle acque durante il cataclisma; e questa rappresentazione dell'arca condotta dal pesce divino è tanto più notevole in quanto se ne ritrova l'equivalente nel simbolismo cristiano.
Sacerdoti Oannes
L’arca è stata spesso considerata una figura della Chiesa, come la barca quindi è proprio la stessa idea che troviamo in tal modo espressa sia nel simbolismo indù sia in quello cristiano.
Come Vishnu in India, e pure sotto forma di pesce, l'Oannes caldeo, che alcuni hanno esplicitamente considerato una figura di Cristo [È interessante notare a questo riguardo che la testa di pesce, che formava il copricapo dei sacerdoti di Oannes, è anche la mitra dei vescovi cristiani], insegna anch'egli agli uomini la dottrina primordiale: sorprendente esempio dell'unità che esiste fra le tradizioni più diverse, e che resterebbe inesplicabile se non si ammettesse il loro collegamento con una fonte comune. Sembra d'altronde che il simbolismo di Oannes o di Dagon non sia soltanto quello del pesce in generale, ma debba essere accostato più specificamente a quello del delfino; quest'ultimo, presso i Greci, era legato al culto di Apollo.
Afrodite Anadiomene in un affresco di Pompei
Seguiamo ancora Guénon che ci porta dal simbolo del delfino e quello della <<Donna del mare>> (l'Afrodite Anadiomene dei Greci) [Non bisogna confondere questa <<Donna del mare>> con la sirena, per quanto essa sia talvolta rappresentata sotto simile forma]; essa si presenta, precisamente, sotto vari nomi (in particolare quelli di Istar, di Atergatis e di Derceto), come la paredra di Oannes o dei suoi equivalenti, cioè come rappresentazione di un aspetto complementare dello stesso principio.
Per completare queste osservazioni, aggiungeremo ancora che la figura dell'Ea babilonese, il <<Signore dell'Abisso>>, rappresentato come un essere mezzo capra e mezzo pesce è identica a quella del capricorno zodiacale, di cui forse è stata addirittura il prototipo.

7 commenti:

  1. Non amo i pesci d'aprile, ma questo post sui pesci è davvero interessante! Continua così!

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    1. Il merito è di Guénon, ho scelto questa sua analisi perchè anche a me non piace il Pesce d'Aprile! Grazie per il commento :)

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  2. beh per una pesciolina come te è un ritorno alle origini :D

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    1. Chissà se ho qualche legame anche con il pesce d'Aprile! :)

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  3. Il copricapo a testa di pesce dei sacerdoti mi ha fatto venire in mente le Ittiointerpreti descritte da Frank Herbert in Dune (ok, nel quarto libro). Da un certo punto di vista erano sacerdotesse, prima ancora che guerriere.

    E comunque il capricorno non l'ho mai capito. Lo dico da capricorno! Mi sembra tanto la raffigurazione del detto "né carne né pesce". :)

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    1. Il capricorno è legato a Pan. Se vai nella pagina wikipedia di Pan puoi leggere la sua origine.

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    2. Forse invece che "nè carne nè pesce" è "carne e pesce", ossia capace di destreggiarsi in terra come in acqua.
      Dune non lo conosco però avrei una mezza idea di fare un post sugli Oannes, quindi chissà che non ti coinvolga (che minaccia, eh?)

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