24 aprile 2013

"Dove ero rimasto?" te lo dice il segnalibro

ecco qui come realizzarli
Il segnalibro ci accompagna pagina dopo pagina, segna il nostro percorso, le nostre tappe e, soprattutto, le nostre soste. Ci sono quelli colorati, quelli che riproducono delle opere d’arte, altri, non dimenticando la passione di chi legge, riportano aforismi e frasi di scrittori celebri. Le “orecchie” della pagina torturano il foglio, segnano in modo irreparabile la pagina, ecco allora, compaiono, come fossero una sorta di “risarcimento”, dei segnalibro-origami, a forma di triangolo che rivestono l’angolo della pagina in cui sostiamo. 
Precursore del segnalibro sembra essere il segnacolo nato nel 1600; un nastrino di tessuto ancorato al dorso del libro.  Così viene definito dal dizionario Treccani: Termine dotto per indicare il nastrino o la sottile striscia di pelle o d’altro materiale che funge da segnalibro; anche, meno com., sinon. di segnalibro nel suo sign. più generico: trovai molti passi controsegnati in margine con matita, e una striscia di carta postavi per segnacolo (Tarchetti).

Nel 1850 cominciarono a diffondersi i segnalibro ispirati alle figure di santi.
Pochi anni dopo a Coventry, Inghilterra, inizia la produzione industriale di segnalibro in seta, già nel 1584 (con cui si fa nascere l’uso del segnalibro) Christopher Baker regalò alla Regina Elisabetta 1° un segnalibro di seta. Sempre a Coventry, nel 1880, i segnalibro verranno utilizzati come mezzi pubblicitari con riportate le pubblicità di oggetti merceologici o di banche e assicurazioni.
In Italia molto diffusi negli anni 70 sono stati i segnalibro con la pubblicità della FILA o di alcune marche di sigarette. Oggi si trovano in commercio anche segnalibri in metallo e materiali più preziosi come l'argento, alcuni sono formati da un'asticella con un charm da inserire tra le pagine oppure, esistono dei modelli che "agganciano" la pagina come le più note e semplici graffette.

Il bibliotecario, Arimboldi
1566 circa



Il bibliotecario visto dall'Arcimboldi è vestito con una tenda, mentre l’orecchio è evocato dalla rilegatura del libro, ossia i lacci con cui i libri venivano chiusi, le dita, invece, sembrano essere dei veri e propri segnalibro.

13 commenti:

  1. non so dove, ma ho letto qualcosa che incoraggiava a usare le foglie come segnalibri.

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    1. Di solito le foglie si mettono nelle pagine dei libri per farle essiccare, l'idea di trasformarle in segnalibro magari deriva da questa abitudine, bella abitudine!

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  2. Purtroppo io i segnalibri belli tendo a perderli. E' per questo che alla fine mi sono rassegnato ad usare gli scontrini del super. Non saranno belli ma funzionano egregiamente .

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    1. Capita anche a me, pure con le carte delle caramelle e cioccolatini, una volta anche con il baffo del mio gatto!!

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  3. Io ne ho una piccola collezione, mi piacciono molto! Alcuni li faccio io, altri li trovo nelle librerie, altri ancora (il più bello che ho, d'argento, ad esempio) sono dei regali.

    Insomma, sono una piccola "passione collaterale" che si unisce al mio amore per la lettura :)

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    1. Eh già! l'effetto collaterale è che, accompagnandoci passo passo, rischiamo di affezionarci:)

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  4. Uso tutto quello che mi capita, soprattutto se - come mi capita - leggo in giro, sull'autobus o sulla metro. In genere, quindi, biglietti del bus, ma anche scontrini, fogli piegati all'uopo, strisce di carta, di stoffa... alle volta persino uno dei tanti segnalibri che mi hanno regalato. La piega sul bordo della pagina la faccio, in genere, ai libri che non amo. Mi capita così di passare dal segnalibro alla piega nella pagina fino al nulla, in rapporto al mio giudizio su quel libro. Se non mi interessa ricordare dove sono arrivato vuol dire che con quel libro non voglio più avervi a che fare.

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    1. I tuoi segnalibro parlano, svelano i tuoi gusti, chi l'avrebbe mai pensato che dietro un "semplice" gesto si potesse nascondere il rapporto lettore-libro. Grazie!

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  5. Ne ho più di quanti me ne servano. A due o tre sono particolarmente affezionato... purtroppo sono anche quelli più rovinati!

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    1. Io spesso li lascio all'interno dei libri anche dopo averli letti, poi, a distanza di anni, li ritrovo ed è una piacevole sorpresa. Potresti plastificarli per non rovinarli fino alla fine:)

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    2. Eh, ma due sono già nella plastica e un terzo è di... ok, non so bene di che materiale si tratti, ma credo non sa plastificabile! Vorrà dire che tra un paio d'anni ci sarà un ricambio generazionale.

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  6. Il segnalibro ad angolo è davvero bellissimo!
    I segnalibri oltre che tenere il segno testimoniano anche un po' il tempo che passa, perché testimoniano l'era in cui nascono.

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    1. E' vero, sono degli oggetti nostalgici con cui abbiamo condiviso un cammino; anche a me piacciono quelli ad angolo, alle elementari li facevo per tutta la classe!

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