Giacomo Leopardi, un film!

La Commissione per la Cinematografia del Mibac (Ministero Beni e Attività Culturali), ha assegnato al regista Mario Martone un contributo di un milione e 250,000 euro per la realizzazione del film Il giovane favoloso, dedicato al poeta Giacomo Leopardi. Il commento di Martone: ”Leopardi e’ tutt’altro che triste”. Il set sarà, ovviamente Recanati, e le riprese dovrebbero iniziare nella prossima primavera. Martone si è già cimentato con l’opera di Giacomo Leopardi, portando, lo scorso anno nei teatri italiani,  l’adattamento teatrale delle Operette morali. 
Ma, secondo voi, vi parlo di qualcosa che ancora non esiste? Eh, no! Infatti questa notizia mi ha riportato alla mente (rimembro ancor…scusate, mi sto calando troppo nella parte) quando tanti anni fa, era il 1980, RAI 3 realizzò il film Idilio per la regia del poeta e regista Nelo Risi, mentre, Mattia Sbragia interpretava Giacomo Leopardi. Quello che meglio ricordo è che andò in onda a notte tarda, ma tanto tarda che forse il giorno dopo saltai la scuola (andavo alle scuole medie, e questo era allora il mio dilemma: tra due culture, la mia da appassionata autodidatta o quella della scuola? La mia, sostenendo che, in fondo, il Leopardi era un geniale autodidatta. Giustificata dallo stesso Leopardi, potevo stare a casa.). 
Non ricordando bene il film, ho trovato una sorta di recensione a firma di Matteo Veronesi: 
Anche il Risi poeta è tutto attraversato da echi leopardiani, oltre ad avere dedicato esplicitamente a Leopardi alcuni versi, come questi: «La vita ... / è la corrente che come passa si riduce / fino a estinguersi, nel nulla ‒ e qui ti seguo / signor conte». Ecco, forse la chiave, la nota essenziale e dominante del Risi poeta e cineasta (endiadi per “poeta del cinema”, si potrebbe dire) è proprio questa: da un lato la fantasmagoria della vita, di una vita tenacemente amata, còlta (anche attraverso la temporalità, l'onda continua eppure franta, della versificazione) nel suo fluire, nel suo cangiare, nel suo divenire incessante; dall'altro, la consapevolezza del nulla sotteso, leopardianamente, all'esistente, e in cui l'esistente tende, ed è anzi destinato, a confluire. (…)

La memoria storica, e di conseguenza la parola letteraria, si collocano, come nel Leopardi del Cantico del Gallo Silvestre, entro un orizzonte apocalittico, nel quale si congiungono, egualmente necessari, figli del medesimo ordine, principio e fine. «In definitiva è solo l'opera / che conta». Come in Mallarmé, tutto esiste per far capo a un libro ‒ o a una pellicola, che in fondo si snoda e si svolve come un volumen, è, in certo modo, un libro figurato, parlante colorato e mobile. Lo spirito s'infiamma, al pari dell'immagine che si accende dal buio, dal buio dello schermo o della sala, e fa nascere un mondo. La sua «forza primigenia» si alza in volo per «compiere il disegno ... / latente nella parola e nel suono e nel gesto / e nel segno». La lingua verbale, come il segno filmico (si ricordino le riflessioni di Pasolini sulle rispondenze, le affinità e le differenze dei due linguaggi e delle loro «articolazioni»), nasce da una profondità interiore, e anteriore, prende via via forma come ascendendo da un fondo oscuro. «Ha un suo disegno / l'opera». Un disegno che trascende l'esistenza individuale ‒ allo stesso modo che Leopardi seppe tradurre in pensiero e poesia, in pensiero poetante e poesia pensante, l'abisso del suo dolore. (di Matteo Veronesi)

E questo che segue è il film completo (62 min.)

Idillio,1980 - Regia di Nelo Risi

4 commenti:

  1. Da un lato sono contento che facciano un film su Leopardi, d'altro canto pur avendo fiducia in Martone come regista temo che, con gli attuali livelli sceneggiativi italici la di Leopardi vita venga trasformata nell'ennesima fiction in cui preti-buonismo d'accatto e indagine poliziesca.
    Insomma, temo che ad un certo punto salti il Don Matteo della situazione che fa l'omelia a leopardi su Dio-Patria-Famiglia.

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    1. Certo il rapporto tra Leopardi e i preti è sempre stato usato, c'è chi ha sostenuto per anni che si fosse pentito e "riconciliato" con Dio proprio in punto di morte. Mah! Anch'io ho dei dubbi che venga esaltato il Leopardi genio. :)

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  2. Sono un po' scettica... come si fa ridurre Leopardi a un film? Mah...

    Il film che hai postato qui sembra interessante, lo guarderò quando avrò meno pensieri in testa.

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    1. Romina, potremmo candidarci per fare le comparse, che ne dici? (secondo me ci licenzierebbero dopo che per l'ennesima volta avremmo criticato il regista: "no ma il nostro Leopardi avrebbe detto così...leggete questo brano dello Zibaldone, è così che dice...") Ah! ah!

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