16 febbraio 2013

17 febbraio, festa del gatto. La "gattara" Anna Magnani

"Chi ammiro io? Vuole dei nomi? No, è meglio che le dica che cosa ammiro. Io rispetto il talento, il vero talento che è tutto il contrario dei bluff; la fedeltà, la vera fedeltà che è tutto il contrario dell’amicizia superficiale e passeggera; e la sincerità, persino la crudele sincerità che è tutto il contrario dell’ipocrisia. Ecco che cosa ammiro io ". (Anna Magnani)
Chi pensa e cerca tutto ciò, alla fine trova un gatto.
Spesso ripeteva: “Io e la gente ci capiamo pochino, alle feste preferisco la solitudine, per riempirmi la serata bastano due gatti che giocano sul tappeto”. Oltre ad averli in casa, Anna Magnani era anche una gattara, spesso portava cibo ai gatti della Colonia di Largo Argentina a Roma. Proprio a largo Argentina, quando furono riportati alla luce i ruderi dell’area sacra, i gatti cominciarono a rifugiarsi grazie al fatto che gli scavi erano più sicuri della strade permettevano di nascondersi; divenne così, l’antico luogo sacro il rifugio di gatti randagi o abbandonati; ovviamente i gatti sanno di essere sacri fin dai tempi degli antichi Egizi e scelsero quel luogo non certo a caso!
Molti gatti venivano però anche abbandonati di proposito dai loro proprietari, consapevoli che le “gattare” li avrebbero accuditi.
Sembra che il preferito da Anna Magnani fosse un piccolo gatto tigrato rosso.



E questo musone bianco è il mio Lucrezio; ora, come al solito, sta dormendo, ma oggi per festeggiare la sua festa (in anticipo) ha leccato il cucchiaino che ho usato per mangiare il tiramisù. E' stato un momento di grande vivacità per lui che dorme sempre. 
Altri post su Lucrezio (sì lo so, sono fuori di testa),  se volete vederlo in altre posizioni, sono a questo link.

Forse qualcuno di voi si ricorderà del gattino nero e abbandonato che mi aspettava sulla porta di casa (qui il post con foto); ecco è esattamente quello nella foto, è l'unica foto che sono riuscita a fargli, non si mette in posa come fa Lucrezio. Nella foto sta saltando dal tavolo su un mobile. Sta bene, è stato adottato da una signora che però credo non cucini tanto bene perchè spesso torna a mangiare qui da noi; e, chissà perchè, soprattutto la domenica. Forse pensa di andare a far visita ai parenti, dato che è domenica. Entra, mangia, curiosa un po', poi dà una zampata a Lucrezio e se ne va.

9 commenti:

  1. immaginavo che anche tu dedicassi un post ai gatti. Dopotutto mi ricordo che c'era un gatto nell'header.

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    1. Mi piaceva l'accoppiata gatti-Anna Magnani

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  2. Io non potrei proprio concepire la mia vita senza gatti e la cosa più divertente è che...vengo da una famiglia di amanti dei cani.
    Saluti da Trixie, la mia gattona nera che prorio in questi giorni compie nove anni.

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    1. Mah, io i cani non li capisco, con i gatti ho un legame istintivo. Auguri a Trixie!Lucrezio ne compie 8 ad Aprile.

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  3. Non avevo ancora fatto i complimenti al micio. Io purtroppo ho perso la mia gattona (19 anni) l'estate scorsa. Posso solo offrire del tiramisù spirituale. :)

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    1. Ben 19 anni! il mio è troppo grasso non ci arriverà, lo sento. Quindi siete cresciuti insieme? Si starà leccando i baffi per il tiramisù :)

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    2. Sì, siamo proprio cresciuti insieme! :)

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  4. Bellissimo post, Marcella. E condivido parola per parola le frasi iniziali di Anna Magnani che io di solito, per quanto mi riguarda, riassumo così: "Nessun gatto mai nella vita mi ha fatto soffrire quanto un essere umano". Questo rivolto a tutta la gente che non capisce quanto possa essere disinteressato e perfetto l'amore tra un essere umano e un gatto. Sono una gattara? Direi di sì e lo dico con orgoglio!

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    1. E' una frase che può essere detta anche da un gatto, è in fondo una frase da persone indipendenti perchè, pensando queste cose, è difficile essere dei "seguaci".

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