2 gennaio 2013

Curriculum vitae, storia di Lucio Lieto (il ritorno)

Cercate di capire, cerca di capire soprattutto te, caro Max Citi, l’ho dovuto fare. Erano anni che ci pensavo, ma poi, così, a forza di pensare e riflettere o forse chissà, solo per un inaspettato attimo di follia, ho messo in atto quel piano. Quale? Il piano della mia morte. Scusatemi tutti se vi ho fatto preoccupare, ma, come stavo cercando di dire, sono anni che pensavo al modo per non esserci nel periodo natalizio. Sono infinitamente stanco di scegliere tra pandoro e panettone. Io scelgo il pandoro e, la maggior parte dei miei conoscenti, il panettone “Eh, ma dai…il panettone è più buono!!” e allora non me lo chiedere; sono stanco delle briciole di torrone che si appiccicano dappertutto; stanco dei servizi del telegiornale dalle piste da sci nel periodo di Natale. Non ne posso più del telegiornale del 1° dell’anno dove ti fanno vedere un collegamento da tutte le piazze del mondo allo scoccare della mezzanotte del nuovo anno (che poi è la mezzanotte dell’anno vecchio) e 10…9…8…7…6…5…4…3…2…1… e buuummm!! Il calendario dovrebbe essere suddiviso in lustri, solo ogni 5 anni: buuummmm!! Evviva!  “Ti ha colpito il tappo in un occhio?! Ma daaaai! che bello, porta fortuna!” Davvero, ve lo giuro, non mi serve il collegamento da tutti i pronto soccorso dove sono stati medicati, disinfettati, ricuciti, ingessati, fasciati i colpiti da vicino dal buummm!! Non mi serve il discorso alla nazione del Presidente della Repubblica, a reti unificate, rete dalla cui trama non si può sfuggire; e poi il resoconto annuale, una specie di bilancio, del governatore della banca d’Italia (ma si è fatto vedere anche quest’anno? e che diavolo ha detto? Peccato che mi sono dato per morto, forse questo sarebbe stato un qualcosa di cui ridere). Come diceva un mio amico è il Natale il vero Carnevale. Il Carnevale, in confronto al Natale, è composto: ognuno di noi ha una maschera, opposta a quella che portiamo nella vita, un po’ di coriandoli, dolci fritti; un giovedì e un martedi grasso, stop. E così, i Maya si sono sbagliati, 2013 sommato dà il numero 6, il mio numero preferito, se fa una capriola e si rovescia diventa un 9, il 9 mi ha sempre dato l’idea dell’eleganza. In questi 30 giorni, durante la mia morte ufficiale, ho fatto varie cose, tra cui il mio albero di Natale:


E ora
eccoci qua
allegri di tristezza
e brilli di nostalgia
a festeggiare un evento
a sforzarsi a pensare che era così che lo volevi
che il passato è servito
e del passato non si butta via niente
E mentre siamo allegri di tristezza
e brilli di nostalgia
chissà perché, cominci a raccontarmi
la tua vita dal primo vagito all’ultima bugia
e chissà perché io comincio a pensare
che la tua vita coincida la mia:
c’era una volta che nacqui stanco
c’era una volta che mi sposai all’asilo
c’era la prima volta che era la millesima nella mia fantasia
c’era una volta che non ricordo cosa ci fu
c’era una volta che nel cuore mi nacque un luogo mentale
e da quella volta il cuore non lo sentii più
E quante canzoni cominciano con ti ricordi
e a quanti traguardi arrivi e scopri che hai aggiunto un ricordo
il ricordo vago della meta quando eri alla partenza
Ed eccoti qua
come un canarino che,
con le tue mani,
hai messo in gabbia
senza neanche l’accortezza
di dargli un nome
“Lucio, Lucio!”
“Che succede, ma’?”
“Ci sono i vigili…ti cercano”
Me lo spettavo. Ti lasciano condurre una vita da morto, al margine della vita e poi, se ti dichiari morto con tanto di lapide e finta tomba, ti accusano pure! Non mi sento più libero di esprimermi. Sono ancora morto.
Vado a cercare di capire cos’è che non capiranno mai delle mie motivazioni.
“Buongiorno, cercavate me?”
“Sì, per l’esattezza; non ci risulta pervenuto il suo certificato di morte.”

8 commenti:

  1. Impagabile il suicidio per sfuggire al maledetto Natale. Eppure una sottile malinconia è inevitabile, in questi giorni, anche soltanto la sensazione che abbiamo preso la rincorsa negli ultimi tre mesi per poi consumare tutto in pochi attimi. Il Natale dovrebbe arrivare con un brevissimo preavviso: «Si comunica che il Natale quest'anno è inderogabilmente fissato al 12 di gennaio», detto il 2 di gennaio. Potrebbe essere una soluzione al folclore natalizio?

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    1. Gi, ben detto, abbiamo fagocitato il periodo natalizio. Una data a sorpresa e con 10 giorni di preavviso per avere il gusto della novità ritrovata!! Però, sappi che ho già visto al supermercato i dolci di Carnevale (ma la Befana, dov'è?!)

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    2. Nel Gi manca la à! E' Già :)

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  2. Ormai è ufficiale: sei un genio!
    Bellissima anche l'idea dell'albero (io l'avrei scritto in verde per renderlo più evidente, ma l'idea è davvero mitica!).

    @Lucio: Sono felice che tu non sia morto davvero, anche se ti senti morto dentro, io continuo a sperare nella tua felicità.

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    1. Se lo vuoi verde, cambio le lucine! Ah, ah!! Grazie, ecco il perchè dei miei tanti fallimenti: sono un genio! Si capisce che sto scherzando sì? (Poco importa, come genio posso anche essere antipatica ed odiosa, e tra 50 anni mi troveranno irresistibile, te ci sarai ancora e potrai dire di avermi conosciuta, anzi ti autorizzo a scrivere la mia biografia). Ti ringrazia anche Lucio (lui con un sospiro).

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    2. I geni sono sempre incompresi, ciò è universalmente noto. Il genio che ho conosciuto io, però, ha saputo farsi carico della miseria umana con una prosa che va in profondità come un testo poetico e con versi che si leggono con la leggerezza di un racconto ma scavano solchi nell'anima. Quella che mi accingo a raccontare è la sua storia.


      Ti piace? Sarà l'inizio della tua biografia!

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    3. Bellissima! non vedo l'ora di morire in modo che tu possa buttarti a capofitto sulla stesura della biografia(attenta agli editori!). Sappi che è molto difficile trovare foto mie, puoi chiedere ad AlmaCattleya se mette delle illustrazioni. Bene vi ho trovato un lavoro, non mi resta che...oh!

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    4. Io speravo di scriverla ben prima della tua dipartita!
      Per la collaborazione con AlmaCattleya mi trovi d'accordo, invece!

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