Anche le formiche, nel loro piccolo, sono delle grandi

Formiche sull'orologio chiuso (a sinistra) in Persistenza della Memoria
Salvador Dalì, 1931
Va', pigro, alla formica; considera il suo fare e diventa saggio! Essa non ha né capo, né sorvegliante, né padrone; prepara il suo nutrimento nell'estate e immagazzina il suo cibo al tempo della mietitura. Fino a quando, o pigro, te ne starai coricato? Quando ti sveglierai dal tuo sonno? Dormire un po', sonnecchiare un po',incrociare un po' le mani per riposare... La tua povertà verrà come un ladro, la tua miseria, come un uomo armato.
 Proverbi 6:6 -11 La pigrizia  Pr 26:13-16; 24:30-346

Formiche, Salvador Dalì, 1936

La cultura medioevale definisce così la formica: “formica dicta quod ferat micas farris”, ossia, formica significherebbe colei che porta (fero, io porto) chicchi di grano (mica, briciola, grano). Al capitolo IX del Fisiologo latino si descrivono le tre nature della formica: la prima natura (la Previdenza) della formica è quella che la spinge fuori dal formicaio, e in fila con le altre compagne e cerca cibo per riportarlo nel formicaio. Qui, troviamo inserito, il richiamo al vangelo di Matteo (25,8, ), ossia la parabola delle cinque vergini sagge e delle cinque stolte che non avendo olio, ne chiedono inutilmente. Il paragone serve per sottolineare come le formiche, animali non dotati di ragione, siano più sagge e previdenti di esseri umani dotati di ragione. La seconda natura della formica la troviamo quando, rientrate nel formicaio, le formiche dividono il cibo in due parti, separando i semi non buoni da quelli commestibili. Da interpretare come la capacità di saper separare la verità dalla figura, di distinguere tra le cose spirituali e quelle materiali. La terza natura della formica è di saper distinguere dall'odore della spiga se si tratta di orzo o di grano. L'orzo, come l'eresia, deve essere evitato. 

Volto formica, Salvaor Dalì, 1936
Nelle credenze pagane della Cornovaglia, le anime dei morti che non meritavano il paradiso, perché non abbastanza buoni ma nemmeno l’inferno perché non macchiati da così gravi peccati, erano condannati in una sorta di limbo (il Purgatorio è un’ “invenzione” più recente); qui erano destinate a diminuire le loro dimensioni gradualmente fino a raggiungere la grandezza delle formiche. Per il legame con il mondo dei morti, in Cornovaglia si riteneva di cattivo auspicio calpestare delle formiche. Secondo un’altra leggenda i Muryans hanno la capacità di trasformarsi ed ad ogni trasformazione, diminuendo il loro spirito vitale, diventano di minori dimensioni, fino a sembrare delle formiche.

Ragno di sera, Salvador Dalì, 1940
Cocalo, re di Camico in Sicilia, ospita Dedalo per proteggerlo dall’ira di Minosse al quale è sfuggito; Minosse, partito alla ricerca di Dedalo porta con sè una conchiglia di Tritone e a chiunque sia capace di farvi passare da un capo all'altro un filo di lino promette una ricompensa, sapendo che soltanto Dedalo è in grado di risolvere il problema. Giunto a Camico, egli offre la conchiglia a Cocalo proponendogli di tentare la prova e Cocalo la passa a Dedalo che subito riesce a risolvere il problema. Lega un filo sottilissimo a una formica, pratica un forellino sulla punta della conchiglia e induce la formica a introdursi nelle sue spirali interne cospargendo di miele il foro. Lega un filo di lino all'altra estremità del filo più sottile e la formica, muovendosi, li fa passare attraverso il foro. Cocalo si reca con la conchiglia da Minosse, chiedendo la ricompensa promessa e Minosse, certo di aver trovato finalmente il nascondiglio di Dedalo, gli ordina che questi gli sia consegnato.


Dislocazione dei desideri, Salvador Dalì, 1929



11 commenti:

  1. ho sempre avuto un ... rapporto speciale con le formiche
    da bambina, sul balcone della mia camera, c'era un bel vaso di gerani, scelto come abitazione da una nutrita schiera di formiche.
    passeggiavano ordinate e tranquille sul bordo del vaso, sulla ringhiera del balcone. e mai sono entrate a casa. educatissime.
    a loro ho raccontato molti dei miei segreti di bambina. e non mi hanno mai tradita!

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    1. Grazie, che bella immagine che mi hai trasmesso: delle formiche che invece delle briciole si portano via i tuoi ricordi per custodirli nel formicaio! Educate e leali come pochi.

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  2. Nelle fiabe vengono spesso rappresentate ad aiutare chi è in difficoltà per raccogliere briciole o separare semi di diverso tipo a chi è stato generoso con loro.

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    1. Un esempio di amore per la collettività!

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    1. C'è sempre qualcuno che ci rimette, che ci vuoi fare!

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  4. Amo molto le formiche, da bambino mi fermavo ad osservarle per ore, mentre si muovevano e caricavano i residui di cibo.

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    1. Vedo che in molti abbiamo un ricordo d'infanzia legato alle formiche, io per esempio mi divertivo a tracciare un segno con un gessetto o una matita e guardarle "rompere le righe" per raggirare la riga; insomma le costringevo a fare il doppio lavoro, poverine!

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  5. Le formiche sono tra gli animali più forti della terra, sono un ottimo esempio di come le apparenze ingannino sempre.
    E i quadri di Dalì hanno sempre un qualcosa che non so definire tra l'angosciante e il meraviglioso.

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  6. Allora non sono stato l'unico bambino che ha fatto amicizia con le formiche!!! Alle formiche piace tantissimo il riso; ricordo che davo sempre del riso e loro se lo portavano dentro il formicaio ( probabilmente lo usavano per prepararsi i risotti da mangiare durante i giorni di pioggia; quando non potevano uscire causa appunto pioggia! )....

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    1. Già! Considerando la loro perfetta organizzazione, presumo esista anche la formica-cuoca!!

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