28 giugno 2012

9° Malessere. Caronte e la Sposa del Diavolo arrivano sulla Terra.

Sposa del Diavolo in visita sulla Terra
foto www.sxc.hu
Mi riconoscete? Dai un piccolo sforzo…ma sì sono io, la Sposa del Diavolo. Ho deciso di lasciare per un po’ l’Inferno e venire qui sulla Terra. Non mi sembrava il caso di presentarmi con le stesse sembianze che ho all’Inferno, ormai sono secoli che vivo lì e il mio aspetto non era presentabile, mi è stato suggerito di cercare di non spaventarvi e di presentarmi bene, sembra che qui da voi i primi 30” in cui le persone si incontrano sono fondamentali. Ho mantenuto il colore rosso fiamma o sangue, qui sulla Terra lo chiamate rosso Ferrari o anche rosso Valentino, che buffi che siete! Le perle portano lacrime e danno luce, la luce di Lucifero, intendo, e così ho messo tre giri di perle al collo e due perle alle orecchie. Ho messo anche qualcosa sulla testa perché qui fa freddo, anche se ci sono 40°, per me è davvero freddo. Mio marito il Diavolo mi ha detto: <<Vai adesso chè stanno aspettando Caronte!>>.
La luna calante si porta via le 
mie energie,  la luna piena mi 
rende folle. E non pensiate mi vesta 
di nero come la notte, no io mi vesto di
 rosso come il sangue che sgorga 
dal cuore
Così sono andata da Caronte e gli ho chiesto un passaggio fin qua; che sciocca! Non avevo capito che, con Caronte, voi intendevate l’anticiclone africano e non il famoso Caronte traghettatore delle anime dei morti all’Inferno. Ma ormai il passaggio glielo avevo chiesto, ed essendo io la Sposa del Diavolo, il vero Caronte dagli occhi di brace, non si è sentito di sottolineare la mia gaffe e di negarmi il passaggio al contrario, ossia dall’Inferno alla Terra.
Devo dire che mi sento un po’ fuori luogo, non so, forse è per l’ombretto turchese sugli occhi, va ancora di moda? O forse sarà la pettinatura che non è molto attuale, ma sì, dai, ve lo confesso: E’ UNA PARRUCCA!! All’Inferno i capelli non li abbiamo, il calore li disintegra. Ah! che freschetto qui sulla Terra, rischio un raffreddore, speriamo che Caronte resista a lungo (l’anticiclone, intendo).


25 giugno 2012

Il Dalai Lama in Emilia


Mentre Milano gli rifiuta la cittadinanza onoraria, il Dalai Lama porta le sue parole di conforto e coraggio da eterno esiliato, donando, inoltre  50.000 dollari alle popolazioni dell'Emilia colpite dal terremoto.

23 giugno 2012

TG dell’estate (sarà così ogni giorno fino alla fine di Settembre).

Mentre in TV vanno in onda repliche di film e telefilm secolari, i TG hanno sempre lo stesso copione. Più o meno questo:

1) Si raccomanda di mangiare molta frutta e verdura e bere acqua non troppo fredda. 
2) Non esporsi al sole nelle ore più calde.
3) Vestirsi con abiti di lino (a me fa venire più caldo e se poi a tutto quel sudore e la pelle appiccicata, il viso lucido ci aggiungo il vestito tutto stropicciato e sgualcito…che scenario!)
4) Il gelato sostituisce un pasto? Cosa dice il nutrizionista (il nutrizionista, intervistato, farà una distinzione tra gelato alla frutta e alla crema – da soli mica la sapete fare?- Nooo!)
5) Nonostante la crisi, gli italiani non rinunciano all’estero. 
6) Complice anche la crisi, la destinazione preferita rimane l’Italia. 
7) E’ corsa all’acquisto dei condizionatori. Guardate il nostro servizio (meraviglioso, un servizio su chi acquista il condizionatore! Forse se il regista fosse un Woody Allen o un Nanni Moretti).
8) Vediamo come si preparano gli Italiani all’esodo estivo (Esodo?!) 
9) Sono cominciati i saldi estivi! Attenti alle truffe. Il nostro servizio, guardate! (una fila di persone a cui viene chiesto da quante ore sono in fila, quanto pensano di spendere…).
10) A Ferragosto tempo incerto (speriamo in un acquazzone) ma non al Sud (non importa, io sto al centro e spero vivamente in un acquazzone).
11) Temperature alte ma l’afa fa percepire ben 6-7° in più, nei prossimi giorni lieve miglioramento. Ogni giorno ti dicono che sta arrivando aria fresca che poi non arriva e questa attesa ti snerva!! Tacete non ci dite: ora arriva, ora arriva…
12) La moda che impazza quest’anno sulle spiagge (un braccialetto, un cappellino…). Guardate il nostro sevizio. NOOOOOOOOOOOO!!
Si consiglia il ventilatore, piuttosto che il condizionatore
...ehm ... magari non così vicino!

22 giugno 2012

Somewhere over the rainbow, in cerca di cuore, coraggio e cervello. Il Mago di Oz.

Prima edizione del libro Il Meraviglioso Mago di Oz,
 con illustrazioni di William Denslow




Il post aggiornato lo potete trovare sul mio blog dedicato alle fiabe: "Fiabe in analisi (dentro la fiaba)".

20 giugno 2012

Giugno, mese degli Spaventapasseri

Terminato l’inverno, arrivano gli spaventapasseri a spaventare gli affamati uccellini che si fiondano sul campo seminato ma, visto lo spauracchio, frenano a mezz’aria e cambiano rotta. Un tempo i campi erano difesi direttamente da dei guardiani, sia per allontanare veri e propri ladri di bestiame che branchi di animali (cinghiali, maiali, cervi) che devastavano i campi; con l’utilizzo di migliori recinti e il maggior disboscamento, le razzie da parte di animali a quattro zampe sono diminuite ma i predatori provenienti dal cielo (gli uccelli) continuano ad approfittare dei frutti della terra. Per questo lo spaventapasseri è sopravvissuto fino ai giorni nostri, anche se ormai ne rimangono pochi "in attività". Una figura che trova degli estimatori, tanto che ci sono dei musei dedicati a questo personaggio della cultura contadina; vengono allestite mostre; scritte fiabe e filastrocche. Un famoso spaventapasseri è uno dei protagonisti del libro di Frank Baum Il meraviglioso Mago di Oz, il quale, insieme alla bambina Dorothy, che va in cerca di un modo per ritrovare i genitori, decide di recarsi dal Mago di Oz per farsi donare un cervello, l’unica cosa che gli manca per diventare un  essere umano.

Lo spaventapasseri allegro.
Foto www.sxc.hu

Lo spaventapasseri
Lo spaventapasseri nero e verde
come tutti sanno
se ne stava ritto con un uccello sul proprio cappello
e imprecava dappertutto.
A lui non importava.
Se ne stava ritto in un campo dove cresce l'orzo.
La sua testa non pensava.
le sue braccia non si muovevano
eccezion fatta per quando il vento si arrabbiava
e i topi correvano lì attorno nel campo.
Se ne stava ritto in un campo dove cresce l'orzo.
Lo spaventapasseri nero e verde è più triste di me,
ma ora è rassegnato al proprio destino.
Perché la vita non è dura
lui non ci bada.
Se ne stava ritto in un campo dove cresce l'orzo.

The scarecrow dei Pink Floyd tradotta da Alexia su


Ligabue, Autoritratto con Spaventapasseri.
Nel dipinto di Ligabue, lo spaventapasseri appare come fosse l'ombra proiettata dal corvo che vola in alto, tenuto a distanza dallo spaventapasseri. Una linea sembra collegare chi spaventa a chi è spaventato; in realtà il volo del corvo è tranquillo, in un cielo azzurro e senza nuvole come rispecchiasse il sentimento del corvo; e allo stesso tempo lo spaventapasseri è su uno sfondo giallo, la parte più illuminata del campo. Una paura evidente, sotto la luce del sole che sembra faccia da contrasto alle paure interiori espresse dal volto ritratto di Ligabue.


Giugno è stato eletto come mese degli spaventapasseri.
Quest'anno la manifestazione si terrà fino al 22 giugno al
 Giardino del Guasto (BO)
Qui potete trovare una galleria di spaventapasseri d'autore firmati da Enrico Baleri, Chris Bangle, Valerio Cometti, Elio Fiorucci, Ruggero Giuliani e Tobia Scarpa  (vedi link).
Inoltre, una visita alla Casa Museo degli Spaventapasseri 

Terrazzaggio (giardinaggio in terrazza). Nuova nascita.

Ecco, anche il mio Epiphyllum crenatum, di due anni, ha fiorito per la prima volta. Sembra che questi fiori durino un giorno ed una notte, quindi domani comincerà a sfiorire. Comunque, una bella esplosione di giallo.





15 giugno 2012

La bacchetta magica da mago Merlino a Harry Potter

Mago Merlino
Per il primo giorno di scuola un bambino come tanti altri deve avere almeno un quaderno e una penna, ma un bambino-maghetto che deve entrare nella scuola della Magia e della Stregoneria, esclusiva per maghi, ha bisogno di una bacchetta magica. Così il piccolo Harry Potter va a scegliere la bacchetta magica che in realtà, come dice il mago-venditore (il signor Olivander) è la bacchetta che sceglierà te! Dopo aver visto questa scena del film mi è venuta l’idea per questo post. Un intero negozio di bacchette magiche non poteva, d’altronde, non colpire la mia immaginazione e anche il mio senso di giustizia. Sì proprio di giustizia, perché da piccola, mi chiedevo come mai le bacchette magiche, fossero magiche solo per alcuni e non per tutti. Avevo il vizio di criticare le favole fin da piccola, come potete capire.
Si può pensare ad un mago privo di bacchetta magica? E una fata, non sembrerebbe forse meno elegante? Come, d’altronde, una strega cattiva senza bacchetta apparirebbe meno forte e meno potente. Attraverso la bacchetta il mago trasmette la sua energia positiva o negativa sulla persona o l’oggetto a cui è destinata la magia: di solito una trasformazione o un incantesimo. continua su Fiabe in analisi

13 giugno 2012

E.T., una favola che compie 30 anni

E’ diventata una favola, quella di E.T. l’Extraterrestre, forse perché in contrasto con il meccanismo  mentale della mente adulta. Nei film sugli extraterrestri di solito questi arrivano sulla terra, o per conquistarla e, spesso, scatenando paura da parte degli abitanti terrestri.  E.T. no, non arriva con l’intento di attaccare, viene lasciato a terra, si perde perché non riesce a rientrare in tempo sull’astronave. Diventa un orfano. Sulla Terra perde la propria identità, la propria origine. A questo punto è davvero un extra. Un orfanello che, trovato, suscita in chi lo trova la gioia della scoperta e del ritenere l’ ”oggetto” inaspettato un po’ una proprietà; soprattutto se a trovarlo sono dei bambini, come accade nel film. Apparentemente vecchio ma, allo stesso tempo, non più alto di un bambino: su stessa richiesta del regista Steven Spielberg, il piccolo alieno doveva apparire come una figura paterna, per rimarcare l’importanza del legame tra padre e figlio, un uomo-bambino. Allo stesso tempo, infantile e vecchio (forse come lo stesso Spielberg)
Del vecchio e del bambino ha anche la fragilità che spinge chi lo avvicina a proteggerlo, ammesso che chi lo avvicina sia ugualmente un essere indifeso, con l’ animo fanciullesco. I bambini lo trovano e, invece di esibirlo, lo tengono lontano dagli adulti. Lo aiutano a tornare a casa. <<Quando la bicicletta vola oltre la luna e E.T. mormora “casa…casa”, il nostro cuore è pieno come la luna stessa>>, dice ancora il regista. Abbiamo fatto il tifo per quella fuga, come abbiamo tifato per i bambini dell’isola che non c’è mentre combattevano contro Capitan Uncino e poter liberare Wendy e  così  per tanti altri eroi immaginari che liberavano il più debole.

10 giugno 2012

Il culto delle ossa, la danza macabra di Walt Disney ... ed oggi? Bones!

Vanitas di Pereda-y-Salgado Antonio, 1634 ca.
 L'ammirazione, verso un corpo destinato a diventare
ossa simili a tante altre, dovrebbe rivolgersi, in realtà,
allo spirito.
Se non ci fossero state sepolture e culto delle ossa, oggi ignoreremmo l'esistenza del sinantropo, come del neanderthaliano. 
Michel Ragon 

Probabilmente i nostri antenati, che non avevano nozioni scientifiche, avranno avuto modo di notare, per esempio in occasione di una frattura, come all’interno di un osso vi fosse una parte morbida, molle, il midollo. Il contrasto che sempre dà l’ imput a ragionamenti e alla ricerca di spiegazioni, avrà portato a delle supposizioni e da  qui al culto delle ossa, a ritenerle “magiche” con quell’interno molle che come un fiume percorre tutto il nostro corpo, ma per portare cosa? si saranno chiesti. Forse la vita che da sempre è stata legata all’acqua. Un potere che le ossa trasmettono non solo al corpo ma anche alla natura se pensiamo che le ossa venivano piantate nel terreno per favorire il raccolto.

8 giugno 2012

Terrazzaggio (giardinaggio in terrazza) con vicino impiccione!!

Oltre a comprare piante morenti al supermercato, come vi ho detto in un post precedente (vi informo che adesso la piantina grassa sta bene) mi capita di comprarne qualcuna in perfetta forma. Oggi, con vera soddisfazione, ho fotografato la mia mamillaria (nome generico) con i suoi fiori gialli e la schlumbergera (anche questo nome generico) con fiori rosa. La fioritura della Schlumbergera è stato quasi un parto, si era bloccata la fioritura, forse per il clima poco stabile, e poi finalmente ecco venire alla luce tanti bei fiori perfetti!


E poi, in alto, dal terrazzo del vicino, chi ti vedo? questo impiccione qui:
<<Ma che?! Stai fotografando proprio me?!>>


7 giugno 2012

Raperonzolo

Raperonzolo è una fiaba della tradizione europea, pubblicata dai fratelli Grimm nella raccolta Fiabe (1812-1822) col titolo originale Rapunzel. La nostra Raperonzolo, proprio come le verdure da cui prende il nome, vive nascosta in parte, infatti la sua parte inferiore del corpo non si vede quando si sporge dalla torre ma si nota “il ciuffo”, ossia la testa contornata da splendidi capelli dorati e lunghissimi. La parte inferiore del corpo viene reclusa dalla maga quando Raperonzolo raggiunge l’età di 12 anni e una bellezza unica. Raperonzolo divenne la più bella bambina del mondo, ma non appena compì dodici anni, la maga la rinchiuse in una torre alta alta che non aveva scala nè porta, ma solo una minuscola finestrella in alto.
Continua sul mio blog Fiabe in analisi

6 giugno 2012

Venere davanti al Sole


L'avete visto? Io me ne sono dimenticata. Pazienza, avrò occasione nel dicembre del 2117, tra 105 anni, magari mi sarò reincarnata in una stella e lo vedrò anche da più vicino. E poi dicono che non sono ottimista!

1 giugno 2012

Campanili e Torri come Fari sulla terra

Torre dell'Orologio di Finale Emilia
In un Paese come l’Italia, ricco di monumenti storici, i campanili e le torri sono, in alcune zone ancora oggi il punto più alto del luogo. Le grandi città hanno i grattacieli che superano di gran lunga queste antiche costruzioni, ma in alcune zone, i campanili svettano in alto più di ogni altro edificio. Torri e campanili sono un punto di riferimento: in un groviglio di strade è sufficiente guardare in alto per decidere una direzione da prendere. Pensiamo all’uso delle campane, queste sono una delle prime comunicazioni tra individui – una sorta di mass media - che richiamavano la collettività a raccolta per celebrazioni legate alla ritualità o alla religione ma anche per dare un allarme, l’arrivo di un pericolo: chiudersi in casa, mettersi al sicuro o accorrere in aiuto della comunità. La campana posta in alto su un campanile avvertiva allo stesso tempo l’uomo sulla terra del pericolo o della liturgia ma “avvertiva” anche il cielo o Dio del pericolo richiamando così la sua attenzione e protezione. Il campanile è un legame tra cielo e terra e la campana è la sua voce. Le campane scandiscono le ore o le festività come la Pasqua, un matrimonio o un funerale, suonano “a festa” o suonano “a morto”. Con il tempo la liturgia ha privilegiato l’aspetto gioioso del suono delle campane quale annuncio di gioia, i suoni funebri sono proibiti nei giorni di feste solenni. Le campane sono state, in tempi più recenti, sostituite dagli orologi meccanici, un tempo era la meridiana ad essere posta sulla facciata della torre e che indicava la posizione del sole, in modo muto e silenzioso, mentre l’orologio, a volte suona un solo tocco durante la giornata, il tocco che ci indica che è l’una (le 13.00). Campanili, torri, campane sono sempre stati punti di riferimento che, una volta crollati, è un po’ come perdere la direzione.