28 febbraio 2012

Punti di vista...Preghiera dei Macachi destinati alla vivisezione

Che Dio vi stramaledica 
non il vostro Dio 
– il vostro vi ha già condannato ad essere la miseria che siete - 
ma il nostro, perché anche noi macachi abbiamo un Dio. 
Vedrete, come nel giudizio finale sarà più potente del vostro. Il Dio dei macachi. 
Per ogni malattia che scoprirete ve ne manderà altre 1000. Il nostro Dio dei macachi. 
Ascoltaci Dio dei macachi: un uomo dopo l’altro, elimina tutta la specie. 
Dio dei macachi: eliminali con le stesse nostre sofferenze. 
Ti prego Dio dei Macachi: chiamalo uomo non lo chiamare Animale. Ci fa orrore.

24 febbraio 2012

Il Gatto, la Volpe e il Piccolo Principe

Tratto da La Volpe e la Bambina
Nelle favole il rapporto tra gatto e volpe è spesso basato sulla competizione, sull’ostentamento delle rispettive capacità e destrezze. Due furbi che vanno a braccetto solo per opportunismo e sopportandosi a vicenda. Sembra che Collodi abbia tenuto presente proprio la favola di La Fontaine nel proporre la coppia all’interno delle Avventure di Pinocchio. Solo che in Collodi i due “compari” trovano un punto di incontro:
"La Volpe che era zoppa, camminava appoggiandosi al Gatto: e il Gatto che era cieco, si lasciava guidare dalla Volpe". Due difetti che s’incontrano: la cecità in senso allegorico e simbolico corrisponde all’incapacità di vedere la realtà e quindi di riflettere e riferire il vero così come appare; dall’altra parte la volpe zoppa simbolo dell’incapacità di mantenere un atteggiamento, un percorso morale corretto e senza cadute. 
Continua su Fiabe in Analisi

16 febbraio 2012

Tra le pagine di un libro

Ho ritrovato una mia agenda di appunti del 1995 (17 anni fa) con alcuni brani o esercizi di scrittura che a quel tempo mi divertivano e ho deciso di "riciclarli" qui.

Foto Sunipix
Cosa si trova nelle pagine di un libro? Mah, varie cose, a volte per esempio anche un ragno o un moscerino spiaccicato, a  volte ci soffi e vola via come carta velina a volte lo devi scalfire con l’unghia e allora salta come si fosse rincarnato in una pulce. E’ un bell’effetto quando le gambette rimangono sulla pagina e per corpo rimane una chiazza vuota. Deve essere terribile per un ragnetto morire dentro una “o”, vedersi circondato da un cerchio nero di inchiostro, roba da far impazzire anche un ragno abituato a veder di tutto in su e giù per il filo della ragnatela, a lui, che da quel filo sospeso non girava mai la testa, trovarsi nel centro vuoto di una “o” deve essere come per quei moscerini che affogano in un bicchier d’acqua e poi sulla cresta dell’onda ti finiscono nello stomaco. Ma poi che ci va a fare un ragno dentro un libro? E quelli che sono spappolati proprio nel centro della rilegatura della pagina, sotto il filo che unisce i fogli, quelli, mi chiedo, sono morti schiacciati o sono rimasti impiccati al filo ? Mah, mistero!



12 febbraio 2012

Whitney Houston e Michael Jackson ... Rimangono i sorrisi

Michael Jackson e Withney Houston



Rimangono i sorrisi, sorrisi aperti, così luminosi perché quella luce possa nascondere la tristezza degli occhi.
Rimane il sorriso a dire che per l’arte si vive; e non importa che negli occhi qualcosa muoia.  
Gli occhi non li sa guardare nessuno e nessuno li deve vedere, sono generosamente nascosti dalla luce del sorriso.

10 febbraio 2012

Senti la neve?

Foto www.sxc.hu



... Senti la neve contro i vetri della finestra, micino? 
Ha un suono così bello e delicato! Proprio come se qualcuno di fuori coprisse di baci tutta la finestra! 
Forse la neve ama gli alberi e i campi, se li bacia con tanta gentilezza!

(Lewis Carroll, Alice nel paese delle meraviglie)

9 febbraio 2012

Il Pifferaio Magico, un incantatore a capo delle Crociate dei bambini?

La musica ha la capacità di rilassare, di far provare emozioni, tenere compagnia quando si ascolta da soli o, sentirsi più uniti, più gruppo, se la si ascolta insieme ad altri che sia un piccolo gruppo o la folla di un concerto. Ha la forza di toccare le corde più profonde della mente e dell’inconscio legati alle emozioni, ai ricordi e all’immaginazione. Una musica ti porta alla mente episodi e luoghi passati e già visti ma ti fa immaginare anche luoghi ancora non visti, suggerisce nuove immagini o nuove idee.  Secondo McClellan in Musica per guarire (Editori Riuniti, 2002) la musica apporta mutamenti al corpo: la musica allegra aumenterebbe la frequenza del battito cardiaco, che invece diminuisce ascoltando musica triste; riduce la fatica e lo stress, incrementa o diminuisce l’immaginazione. Forse il Pifferaio magico conosceva questa magia e sapeva attuarla, è magico quindi che fa magie con il potere magico della musica. Fra tutte le arti, la musica è la meno controllabile è la meno legata alle immagine reali, al mondo figurativo. La musica arriva diretta al cuore degli uomini, senza essere tradotta o decodificata, è più immediata e comunicativa della parola orale e della scrittura.
Le Crociate dei Bambini di Gustave Dorè
Esiste la musica che incanta, che ipnotizza. La musica trascina, come forse ha trascinato la folla dei 130 bambini che seguivano il Pifferaio magico. La musica è presente in tutte le culture fin dal loro sorgere, attraverso la musica strumentale o il canto l'uomo parla in modo speciale: nei rituali di tutte le credenze e nelle preghiere, nei mantra, il canto (corale o solista) e la musica sono il mezzo principale dell’unità e dell’armonia del gruppo. Dal Dizionario etimologico online al termine Incantare troviamo questa definizione: dal Lat.  incantare composto della particella in e cantare intensivo di canere cantare, cantare in versi, ed anche vaticinare, fare incantesimi, per la stessa relazione d’idee per la quale il lat. Carmen carme, canzone ebbe pure il senso di formula magica, in quanto appunto gli indovini e i fattucchieri si servivano del canto e di versi numerati nelle loro predizioni e nei loro incantesimi. Metaforicamente: Guadagnare l’animo di alcuno. I 130 bambini sono stati incantati dal Pifferaio? Il Pifferaio Magico si è “guadagnato il loro animo”?
Il piffero è uno strumento musicale dal suono molto acuto e penetrante, usato soprattutto in epoca medioevale (la storia dei 130 bambini è datata 1284) dalle bande militari con l’accompagnamento dei tamburi. Nelle mani del Pifferaio, diventa forma e strumento per trasmettere il potere magico “incantatore” della musica. Tra le varie teorie sulla sparizione dei 130 bambini di Hamelin ci sarebbe quella che ritiene questo evento una delle tre Crociate dei bambini (1212) quando bambini dell’Europa (Francia e Germania) furono reclutati per le Crociate. Ciò sarebbe coerente con il fatto che il Pifferaio era solito accompagnare le bande militari.

5 febbraio 2012

Davanti allo specchio (seconda parte) Biancaneve, La Regina delle nevi, Alice attraverso lo specchio, La Bella e la Bestia


Il martedì grasso del 7 febbraio del 1497 gli specchi furono oggetto dei Falò delle vanità voluti da Girolamo Savonarola, poiché considerati oggetti peccaminosi, al pari dei gioielli o dei vestiti lussuosi che furono messi al rogo quello stesso giorno in Piazza della Signoria.

Letteratura, favole e poesie vivono di mistero, immaginazione, riflessione non poteva quindi non essere presente lo specchio, che ha queste caratteristiche innate, in tanta parte della produzione letteraria; lo specchio fa immaginare, riflette e fa riflettere, ed è simbolo di mistero. Lo specchio riflette la nostra immagine e ci pone di fronte al nostro doppio, uguale, anche se ci cambia la nostra destra con la nostra sinistra. Ma lo specchio e lo specchiarsi per rivedere la propria immagine ha sempre attratto gli uomini, basti pensare a Narciso che si ammira in uno “specchio d’acqua”. Specchio tentatore che con il tempo si riteneva catturasse l'anima di chi vi si rifletteva rendendolo schiavo delle sue malie, per questo si riteneva fosse opera del diavolo. Ancora oggi rompere uno specchio si dice porti 7 anni di disgrazie, con il suo frammentarsi infatti, parte della nostra anima, in esso intrappolata, andrebbe distrutta. Si consideri la fiaba di Andersen La Regina delle Nevi, qui il frantumarsi di uno specchio è origine delle vicende dei protagonisti: continua su Fiabe in Analisi (dentro la fiaba)

Altro Post: Davanti allo Specchio (prima parte)


4 febbraio 2012

Vignette per San Valentino e San Faustino


Love is… è una serie di vignette realizzate da Kim Grove (9 September 1941-15 June 1997) artista Neozelandese che creò le prime vignette verso la fine degli anni '60, dedicandole al futuro marito Roberto Casali. Furono pubblicate dal 1970 in bianco e nero su riviste e, successivamente, come figurine Panini. Da allora, il figlio Stefano Casali ha continuato a produrre vignette sullo stile della madre, mantenendo la firma “Kim”. Le vignette più recenti sono disegnate da Bill Asprey. Due giovani fidanzatini, vestiti, nella maggior parte delle vignette, solamente della loro pelle, un piccolo Adamo e una piccola Eva?


Copyright © 1991 MK by Bill Asprey
"Io so che la vita reale è triste, ma di sognare abbiamo sempre bisogno. La poesia non è guerra, morte, malattia, essa vive tra i fiori, gli uccelli, la natura. Altri hanno scelto di darsi alla politica, io ho scelto di disegnare l'amore, la gentilezza, la tenerezza." (Raymond Peynet)



Per chi invece è single, così per consolazione (nel caso ne avesse bisogno) aggiungo un'altra coppia celebre che ci pone davanti il rovescio della medaglia della vita a due. Immagine da tener presente il 15 febbraio, San Faustino e festa dei single.
Alice: <<Non meriti una moglie come me!>>
Carlo: <<Non merito nemmeno i reumatismi, ma ho imparato a tollerarli!>>
da "Le vicende di Carlo e Alice" titolo originale "Andy Capp and Flo"
disegnate da Reginald Smythe



2 febbraio 2012

Gemella Gioconda


le due Gioconda
il sorriso del mistero
Ecco la Gemella della Gioconda. E ora? Raddoppierà il mistero? Oppure il mistero che sempre ha circondato la Gioconda di Leonardo andrà a diminuire? 

gli occhi, specchio dell'anima
La Gemella ritrovata è un po’ meno altera, ha lo sguardo umile “scusate ci sono anch’io” sembra dire; l’altra quella di sempre no, ha gli occhi che dicono: “io ci sono e ci sarò sempre, mia gemella? Mmm … forse sorellastra”. Normali battibecchi da sorelle, si sa.
La Gemella ritrovata è opera di uno degli allievi di Leonardo, Andrea Salai o Francesco Melzi; l’opera si trova al Museo del Prado di Madrid. La Gemella madrilena sarà presentata al pubblico il 21 febbraio, mentre dal 29 marzo al 25 giugno raggiungerà la gemella al Louvre per una mostra dedicata a Leonardo Da Vinci.

1 febbraio 2012

Candelora e festa dell'Orso

Se l'orso alla Candelora fa saltare la paglia (la paglia nella tana) si rientra nell'inverno. 

In Italia la festa dell’orso è ricordata e festeggiata il 2 febbraio, giorno della Candelora, a Putignano (Bari) e a Urbiano (Torino). Secondo un antico proverbio putignanese proprio il giorno della Candelora, l’orso ha la possibilità di prevedere l’andamento del clima e la
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durata dell’inverno, sulla base di una “logica carnevalesca” ossia “rovesciata”: se in quel giorno il tempo è buono, l’orso “si costruisce” il “pagliaio” per difendersi dalle imminenti intemperie, se invece è cattivo, abbandona le preoccupazioni, perché sa che il clima sarà buono. Ad Urbiano nello stesso giorno un uomo mascherato con delle pelli di orso, viene catturato e trascinato per le vie del paese. Durante il viaggio deve subire scherzi, derisioni da parte della folla; una volta "domato", viene lasciato libero di scegliere la ragazza più bella del paese con cui balla fino a conclusione della manifestazione. Tali usanze si possono interpretare come una trasposizione antropica dell'invero che, una volta incatenato e domato è offerto in ballo ad una bella ragazza (la Primavera) che in questo modo vince su di lui. Tradizione che risale nelle zone alpine dell'Europa medioevale quando, nella notte tra il 1° e il 2 di febbraio l'Orso, si risveglia dal suo letargo invernale ed osserva il cielo: se è illuminato (plenilunio) rientra nel suo giaciglio, perché l'invernata durerà ancora quaranta giorni; se invece il cielo è scuro (novilunio), allora l'Orso uscirà dal suo riparo ad annunciare l'inizio dellaprimavera. Artio (dal gallico artos cioè orso) è la dea celtica della caccia e dell'abbondanza, spesso raffigurata con le sembianze di un'orsa, ed è l’equivalente della dea greca Artemide che era anche divinità lunare. Forse è a questo