17 novembre 2012

Una Capelvenere

Questa è la mia Capelvenere nel mio bagno.

Comprare una pianta, a volte equivale a comprare un libro. Un libro che spazia dalla mitologia alla letteratura alla storia e alla medicina. Foglie che come fogli raccontano. Oggi ho comprato una piccola Capelvenere (appartiene alle felci) era tanto tempo che la cercavo ma nei negozi è difficile trovarla perché troppo delicata (vuole la penombra, l’umidità molto elevata e odia le correnti d’aria, insomma mi somiglia). Le sue foglie, sottilissime, soffrono con troppa luce e ingialliscono o impallidiscono mentre nella penombra diventano di un bel verde scuro.
Cesare Pavese ricorda spesso nei suoi libri il Capelvenere perché è molto diffusa nelle grotte delle Langhe. Invece Gabriele d’Annunzio la nomina quattro volte nella poesia Il Fanciullo.


L'acqua sorgiva fra i tuoi neri cigli
fecesi occhio che vede e che sorride;
fecesi chioma su la tua cervice
il crespo capelvenere.
Fatto sei di segreto e di freschezza.
Fatte son di làtice
fluido e d'umide fibre le tue membra.
Il tuo spirto, dal fonte come il salice
ma senza l'amarezza
nato, le amiche naiadi rimembra;
tutte le polle sembra
trarre per le invisibili sue stirpi.
E se gli occhi tuoi cesii han neri cigli,
ha neri gambi il verde capelvenere.
Converse le tue canne sono in chiari
vetri, onde lenti i suoni
stillano come gocce da clessidre.
S'appressano i colúbri maculosi,
gli aspidi i cencri e gli angui
e le ceraste e le verdissime idre.
Taciti, senza spire,
eretti i serpi bevono l'incanto.
Sol le bífide lingue a quando a quando
tremano come trema il capelvenere.
Sino ai ginocchi immerso nella cupa
linfa, alla venenata
greggia tu moduli il tuo lento carme.
Par che da' piedi tuoi torta sia nata
radice e di natura
erbida par ti sien fatte le gambe.
Ma il fior della tua carne
suso come il nénufaro s'ingiglia.
E se gli occhi tuoi cesii han nere ciglia,
neri ha gli steli il verde capelvenere.
(Il Fanciullo, V)
Le Cento fontane di Tivoli circondate da piante di Capelvenere.
Mi dispiace per la mia piantina ma il mio bagno non è così
umido!!
Una delle cento fontane che esibisce la sua folta chioma di
Capelvenere, i capelli di Venere!
Era conosciuta dai greci e dai romani col nome di adianton e adiantum, perchè le sue foglie non si lasciavano imbibire dall'acqua (a privativo, diainá: imbibire). Il nome volgare di Capelvenere è dovuto alla leggerezza delle sue fronde che ricordano la chioma della dea della bellezza Venere.  Sempre in ambito mitologico si narra che la ninfa Driope, rapì un giovane che desiderava e lo portò in una grotta dove cresceva questa pianta. L'Adiantum veniva consacrata a Plutone per via della sua predilezione per i posti non molto illuminati. Fu riconosciuta pianta officinale ma non in Italia, in passato fu utilizzata nella cura delle malattie dell'apparato respiratorio come espettorante, emolliente e leggermente sudorifera. Oggi, come pianta medicinale, è completamente abbandonata.

2 commenti:

  1. Con il tuo pollice verde questa Capelvenere deve stare tranquilla ed essere felice di stare da te!

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    1. Se si azzarda a perdere una sola fogliolina la spedisco a Tivoli!!

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