11 novembre 2012

Gingko biloba di Goethe



Un tempo, immense foreste di Ginkgo coprivano i territori abitati da dinosauri e altri animali preistorici, poi tutto scomparve. Tutto, tranne il Gingko Biloba; fu ritenuto scomparso e lo si poteva osservare soltanto attraverso i molti fossili rimasti ma, nel 1754, furono scoperte in Cina delle piante di Ginkgo biloba  sopravvissute a tutte le ere geologiche. Da allora venne ritenuto e denominato “fossile vivente”. Molti orti botanici richiesero uno di questi esemplari, in Italia fu l’orto botanico di Padova ad acquistarne uno che è tuttora in vita. Sarà per questo suo lungo passato, quasi eterno, che a questa pianta vengono attribuite tante qualità, poteri e segreti? Ha vissuto con i dinosauri, ne ha vista la loro scomparsa, e poi incendi, glaciazioni, inondazioni, non ultimo l’inquinamento e il peggiorare della situazione ambientale. Una pianta ricca di vita interiore, si potrebbe pensare. Forse un vecchio saggio, uno sciamano potrebbe essere la sua controparte umana, ma no, troppo poco. Forse è più simile alle piramidi egizie con il loro mistero.
Il nome di Gingko si deve ad Engelbert Kaempfer, un chirurgo tedesco al servizio della botanica, fu il primo occidentale a vedere, tre secoli fa, in Giappone questa pianta così speciale. Il nome "ginkgo" pare derivi dalla parola cinese che significa “piedi di papera”, con riferimento alla forma delle foglie. Linneo, per le caratteristiche della foglia, completò poi con “biloba” ossia “con due lobi”.
Gingko biloba nel Tempio di Zempuku-ji
Oggi non si trova più allo stato spontaneo ma in orti botanici, nei giardini dei templi religiosi della Cina e del Giappone, l’albero più grande e forse il più vecchio si trova appunto in Giappone, nel giardino del tempio buddista di Zempukuji; la circonferenza del tronco è di 9 metri per 20 di altezza, un cartello afferma che risale al 1232. 
Il Tempio di Hosen-ji in Giappone
Nel tempio Hosen-ji, vicino l'osservatorio, un Ginkgo Biloba è sopravvissuto all'esplosione di Hiroshima riprendendo a germogliare con vigore. Il tempio fu distrutto, poi ricostruito con lo scalone di accesso diviso in due per consentire alla Ginkgo Biloba di crescere. 

Gingko Biloba
La foglia di quest'albero dall'oriente 

affidato al mio giardino,
sensi segreti fa gustare
al sapiente, e lo conforta.
E' forse una creatura vivente
che si è divisa?
son due che hanno deciso
di manifestarsi in uno?
Per dare alla domanda una risposta,
il senso giusto trovo:
non senti, nei miei canti,
che sono uno e insieme sono doppio?

(Goethe)

Goethe scrisse questa poesia per Marianne von Willemer, la scrisse su un foglio di carta dove incollò due foglie di gingko biloba incrociate. Era il 1815 questo “fossile vivente” affascinava per la sua forma, scissa ma unica, esistente in natura, concetto cardine negli interessi naturalistici, botanici ed esistenziali del poeta. Il bilobato Ginko rivela una divisione o ha scelto di apparire duplice? Una domanda questa che il poeta può rivolgere anche a se stesso, perché egli è come la foglia del Ginko, è uno e doppio.

7 commenti:

  1. Argomento affascinante quello dei fossili viventi: hanno affrontanto millenni interi eppure sono ancora con noi, come il Celacanto.

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    1. E pensa se dal gingko e dal celacanto avessero avuto origine tutte le piante e tutti i pesci? Tra gli animali terrestri non so se esista un fossile vivente.

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    2. Queste piante sono dei grandi esempi di adattamento e forza. Involontariamente ci insegnano a non arrenderci e forse anche a smettere di cambiare il mondo per farlo a nostra misura per abituarci invece ad adattarci ai cambiamenti. Nel loro silenzioso esistere hanno visto tutta la storia.

      Tra gli animali oggi esistenti e risalenti alle epoche più antiche ci sono varie specie di rettili come i coccodrilli e le tartarughe. Molto curiosi sono i draghi di Komodo, perché assomigliano a dei "piccoli" dinosauri. Non so però se si possono considerare fossili viventi.

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  2. Qui a Torino al parco del Valentino e al parco Leopardi sono numerose le piante di Gingko presenti e in ottima salute, un ricordo della passione botanica dei Savoia. Piante bellissime in questa stagione perfettamente gialle. Piccolo particolare, le piante in primavera mandano un aroma non del tutto piacevole ma perfettamente riconoscibile.

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    1. Ho letto che sono le gingko-femmine che producono dei frutti dall'odore per niente gradevole,i maschi-gingko invece, sono più avvicinabili. Però,a parte l'odore, tutto quel giallo deve essere uno spettacolo!

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  3. Mi fa pensare alla vita che nonostante tutto, a volte, resiste, sovrasta. Bellissima l'immagine di un elemento della natura che sopravvive alla distruzione dell'uomo.
    Grazie Marcella.
    Raffaella

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    1. A me piace pensare che ci sono esseri viventi che sanno resistere ma anche adattarsi e rinnovarsi; alcuni sostengono che la capacità di adattarsi sia una delle caratteristiche dell'intelligenza, quindi il gingko è uno degli esseri viventi più intelligenti mai esistiti? Chissà! Grazie a te Raffaella.

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