16 ottobre 2012

Un po' di Cioran

  1. Se obbedissi al primo impulso, passerei le giornate a scrivere lettere di ingiurie e di addio.

  2. Pubblicare un libro comporta lo stesso genere di noie di un matrimonio o di un funerale.

  3. Sono talmente appagato dalla solitudine che il minimo appuntamento è per me una crocifissione.

  4. È semplice chiacchiera ogni conversazione con chi non ha sofferto.

  5. La sorte di chi si è ribellato troppo è di non aver più energie se non per la delusione.

  6. Di solito sono così sicuro che tutto sia privo di consistenza, di fondamento, di giustificazione, che chi osasse contraddirmi, foss'anche l'uomo che stimo di più, mi apparirebbe come un ciarlatano o un rimbambito.

  7. […] se cerco la data più mortificante per l'orgoglio dello spirito, se scorro l'inventario delle intolleranze, non trovo niente di paragonabile a quell'anno 529 in cui, per ordine di Giustiniano, fu chiusa la Scuola di Atene. Soppresso ufficialmente il diritto alla decadenza, credere diventa un obbligo… È il momento più doloroso nella Storia del Dubbio. 
Emil Cioran




La Scuola di Atene, affresco (770x500 cm) di Raffaello Snzio, databile
1509-1510
Si trova nella Stanza della Segnatura, una delle quattro "Stanze Vaticane"
Fonte wikipedia.org


10 commenti:

  1. Mi piace molto il punto 4. Lo trovo estremamente profondo. Anche gli altri però sono interessanti. Bellissimi spunti di riflessione...

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  2. eh ogni tanto un po' di solitudine fa bene almeno così è per me. In più se non mi piace stare in un posto preferisco andarmene. Il primo punto è davvero divertente.

    P.S.: Parteciperai alla mia iniziativa, vero?

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    1. Il primo punto è il mio stato d'animo di questo periodo.
      Alla tua iniziativa ci sto pensando seriamente, ho ancora 12 giorni giusto?

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  3. Il 2 e il 4 li conosco assai. Nella 3 e nella 5 ci si potrebbe perdersi.
    Raffaella

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  4. Si, il punto 4 è estremamente profondo e io la penso esattamente allo stesso modo. Credo però sia un tantino presuntuoso....

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  5. @Romina Tamerici
    @Raffaella
    @TheObsidianMirror
    Sono d'accodo, il 4 è profondo e presuntuoso allo stesso tempo, la presunzione del dolore, la presunzione dell'espiazione attraverso il dolore...il masochismo...ci sarebbe tanto da dire.

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    1. io direi che il 4 è profondo in alcuni casi. Come hai scritto esiste anche la presunzione del dolore e questo non è affatto profondo, è stupido. Parlare sempre e solo del proprio dolore per me impoverisce chi parla.

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    2. Quindi io che ho scelto il punto 4 sono presuntuosa?! Uff...
      Mah... secondo me è un discorso complesso e poi nelle chiacchiere non vedo niente di male! Come potrei, io, che parlo tutto il giorno! Forse la mi accezione non è negativa, per questo non vedo presunzione nella frase.

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    3. ho detto che è presuntuoso in alcuni casi. tutto dipende dal come si usano le parole e poi c'è ben altro oltre il dolore. so che questi tempi sono difficili, ma non bisogna pensare solo al dolore.
      poi spesso si parla delle proprie cose senza presunzione, ma a volte non viene percepito così dagli altri.

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