24 ottobre 2012

Choosy? Schizzinosi o forse schifiltosi?

Foto tratta dalla pagina Facebook
di MISTERI tra SciEnza ed EsOterismO


Un terreno arido, una scala che non porta a niente, avvoltoi che aspettano il tuo cadavere, un uomo di fronte, ma non troppo vicino, alla scala. E’ il sentimento (si può chiamare sentimento?) di molte persone di  oggi, di quelle che vanno dai 15 ai 30 anni e che il Governo ha definito “una generazione persa” fino ai cosiddetti “bamboccioni”. Già, bamboccioni, una parola che, pronunciata, dovrebbe far scattare una querela. Ma forse io sono choosy, schizzinosa di fronte a certe parole, e siccome mi piace l’italiano più di quanto piaccia a tanti politici, semmai mi ritengo schifiltosa.

14 commenti:

  1. Provare semplice una sensazione di disgusto e di SCHIFO nei confronti di certi soggetti è appena appena umano. Il problema - e questo è davvero un PROBLEMA - è come mai soltanto quel genere di soggetti - dai semplici pieni di sé fino ai malandrini - arriva a posizioni di potere. Ma forse il problema è che una persona benintenzionata preferisce non entrare in politica. E questo non è bene. No, no.

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    1. Una persona che ci crede davvero in modo onesto, in molti campi, il più delle volte è costretto ad arrendersi. Lo psichiatra Andreoli sostiene che il potere sia una malattia mentale e che la stupidità governa il mondo, non riesco a trovare un appiglio per contraddirlo.

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  2. sai ogni tanto sento la canzone Siamo piccoli ma cresceremo di Renato Rascel e rispecchia molto delle cose che succedono adesso. eppure quella canzone ha poco più di 30 anni essendo del 1978. quei bambini avevano una decina di anni.
    che cosa hanno fatto?
    E quei ragazzi che hanno protestato durante il '68? Si ribellavano contro uno sistema per poi farne parte più avanti.
    Quando guardavo Lady Oscar leggevo che ci vorrebbe adesso uno come Robespierre e allora ho commentato "Stati attenti perché anche Robespierre stesso è stato ghigliottinato."
    E' facile dire che i giovani adesso sono dei smidollati. Ma i loro padri e le madri dove sono? I giovani non vengono su come funghi. I genitori dicono che adesso i loro figli hanno tutto. Non è vero, manca a loro una guida.
    Alcuni dicono che lottare contro il potere o il sistema è come battersi contro i mulini a vento. Ma forse si sbaglia modo di combattere.
    E' un po' come succede in psicologia: più cerchi di combattere duramente una cosa con tutte le tue forze e gli sforzi possibili, più aumenti la forza di ciò che stai cercando di combattere.
    E poi quegli stessi che dicono adesso "I giovani d'oggi non sono più come una volta" a loro volta sentivano le stesse parole dagli adulti di allora.
    Invece di guardarci sempre con disprezzo perché non si chiedono se in qualcosa c'entrano anche loro e noi potremmo anche chiederci cosa possiamo fare per cambiare, non noi stessi, ma cambiare il cammino davanti. Tanti piccoli cammini poi si possono incrociare e creare una rete d'unione.

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    1. C'è una generazione che guarda, come dici te con disprezzo (il disprezzo di chi ormai ce l'ha fatta) e questo disprezzo lo ha verso i giovani, verso l'arte (dovremmo essere uno dei Paesi più ricchi al mondo per ciò che abbiamo),verso la nostra lingua, il nostro ambiente (altra ricchezza enorme, gigantesca); però il "problema" è che giovani, arte, ambiente e lingua sono investimenti a lungo termine e molti di quelli che si mettono in politica (p minuscola non grande come per Paese!) devono mangiare e ingoiare subito e buttano giù, con la forza bruta dell'orco, tutto ciò che è bellezza, futuro, intelligenza, ecc.

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  3. Oggi mi sono alzato che mi sentivo così, un po' choosy...
    Certe dichiarazioni misurano la distanza della classe politica dalla gente. Poi c'è chi si meraviglia se la disaffezione aumenta!

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    1. Già, spesso la classe politica si meraviglia di quello che per la gente è diventato quotidiano e banale.

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  4. Esiste una cosa che si chiama "senso di autoefficacia". Queste frasi lo distruggono e i politici dovrebbero sapere che le parole hanno un peso.
    Fino a quando continueranno a definirci "una generazione persa di bamboccioni" noi non ci sentiremo mai capaci di cambiare davvero le cose. Non vogliamo essere compatiti. Vogliamo il diritto a un futuro in cui fare del nostro meglio.

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    1. Ripeto, per me "bamboccioni" è una offesa da querela e definire "persa" un generazione significa già avere in mente di non fare più niente per quella generazione; una generazione archiviata.

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  5. E che dire di quel viceministro che ha dichiarato "Bisogna dare messaggi chiari ai nostri giovani. Se a 28 anni non sei ancora laureato sei uno SFIGATO".

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    1. E' vero lo avevo rimosso, difficile ricordare tutti gli "apprezzamenti" che arrivano dall'alto (o dal basso?). Grazie!

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  6. E' un paese di e per vecchi. E' un paese che lascia scapapre cervelli, che lede l'autostima, che prende per i fondelli. E' un brutto, brutto paese.
    Talmente brutto che ci sta togliendo anche la speranza di cambiarlo.
    Raffaella

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    1. E' vero, diamo tante colpe alle varie classi politiche che si alternano o si ripetono ma poi in realtà è la mentalità di noi italiani che è così brutta, come dici te.

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  7. Ciao, io non appartengo alla categoria che va fra i 15 e i 30, sono oltre i 40 e non sto a raccontare la mia storia, quoto alcuni dei vostri commenti ma vorrei fare notare a Raffaella che questo paese non è di vecchi e solo per vecchi.
    I giovani sono sfruttati in termini di propaganda vedi la tipica frase -lavoro ai giovani-, i giovani sono presi in giro e spesso mi dispiace dirlo usati come "utili idioti" sfruttando la loro mancaza di esperienza sia lavorativa che come di persona matura, ma nemmeno chi ha dai 40 in poi se la passa meglio, le liste di disoccupati di quella fascia d'età è incredibile e spesso senza speranza, troppo "vecchi" per i contratti di apprendistato, troppo vecchi per certe mansioni,troppo vecchi per innumerevoli cose, disoccupati con famiglia a carico e una grande resposibilità che gli pesa sulle spalle tanto da creare uno stato interiore di fallimento.
    Questa governace politica non si muove per i giovani quanto non si muove per i "vecchi" sia lavoratori che pensionati.
    Giovani e vecchi una dualità che sta fomentando una lotta di classe fra le due generazioni al solo scopo di creare scompiglio e insabbiare loschi intenti da parte di questi politici corrotti.
    Vi prego solo di non ragionare in termini di dualità, giovani o vecchi i diritti sono uguali ed è un legame che deve essere sempre più ristabilito.
    In fine non sono mamma purtroppo ma sono figlia di mamma 80enne, che riconosce i suoi sacrifici e le sue lotte, non è facile essere genitori, non è facile mantenersi in equilibrio sul filo della vita, le generazioni passate hanno molte responsabilità, ma anche questa generazione ne avrà verso quella futura e nessuno ha la lampada di aladino in tasca per avere la certezza di fare meglio, di dare miglior esempio, quindi eviterei critiche verso genitori vari, vi sono stati negli anni "grandi" genitori e pessimi genitori, ma ognuno ha cercato di fare il genitore nel miglior modo possibile che credeva giusto e nell'intento di dare il meglio ai suoi figli con amore,un amore espresso apertamente o meno ma con amore.Genitori non si nasce.
    Come nemmeno adulti si nasce e la strada da percorre è lunga ,irta e piena di inganni.

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    1. Grazie per il tuo commento. Io sono nella tua stessa fascia di età e conosco lo stato interiore di fallimento tanto che capisco lo stato d'animo del giovane e lo stato d'animo del cosiddetto vecchio al punto che, ti do ragione, non esiste una separazione tra i due. C'è un disagio e un preoccupazione che investe qualunque individuo.

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