Lo scoglio




Fanciulla sullo scoglio di Filippo Palizzi (Vasto 1818- Napoli 1899)

Non mi piace quella monotonia di acqua che viene e che va;
quel rumore stillato da onde lente che accompagnano rifiuti relitti;
i riflessi del sole invernale che scemano la luce delle mie pupille;
la spiaggia come vuoto a perdere di una stagione falsa di gioia;
conchiglie come bottoni caduti da cappotti ormai riposti.
Però amo lo scoglio fermo rivolto all’orizzonte lontano.


11 commenti:

  1. post molto suggestivo.
    mi hai fatto venire in mente un post che desidero realizzare e si tratta delle donne del mare

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    1. Sai mi è capitato spesso di cercare materiale per fare un post sulle sirene e poi ho sempre rimandato. A questo punto aspetterò il tuo post (§immagino che le sirene ci saranno, chissà!). Grazie

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    2. ma allora anche tu hai rimandato le sirene?!
      Non sai da quanti mesi ho un post sulle sirene non ancora finito. Chissà, magari è un effetto della loro voce ipnotica.
      comunque è un altro il post di cui parlavo.

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    3. Forse ci hanno fatto un incantesimo! Non vorranno che ci addentriamo nel loro mistero...

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    4. eh, ho paura di sì, ma lo spezzerò quell'incantesimo.

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  2. Bellissimo.
    Grazie per averlo condiviso con noi.

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  3. Grazie, un momento molto bello, perfetto per questo autunno. Ciao

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    1. Grazie a te, siamo abituati fin da piccoli nelle scuole a immaginare l'autunno come foglie gialle e rosse che cadono, ma ci sono altri autunni, come quello del mare e della spiaggia che hanno un fascino incredibile.

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