Ricordi di un gatto nella notte di San Lorenzo

Domani è San Lorenzo e questa notte, poiché San Lorenzo è patrono della città in cui abito, ci sarà la processione per il centro storico. E’ una serata in cui devo chiudere le finestre, ricordarmi di aprire le porte dell’armadio di camera perché … già perché? Quale strano rito pensiate si pratichi in questa città? Perché aprire le ante degli armadi? vi chiederete. Ecco, perché il mio gatto ha il terrore della processione o meglio, dei cavalli che passano sotto le nostre finestre e del prete con la campanella e il microfono. Quindi, finestre chiuse e armadio aperto dove lui possa rifugiarsi. Nella notte dell’ultimo dell’anno, con tutti quei botti, non soffre così tanto. Io che sono strega, so perché il mio gatto ha il terrore di tutto ciò. Il perché non può saperlo chi non è mai stato strega e non ha mai vissuto in confidenza con i gatti.
Foto tratta da  http://www.animali10.it
Ecco la risposta: il mio gatto si ricorda di quando preti e istituzioni a cavallo andavano a stanare le streghe nelle loro case, in nome dell’Inquisizione. I gatti, fedeli compagni delle streghe, erano lì con loro e, insieme a loro, venivano bruciati sul rogo. Il mio gatto non è nero, come il gatto associato alle streghe, ma in fondo, chi può dire in quanti modi e in quanti aspetti si può camuffare il diavolo?
Giungevano nelle campagne più remote, nelle macchie più fitte, il nitrire dei cavalli faceva sobbalzare strega e gatto; non bussavano: sfondavano la porta o incendiavano la casa. Intanto il prete recitava una cantilena ad uso e consumo dell’Inquisizione. La donna viveva sola, raccoglieva erbe e con queste curava piccoli malanni, infastidiva i dottori del tempo, tutti rigorosamente uomini; come si permetteva, la Strega di fare un tale affronto? Bruciamola!!! Era l’inizio o meglio, il prototipo, della moderna guerra tra aziende farmaceutiche e la medicina “non tradizionale” la quale, quest’ultima, con me funziona molto bene; ma sono strega, per l’appunto. Le stanavano, le torturavano, le “processavano” in nome di un dio adeguato alla nuova legge e poi le bruciavano. Donne che vivevano sole, al massimo con un gatto simbolo di indipendenza e intuito, donne in competizione con la medicina, esclusiva degli uomini. E allora, bruciamole!!! Il mio gatto stasera rivivrà tutto questo, e io a dirgli che lui è bianco che  non deve temere, ma lui mi guarderà con le pupille più dilatate che potrà, facendomi intendere: “come puoi aver dimenticato?” e si rintanerà nell’armadio, fino a domani, giorno di San Lorenzo, arso vivo su una graticola ardente.

14 commenti:

  1. Era anni oscuri e quello che non si conosceva diventava automaticamente il male, nonchè il nemico.
    P.s
    La mia gatta è nera, ma ha paura tutto l'anno non solo a San Lorenzo.

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    1. Ne ho avuti anch'io di gatti neri sembrano più magici degli altri, sarà per questo che hanno destato "sospetto", per il loro carisma!

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    2. Io sono una grande amante dei gatti e forse sono anche un po' strega, quindi mi è piaciuto molto il post!
      Poco tempo fa ho scritto anche un racconto sulle streghe e i gatti neri per un progetto che sto seguendo.
      Post dal taglio curioso e dalla tematica interessante, brava!

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    3. Affascinante teoria. Il gatto è un animale misterioso e straordinario e non mi stupiri se alcuni dei loro atteggiamenti apparentemente strani possano essere ricondotti a ricordi ancestrali. La tua frase “come puoi aver dimenticato?” mi ha fatto salire un brivido... davvero un bel post!

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    4. @Romina: Se riesci a guardare un gatto negli occhi sei sicuramente strega! Ma si potrà leggere un giorno il tuo racconto sui gatti neri e la strega?

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    5. @TheObsidianMirror: Grazie! sai che ho scritto quella frase diverse volte perchè cercavo di rendere nel presente la sensazione vissuta nei secoli passati? quindi che ti abbia colpito,addirittura con un brivido, mi fa davvero piacere.

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    6. @Orlando: Io i gatti li guardo sempre negli occhi (anche quelli randagi, non solo i miei), quindi cominciate pure a preoccuparvi! Certo, nessuna delle mie gatte è nera, ma potrebbe essere solo un modo per depistare. Ora il mio racconto è vincolato al progetto a cui sto partecipando, quindi non posso diffonderlo, ma quando il progetto sarà finito non escludo che ne sentirai parlare! Grazie!

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  2. C'era un film di tanti anni fa in cui una strega si innamorava di un umano e perdeva per questo i suoi poteri. Lei era Kim Novak e aveva un gatto nero di nome Cagliostro che scappa quando lei diventa umana. Non ricordo il titolo, ne l'anno, solo gli occhi meravigliosi di lei e di lui.
    Il diverso è il nemico e di solito ha pure la coda. Mi piacciono le streghe e adoro i gatti.
    Il taglio del post è caricodi magia, particolare. Pervade come il più flessuoso dei felini. Come sempre del resto.
    Raffaella

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    1. Sono andata a vedere su Google (sono curiosa come un gatto) il film si intitola "Una strega in Paradiso", ho trovato anche un primo piano degli occhi di Kim Novak e del gatto, ero quasi tentate di aggiungerla al post. Già, di solito il malefico ha la coda, forse ricorda quella del diavolo? Grazie, flessuoso come un felino, è veramente una bella immagine.

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  3. Io dovevo essere una strega nella mia vita precedente. Mi piacciono i gatti e ho una paura atavica del fuoco (anche se in questa vita non mi sono mai bruciata).
    Io ho un gatto bianco e rosso che adoro, guai a chi me lo tocca! e anche lui è un gran fifone.
    A proposito di gatti neri, sto leggendo un libro delizioso, della collana Il gatto di nero di Feltrinelli. S'intitola Sette volte gatto e parla proprio di un gatto nero.

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    1. Si dice che i gatti preferiscano la compagnia della donna a quella dell'uomo; dicono per la voce femminile che sarebbe più in sintonia con loro. Se ci hanno scelte devono avere un' intelligenza particolare: DIABOLICA!!

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    2. Mica vero! Il mio povero patato amava molto più il suo papà! :-P

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    3. Ho letto proprio oggi del piccolo Elvis-patato, e mi ci sono troppo rivista. Altra cosa che sento dire dei gatti è che sono l'anima della casa, secondo me sono invece anche un po' l'anima del proprietario (dico proprietario in realtà siamo i loro servitori, fratellini,maggiordomi, ecc.)e quando ci lasciano si portano via qualcosa di noi. Dai diciamo che sui gatti si dicono troppe cose, sicuramente sanno scegliere e amano anche i loro papà!

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    4. Beh, io posso dire che il mio Micio ha stabilito un rapporto particolare con ogni membro della famiglia.
      Da mio papà si fa raramente coccolare ed è guardingo in suo presenza, ma almeno lui, lo rispetta. Se io o mamma proviamo a sloggiarlo da una superficie dove non dovrebbe mettersi, non obbedisce, ma a mio padre basta fargli un piccolo sho' che salta subito giù.
      Mia mamma deve essere in casa la sera e prima di dormire va sempre da lei a farsi fare le coccole, altrimenti ci fa diventare matti.La mamma o niente!
      Mio fratello è spesso via di casa, quindi quando torna per i primi tempi il gatto è molto guardingo, poi però se mio fratello sonnecchia sul letto, va a sonnecchiargli accanto anche lui.
      Io sono quella che gli parla in continuazione, quindi con me fa delle lunghe chiacchierate. Alcuni miao particolari ho anche imparato a riconoscerli (quello della pappa, quello che fa quando acchiappa un topo, quello disperato di quando non ci trova in casa).

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