Un post giallo!

Esposizione dei classici stivali
in gomma gialli
Il giallo è un colore spesso associato al pericolo, ad una minaccia. Nel mondo animale il giallo, quando è insieme al nero, avverte gli animali di un pericolo: nero e giallo lo troviamo quindi nelle api, nelle vespe e in alcuni animali marini tossici o dotati di pungiglione che, in questo modo, comunicano la loro pericolosità agli altri. Il tassista Harry N. Allen intuì che il colore giallo era il più visibile, soprattutto in una città come New York e verniciò il suo taxi di giallo, da qui ebbe inizio la tradizione dello Yellow Cab. Sembra che anche gli scuolabus siano gialli per essere meglio visti. Sempre rimanendo in ambito automobilistico, la bandiera gialla durante le corse indica pericolo e, il semaforo giallo, che bisogna fare attenzione perché sta arrivando il rosso e fermarsi. Nell'antica Grecia, visibili e ritenuti pericolosi erano i folli che dovevano indossare abiti gialli per essere riconosciuti. Un colore non solo con accezioni negative ma anche con il rovescio della medaglia: giallo come l’oro, come il sole, così in Oriente, e non solo; nel Giappone Imperiale indumenti gialli potevano essere indossati solo da appartenenti alla famiglia reale.
Anche nell’Antico Egitto il giallo è indice di preziosità e associato al divino, spesso troviamo dipinte in giallo le divinità femminili. Un colore prezioso, non solo simbolicamente, ma anche dal punto di vista economico,  in quanto tra i suoi componenti si trovava l'orpimento, un minerale molto raro, importato in Egitto dai paesi asiatici. Secondo la cromoterapia darebbe forza ed energia proprio perché il colore del sole. Giallo come un campo di grano ma, se vi trovate di fronte ad un campo di rose gialle, allora attenti, siete di fronte a tanta gelosia e, sulla vostra possibile fine, potrebbero perfino scrivere un vero e proprio giallo. Nella moda è un colore controverso, non sta bene a tutti, o forse, associato come è al pericolo, mette in allarme? Pensate all’impermeabile di gomma giallo, lo trovo carismatico, abbinato con gli stivali di gomma dello stesso colore, sotto la pioggia in una giornata grigia e in mezzo al grigio, voi: una chiazza di sole.


Nel 2011 uscì la notizia che il colore giallo dei quadri di Vincent Van Gogh mostrerebbe i preoccupanti segni di una trasformazione chimica, che potrebbe portare il giallo dei 'Girasoli' a spegnersi lentamente. Secondo Costanza Miliani, ricercatrice dell’Istm-Cnr: ''Le varie sfumature del giallo, tipiche della vibrante pittura di Vincent van Gogh e di molti altri impressionisti come Seraut, Pissarro, Manet e Reinoir, sono a rischio. I gialli a base di cromato di piombo (giallo cromo), a dispetto della bellezza e intensità delle tinte, sono caratterizzati da una scarsa stabilità chimica e fotochimica che si manifesta nel tempo con un marcato imbrunimento''. I pittori del XIX secolo furono immediatamente attratti dalle possibilità espressive dei pigmenti di nuova formulazione che vennero introdotti nel mercato grazie all'evoluzione della chimica di sintesi. Alcuni di questi pigmenti moderni hanno mostrato nel tempo una maggiore reattività rispetto agli agenti atmosferici come luce, temperatura e umidità, rispetto ai materiali naturali dell'arte tradizionale che invece furono selezionati empiricamente nel corso dei secoli dagli antichi maestri. (fonte: adnkronos).

E su suggerimento dell'amica blogger AlmaCattleya vi consiglio questo video realizzato da Letizia Telesforo:

YELLOW - Thomas Bergersen - Starchild

7 commenti:

  1. Il giallo è uno dei colori che mi piacciono meno, però il tuo post è stato bellissimo! Soprattutto la parate finale sui quadri che avevo sentito ma mai approfondito. Certo che il giallo ha parecchi significati e tu ne hai messi tanti in questo articolo! Brava!

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  2. Spesso vedo le cose a colori. Nel senso che do loro dei significati o meglio le cose per me hanno dei colori. I pensieri hanno dei colori, le giornate, le parole. E' sempre stato così per me e spesso ci ho anche scritto su. Non ho mai pensato al giallo, però. Forse perchè non rientra tra la gamma dei colori da me preferita. Il post è diverso, atipico, interessante e mi sembra che offri sempre spunti per riflettere "fuori dal coro". Hai un modo personale di vedere le cose, che sia giallo o blu non importa, il bello è che hai un tuo colore.
    E questo è indice di personalità.
    Raffaella

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    1. Grazie Raffaella! Bello il tuo modo di vedere le cose con un loro colore, non ci avevo mai pensato, ho conosciuto persone che per esempio abbinano oggetti ai numeri - cosa che a me sembra particolarmente difficile - ma ai colori no. Che dici, potrei provare anch'io? Ho un colore? A volte mi sembra di essere una tavolozza di un pittore un po' pasticcione. Grazie sei davvero gentile. Sai sono partita dal giallo (penso di scrivere altri post sui colori) proprio perchè è un colore che non piace a molti, ho il vizio di schierarmi con i più deboli, anche se trattasi di colori. A presto.

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  3. Giallo. Io adoro il giallo. La sedia della mia scrivania è gialla. Le tende del mio giardino sono gialle. La mia penna preferita è gialla. Mi piace la tua idea di scrivere una serie di post sui colori e mi piace che tu abbia iniziato col giallo!

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    1. Grazie e, soprattutto, ben arrivata nel mio blog! Finalmente una fan del giallo, la sedia gialla, in particolare, mi sembra un tocco di colore simpatico per una stanza.

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  4. Curioso questo post. Interessante l'analisi circa le contraddizioni positivo-negativo, bellezza-pericolo. Chissà chi se ne accorto per primo.
    Il fuoco è giallo. Riscalda ma allo stesso tempo brucia.
    Il sole è giallo. Riscalda e illumina ma allo stesso tempo scotta e acceca.
    L'oro è giallo. E' simbolo di ricchezza ma allo stesso tempo è causa di morte e dolore.

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  5. A volte mi chiedo chi stabilisca certe regole nelle natura: giallo e nero simbolo di pericolo o, altra caratteristica: molti esseri viventi e non hanno delle proporzioni che corrispondono al numero aureo. Per esempio l'interno delle conchiglie. Come ci fosse una logica. Perchè? Per venire alla tua domanda su chi possa averlo scoperto per primo, io ho l'impressione che tutto ciò rientri nel campo del simbolismo e che un tempo, millenni fa, i simboli fossero comprensibili e diretti per molti, come fosse un linguaggio alla portata di tutti; oggi abbiamo perso questa comprensione immediata del simbolo.

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