Rosso...il colore del coraggio e della timidezza.

Tormento di Kandisky
Quanti anni ha il rosso? Sembra che il rosso sia sempre esistito, lo troviamo, infatti nelle caverne nei disegni degli uomini preistorici, sicuramente erano all’origine altri colori che con i millenni hanno subito un processo di ossidazione diventando rossi; e se così è, allora vogliamo dire che tutti i colori prima o poi diventano rossi? Certo è che rosso, come termine, già è presente nelle lingue primitive per indicare un colore diverso da chiaro (bianco) e scuro (nero), distinguendosi qualitativamente come “colorato” rispetto al “non colorato”; una sorta di iniziatore della famiglia “colori”. 
«Ho cercato di esprimere le terribili passioni 
dell’umanità… ovunque un contrasto di rossi e 
di verdi più discordanti… non è un colore ambientale
vero… ma è un colore che suggerisce certe sensazioni 
di un temperamento ardente» 
Vincent Van Gogh spiegando Caffè di notte (1888). 
Il rosso è il colore del fuoco ed il fuoco ha energia, movimento calore, brucia e scalda come la passione che è associata al rosso. La passione terrena ma anche la passione di Cristo, il sacro graal, intendendo con questo il sacro cuore di Cristo. La passione e il sangue versato dai martiri che ritroviamo nei colori dei paramenti del clero, dei cardinali e del Papa. Il clero e gli imperi saranno contraddistinti dal colore porpora: «Il colore di Tiro - scrive Plinio, riguardo al colore porpora - è più pregevole quando ha il colore del sangue coagulato, scuro alla luce riflessa e brillante in quella diretta». L’alto costo della produzione della porpora, di cui la città di Tiro era la principale produttrice, dipende dal fatto che questo colorante viene estratto dai molluschi – murici – che danno una sola goccia di pigmento; divenne quindi, ben presto, simbolo di ricchezza, lusso riservato a pochi, così le vesti degli imperatori divennero color porpora, come testimonia il mosaico nella Chiesa di san Vitale a Ravenna, dove il mantello di Giustiniano I è color porpora. 
Chagall, Amanti su sfondo rosso 
E in natura, a parte i fiori e i frutti, abbiamo fenomeni naturali che, di tanto in tanto, ci sorprendono come il rosso di sera per cui, è inevitabile, bel tempo si spera, la luna rossa, Marte il pianeta rosso. Marte, associato al rosso del fuoco, Marte il dio mitologico della guerra che agisce nel suo vortice di fuoco. Nel vortice di fuoco siamo soliti immaginare anche il diavolo, spesso rosso o nero. 
Per gli Egizi era un colore negativo poiché legato all’assassino di Osiride, Seth, rappresentato con occhi e capelli rossi; mentre non erano soliti associare il negativo al nero poiché, nero, era il limo che portava fertilità e vita alla terra percorsa dal Nilo. 
Pensiamo al rosso dionisiaco, ossia di Dioniso dio del vino e della liberazione dei sensi, rappresentato con mantello rosso così come rosso è il suo viso. Il legame con la creazione (secondo la Bibbia, Adamo fu plasmato con l’argilla rossa) e l’intensità dei sentimenti passionali legano da sempre il rosso all’erotismo e al sesso: nella Grecia pre-ellenistica è il colore del grande dio Eros. 
Nell’Apocalisse troviamo la Grande prostituta, che allegoricamente rappresenta Babilonia, a cavallo di un animale scarlatto e anch’essa, sotto le sembianze di una meretrice, ha vesti scarlatte e rosse. 
Marc Chagall lo sceglie come il colore che riesce a trasmettere il sentimento di eros universale collocando gli amanti su di uno sfondo rosso. Kandisky lo utilizzerà nel suo acquarello Tormento, collegando il rosso all’agitarsi interiore dell’uomo. Non si può non pensare a Munch che riguardo al celebre Urlo dirà: «Ho… dipinto le nuvole come sangue vero. I colori gridavano». 
E il rosso delle camicie garibaldine? Sembra che il mito, oltre che dal valore dei garibaldini,
sia nato da un'esigenza economica: non avendo Garibaldi, molti fondi a disposizione
per comprare una sorta di divisa per i suoi fedeli garibaldini, comprò uno stock di
tessuto rosso con il quale venivano realizzate le tuniche per gli operai degli stabilimenti
di carne salata di Buenos Aires: il colore rosso serviva a nascondere le macchie di sangue della macellazione, ma l'intera partita era rimasta invenduta a causa della guerra.
La camicia rossa simboleggia il coraggio, perché rende ben visibili al nemico.

Oggi Garibaldi si sarebbe rivolto 
allo stilista Valentino? Una fornitura di 1000 
camicie rosse, ovviamente Rosso Valentino...




Altri post: Un post giallo!

3 commenti:

  1. E come dimenticare il rosso delle mestruazioni? Il rosso che dà vita, il rosso del sangue che non viene da nessuna vita spezzata. Infatti anticamente il sangue delle mestruazioni veniva anche donato dalle sacerdotesse.

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    1. Sì, in effetti...anche se la mestruazione si verifica quando non avviene la fecondazione quindi in un certo senso è segno di "tentativo di vita andato a vuoto", però è, come dici te, anche il contrario, possibilità di vita senza spezzare un'altra vita. Possibilità di creazione ma non di morte. Comunque sono felice di non essere nata sacerdotessa!! Grazie mille!

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  2. Un post davvero bello e completo, Orlando! Non avevo alcun dubbio! Come sempre hai fatto riferimenti puntuali e supportati anche dai quadri e da nozioni storiche. Ora che sono finiti i colori primari comincerai con i secondari? Questa rubrica colorata mi piace tantissimo!

    Oppure potresti parlare dei colori che vengono usati per simboleggiare qualcosa e che variano nelle culture come in parte hai fatto in questo post (con il rosso e il nero per gli egizi). Il colore della morte che per noi è il nero o il viola in molte culture è il bianco e così via...

    Comunque bellissimo questo post! Ora lo diffondo!

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