19 maggio 2012

Una tassa sugli animali domestici? No, però...

Un tempo, amici delle donne
anziane che vivevano sole, vennero
 associati alle streghe e al diavolo.

Tassare l’unica compagnia di migliaia di anziani; tassarlo come se fosse un “oggetto” di lusso. Ci tasseranno anche gli amici? Ci tasseranno ogni volta che faremo un sorriso? Allora dobbiamo davvero liberarci dei cani, dei gatti, veri amici che ci fanno ridere solo a starli a guardare! Sembra che accarezzare un gatto tenga a distanza l’infarto. Gli animali domestici dovrebbero avere un assegno di accompagnamento per quanto sono capaci di aiutare i loro “proprietari” a combattere la solitudine, la depressione, i lutti. Potrebbero tassarci i pensieri, quelli inespressi, quelli che non riveliamo a nessuno. Potrebbero tassarci i metri di strada che percorriamo in un giorno, ma non mi riferisco ai pedaggi autostradali e alla benzina, no mi riferisco alla strada percorsa a piedi: << Scusi lei quanti passi ha fatto da quando è uscito di casa?>> << Mah, saranno 300!>>  <<Bene, 30 euro.>> <<E se torno indietro subito?>> <<Sempre 300 passi, quindi altri 30 euro>>. E così rimarremo lì, senza soldi per andare avanti e senza soldi per ritornare indietro. 

2 commenti:

  1. Questo post è straordinario! Sono con te su tutta la linea! Ma dove andremo a finire?

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    1. Beh, le mie analisi sociali sono sempre un po' estremiste e assurde. Almeno quando faccio post sulle favole mi trattengo. Grazie a presto

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