Orlando di Virginia Woolf e di Sally Potter

Lord Orlando (Tilda Swinton)
Lady Orlando
Orlando nasce il 17 marzo del 1928 all’una esatta: <<Ho scritto questo libro più velocemente degli altri: ed è tutto uno scherzo; allegro e di rapida lettura, credo; una vacanza per lo scrittore>>. Il tono di Virginia Woolf sembra distaccato rispetto all’entusiasmo che la stessa ha manifestato, sempre nel suo diario, nelle prime fasi del concepimento del libro:  <<…non faccio niente, niente, niente altro da una quindicina di giorni; mi sono slanciata un po’ furtivamente ma con grande passione su Orlando: una biografia. Sarà un libro piccolo, finito per Natale […] cammino facendo frasi; mi seggo, inventando scene; in breve mi trovo al centro della più grande infatuazione mai capitata…>>. E’ un sintomo che gli scrittori conoscono bene, quello di mettere una distanza dalla loro opera una volta che questa si è conclusa; lo scrittore si prepara all’abbandono, a dare in pasto ad un pubblico la sua creatura. Virginia, dopo pochi giorni, arriverà perfino a definirlo <<rozzo e nauseante>>: sì, lo ama e lo deve lasciare. Fortunatamente non lo può incendiare, come vorrebbe, le stampe se ne sono già impossessate e si preannuncia come un successo. Fino ad oggi.
Entusiasta di questo libro sarà invece Vita Sackeville-West, l’amata di Virginia e protagonista di Orlando: <<…come hai potuto appendere una veste così splendida ad un attaccapanni così povero […]. Inoltre, hai inventato una nuova forma di narcisismo – confesso – sono innamorata di Orlando – questa è una complicazione che non avevo previsto>>. Potenza della scrittura vera che dipinge l’animo vero ma d’allora Vita adatterà a se stessa sempre più un’immagine androgina, anche indossando abiti maschili.
Vita, moglie, madre, corteggiata da uomini e da donne, adesso ha nei suoi pensieri anche Orlando mentre Virginia sposata senza entusiasmo, senza figli e in guerra eterna con la sua parte femminile, svuotata andrà sempre più alla deriva.
Lord Orlando rinasce Lady Orlando
La prima volta che lessi Orlando, pensai che fosse la normale biografia, anzi: l’evoluzione della mente di uno scrittore, pensai che il voler vedere in questo romanzo un protagonista androgino fosse una forzatura della critica. In realtà lo dice la stessa Virginia quando crea la trama di Orlando <<…una biografia che inizia nel 1500 e continua fino a oggi, titolo Orlando; Vita; solo con un mutamento da un sesso all’altro>>. Però, cosa faccio? Mi do torto da sola? Ho un’attenuante: nel saggio Una stanza tutta per sé (1928), Virginia riflette sulla figura dell’Androgino delineata da
Coleridge: <<…E’ quando la fusione ha luogo che la mente è pienamente fertilizzata e usa tutte le facoltà. Forse una mente che è totalmente mascolina non può creare come non lo può una mente puramente femminile, penso…Forse intendeva dire (Coleridge) che la mente androgina è risonante e porosa; che trasmette emozioni senza impedimento; che è naturalmente creativa, incandescente e indivisa>>.
Questa mente è la mente della Natura, che con la Natura vive in simbiosi; le prime parole che Orlando pronuncia nel romanzo dopo una corsa attraverso i campi e i boschi: <<Sono solo>>; nel film di Sally Potter, la prima inquadratura: lui, giovinetto di 16 anni, seduto, appoggiato ad una quercia. Sia nel libro che nel film la natura è dominante, Madre, mai Matrigna nemmeno durante il gran gelo, o durante i bombardamenti della guerra durante i quali nasce il figlio di Lady Orlando. E’ un libro, e poi un film, di continue nascite.
Il Film è diviso in capitoli e il primo è intitolato La Morte, l’ultimo La Nascita. La Regina Elisabetta I alla cui corte Orlando è il prediletto fa promettere al giovane Orlando: <<non inaridire, non appassire, non invecchiare mai, Orlando>>. E per non appassire e non invecchiare bisogna trasformarsi e rinascere.
Morirà poi l’Amore da parte dell’amata Sasha e Orlando cadrà in un sonno di 7 giorni, dal quale si risveglierà.
Sarà ambasciatore nelle colonie inglesi in Turchia e anche qui cadrà ancora in un lungo sonno dal quale si risveglierà con un corpo femminile. La scena del film vede Orlando donna che si lava e sollevandosi osserva la sua figura femminile allo specchio, un passaggio attraverso l’acqua come una purificazione o una sorta di battesimo; il riconoscimento della sua nuova vita: <<Stessa persona: solo il sesso è cambiato>>.
Orlando con il figlioletto in sidecar per le strade di Londra 
Così Lady Orlando di fine 700 fugge con il suo abito carta zucchero e la sua parrucca maestosa e pesante e comincia a correre nel labirinto di siepi del giardino dell’enorme palazzo; esce correndo dal labirinto con un abito blu di fine 800, pettinatura semplice: nessun palazzo, solo una distesa su cui si getta: <<Oh Natura, prendimi sono tua!>>.(foto) C’è nel film un altro labirinto, o forse, meglio una ragnatela che ricorda il labirinto: è la scena del disgelo, quando Orlando corre per raggiungere Sasha – che con il disgelo avrebbe lasciato l’Inghilterra – ed è costretto saltare da una lastra di ghiaccio all’altra mentre si stanno dividendo sotto i suoi piedi. Orlando corre, corre molto sia nel libro che nel film, ricorda una altro grande corridore Pinocchio, anche lui in corsa per le sue continue trasformazioni, nascite e morti e poi rinascite e Vita; correre per <<non appassire, non inaridire, non invecchiare mai>>.

Immagini tratte da sallypotter.com

4 commenti:

  1. L'ho visto anni fa questo film e ho alcuni ricordi come fossero sogni. Non mi ricordo tutto il film solo degli stralci di immagini ed è da questo film che ho cominciato ad interessarmi a Tilda Swinton, creatura enigmatica capace di uno sguardo che ti cattura, oscura e allo stesso tempo luminosa, androgina che con qualche trucco diventa una splendida donna. Una vera attrice

    RispondiElimina
  2. In effetti è un sogno e un susseguirsi di immagini. Per quanto riguarda Tilda Swinton io associo l'immagine di lei nelle vesti di Orlando (la foto in alto a sinistra nel post) con la Gioconda. Esagero? Come sempre.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Forse il sorriso di Tilda è un po' più sfacciato mentre quello della Gioconda è un po' più mite. Almeno così sembra a me.

      Elimina
    2. Sì, non posso che condividere la tua interpretazione da persona competente nel settore.

      Elimina