La magia del giardino: l'entrata

Quanti di noi "coltivano" il sogno di avere un piccolo giardino, un terrazzo che sembri una piccola oasi nelle nostre città, un pezzetto di paradiso. Questo collegamento tra giardino e paradiso non è un banale modo di dire che esprime un' esigenza psicologia degli ultimi anni, se riflettiamo il primo e più famoso giardino è quello del paradiso classico, il Giardino dell’Eden. Simbolo di innocenza, di innocenza perduta “grazie” a un frutto di quello stesso giardino. Scacciati dall’Eden, Adamo ed Eva, trasmetteranno ai loro discendenti la nostalgia per quel giardino. E così coltiviamo il nostro piccolo paradiso. Il giardino paradisiaco, intesto come luogo ameno, è stato spesso associato per contrasto al labirinto: il nostro percorso di vita per raggiungere una parvenza di conoscenza è un caotico labirinto. Ma il labirinto può essere inteso anche come soglia d’entrata o di passaggio; a questo proposito  vi riporto un estratto de La soglia, dal simbolo alla società, di Lidia Zitara. In questo testo, che potrete leggere interamente sul suo sito,  l’autrice spiega i vari tipi di soglia di un giardino: labirinti, tunnel, ponti, scale ed archi. Il giardino, benché visibile a tutti alla luce del sole, è in realtà ricco di magia e mistero non meno dell'oscuro bosco (vd. post: Il bosco e la mente, ovvero il bosco nelle favole) a cominciare dalla soglia d'entrata:

Giardino di Bagnaia foto
(…) La variante più elaborata della soglia è il labirinto. Il labirinto non è una creazione esclusivamente occidentale, ma si ritrova in tutte le culture del mondo, dalle tavolette di Babilonia, ai muri di Pompei, ai circoli spiraliformi dei Celti (i cui disegni ornamentali ispirarono una sorta di variazione giardinesca del labirinto: il knot garden di epoca Tudor). In alcune culture il labirinto è considerato un sistema per allontanare e sviare gli spiriti maligni, in altre come un viaggio iniziatico. Esistono due tipi di labirinto: quello che gli inglesi chiamano “maze” e i tedeschi “irrgarten”, che è pieno di false aperture e vicoli ciechi, e il labirinto vero e proprio, che ha una sola strada tortuosa. Il labirinto più famoso della storia è quello di Cnosso a Creta, in cui Teseo uccise il Minotauro e si salvò con il filo di Arianna. Attualmente tra i più famosi c’è il labirinto di Hampton Court, datato 1690, in cui peraltro si perdono i protagonisti di “Tre uomini in barca” di Jerome K. Jerome. Il labirinto medievale spesso si modifica e diventa circolare, secondo il modello dell’Isola di Citera dell’Hypnerotomachia Poliphyli, il volume presumibilmente scritto da un tal Francesco Colonna (non si sa se un frate domenicano o il Principe romano, signore di Palestrina), che influenzò enormemente il gusto dell’epoca. Il labirinto diventa l’isola al centro di un lago, anche piccolo, e le curve del labirinto si stilizzano e si geometrizzano sempre di più, fino a diventare dei semplici viali d’accesso, come ad esempio nel giardino di Boboli o a Bagnaia. I labirinti furono poi soppiantati nel Settecento dai Parnasi, che erano dei rilievi, naturali o artificiali, da cui cogliere una vista d’insieme, come per raccogliere in un solo sguardo tutto il mondo, tutti gli oggetti di conoscenza. 
Orlando (interprete Tilda Swinton, film di Sally Potter) a sinistra mentre entra nel
labirinto del giardino; a destra  mentre esce dallo stesso labirinto trasformata nell'abito, nell'epoca e nella personalità.
 In un tipo particolare di soglia, il ponte, la caratteristica del passaggio e della transizione sono più evidenziate. Il ponte, per la sua natura spaziale di strumento di attraversamento e transizione, è ancor di più “no Man’s land”, “terra di nessuno”, è un luogo in cui solitamente si transita velocemente (anche per paura dell’altezza) come per timore di rimanere intrappolati in un mondo senza tempo. Sul ponte infatti il tempo sembra sospendersi e annullarsi, probabilmente per il fatto che è una struttura sospesa anche nello spazio. Non è un caso che nei racconti popolari di fate è più frequente che avvengano eventi insoliti e misteriosi su ponti. (…)  
Giardino in stile giapponese con l'immancabile ponte
Foto www.sxc.hu
Un altro tipo di soglia simile al ponte è la scala, che però anziché condurre da un luogo all’altro in orizzontale, lo fa in verticale. La scala è un luogo che come il ponte, viene percorso rapidamente, anche se meno rispetto a quest’ultimo, anzi non è raro fermarvisi, soprattutto ai pianerottoli, per osservare il panorama o per riprendere fiato se la si fa in salita, o per chiacchierare. 
Un altro tipo di soglia dilatata, simile al ponte, è il tunnel, che a differenza del primo, invece di essere sospeso, passa sotto terra. Il tunnel e le grotte sotterranee sono state usate sin dall’antichità come luoghi magici, in cui compiere riti propiziatori o iniziatici. I misteri Eleusini o Mitrei, connessi con la rappresentazione simbolica del ciclo stagionale e quindi della morte e della resurrezione, si svolgevano infatti in antri naturali. Il Parco di Pratolino è ricchissimo di grotte e antri dove si svolgevano riti filosofici e misterici. Le grotte e i tunnel furono poi ripresi in epoca illuminista per rappresentare un viaggio iniziatico dalle tenebre dell’ignoranza alla luce della conoscenza.

Parzialmente tratto da giardinaggioirregolare.com di Lidia Zitara. Della stessa autrice vi consiglio "Fiori e paesaggi in "Alice nel Paese delle Meraviglie" di Walt Disney

4 commenti:

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    1. Figurati, il tuo è un bellissimo sito, ti seguirò post dopo post e magari chissà, farò qualche altro "furtarello"! A presto

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  2. Veramente bello il post sui giardini di Alice, io SONO Alice e tutto cio' che riguarda quel cartone mi attrae... Quindi grazie per avermelo fatto conoscere anche cosi'!

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    1. E d'altronde un' ApeRegina senza fiori e giardini non la si può immaginare. Terrò presente che SEI Alice e se trovo qualcosa ti farò sapere, comunque il sito Giardinaggio Irregolare ha tanti altri post interessanti. Grazie

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