27 maggio 2012

Il simbolo dell'Albero e gli Uomini Verdi scolpiti nella pietra

"Non meno della effigie degli Dei, non meno dei simulacri d'oro e d'argento, 
si adoravano gli alberi maestosi delle foreste." (Plinio il Vecchio)

Foto: Kaolina V Firenze
L’albero collega la terra al cielo e come tale è considerato un simbolo assiale. Le sue radici lo tengono saldato alla terra e possono arrivare a grandi profondità, le sue foglie sono sempre rivolte al cielo in cerca della luce. Fin dalle più antiche civiltà l’uomo è rimasto colpito da questo legame, tanto che l’albero è stato protagonista nella mitologia di tutti i popoli e nella spiegazione cosmica di molti avvenimenti; l’albero “sa” cosa accade in alto e “sa”, allo stesso tempo, cosa accade negli inferi. Per la tradizione giudaico-cristiana gli alberi sono una rappresentazione dello spirito, nel paradiso terrestre vi era infatti l'albero della Vita e della Conoscenza. 
Nell’epopea di Gilgamesch, l'albero della vita dava i frutti per ottenere l'immortalità e quel frutto era chiamato "Il vecchio diventa di nuovo giovane" ciò, oltre a sottolineare il continuo nascere e morire della vita, sottolinea  una caratteristica della pianta che, anche se tagliata o apparentemente secca, spesso è capace di mettere nuovi germogli, tanto che certificare la morte di una pianta non è una constatazione immediata. Zeus era identificato con la quercia per cui molti riti e celebrazioni e, in seguito leggende, erano dedicate a questa pianta; spesso attorno ad un albero consacrato a Zeus (ma molti altri dei avevano il proprio albero) veniva innalzato un recinto sacro, un  tempio che al centro aveva l'albero. Esiodo ed Omero, con l’espressione <<discorrere della quercia e della roccia>> intendevano <<parlare dell’uomo che nasce dalla quercia e dalla roccia>>:   l'uomo discende dalla  pietra sacra (simbolo della vita statica, la Terra) e dall'albero primordiale (soggetto a cicli di vita e di morte, ma anche dotato del potere di perpetua rigenerazione; aspetto dinamico della vita).  Abbiamo molti miti in cui la Dea Madre partorisce un figlio senza padre, un figlio che è posto sulla terra per aiutare l'umanità nei suoi bisogni, per alcuni miti questo figlio è proprio l’albero.   
Il nome “Uomini Verdi” risale al 1939, da quando Lady Raglan pubblicò un suo articolo “Gli uomini verdi nelle strutture della Chiese” soffermandosi sulle immagini dei volti coperti di foglie che abbellivano le chiese inglesi.  In molte versioni le foglie escono dalle aperture del volto: naso, bocca orecchie, come se la pianta sia interna all’uomo (Terra) ed uscisse attraverso queste aperture  all’esterno a cercare la luce. Questa misteriosa figura si trova in migliaia di immagini scolpite nelle chiese, nelle cattedrali e nei luoghi sacri, principalmente in Europa, ma si trovano molto esempi un po’ in tutto il mondo. Una faccia maschile, dalla quale germoglia fogliame, che diventa essa stessa fogliame, o che dal fogliame spunta. Per quanto riguarda la sua presenza in Europa è forse nella Cappella di Rosslyn, nelle vicinanze di Edimburgo, dove troviamo il più alto numero (circa un centinaio) di Uomini Verdi: alcuni hanno interpretato il fogliame che esce dalla loro bocca come fosse il Frutto del Bene e del Male. Legata a questa interpretazione di elargitori del Bene e del Male è la leggenda di Robin Hood che, vestito completamente di verde, si mostrava cattivo con i ricchi e, al contrario, gentile con i poveri ai quali distribuiva ciò che aveva tolto ai ricchi.  
Uomo Verde all'interno della Cappella Rosslyn
Le possiamo trovare sparse tra il fogliame, in mezzo ai capitelli delle colonne, perfino negli spazi più inaspettati, sono lì che sembrano scrutarci, nascosti tra il fogliame, senza espressione. Consapevoli della natura e della sua origine divina osservano da ogni punto per poter forse “proteggere” il tutto. Non hanno il corpo, non è necessario: non si devono muovere sono figure statiche, solo il volto e gli occhi sono necessari per il loro compito. Sono forse lo spirito del tutto, della Natura. Nelle credenze pagane questa figura rappresenta l’unità dell’essere umano con la Natura ed è simbolo di fertilità; la versione maschile della Madre Terra. Una Cappella immersa nel verde scozzese che riproduce l’ambiente floristico circostante come a mimetizzarsi con il territorio, archetipo che incanala e rinforza un'attitudine mentale di simpatia e simbiosi per, e con, la natura. 

Nessun commento:

Posta un commento