Dove va il Sole a mezzanotte?

A zig - zag tra i fiordi mi dirigevo a Capo Nord, “devo vedere il sole a mezzanotte, circondarmi di acqua.”
L'unico essere vivente, a parte i pochi turisti che erano con me, fu un'orca che passò sgusciando agilmente sotto il rompighiaccio.
Faceva freddo e dalle vicine cascate arrivavano spilli ghiacciati a bucarmi il viso.  Ciononostante rimasi appoggiata alla balaustra della nave e continuai ad inebriarmi di freddo, di acqua e di blu.
Cercavo di sentire se quel mare racchiuso tra i fiordi avesse un rumore che mi riportasse alla mente il suono dell’unico mare che avevo conosciuto, quello più libero e salato.
Ascolta, diceva a me stessa: questo non fa lo stesso rumore, non ti ottura le orecchie senza permettermi di identificare ogni singola eco da collegare al proprio movimento d'origine. Il mare del Nord grazie all'altitudine che sembra acuire l'udito, ti permette di percepire ogni suo movimento a cui appartiene il rispettivo suono.
Senti come il fragore della cascata, altissima, rimbomba nell'incavo del fiordo e il frastuono dello scroscio dell'acqua si confonde con la sua stessa eco che in quei fiordi prende forma. Anche l'onda che batte sulla sponda ghiacciata non è la stessa onda del mare che si riversa su se stessa ma, più lenta, più sinuosa, aderisce alle pareti da lei levigate e ondulate poi, si ritrae donando un rinnovato strato di luce. Ma il suono più bello è quello del ghiacciaio che si sta spaccando.
Pensavo ai miei quadri: l'effetto dell'acqua che ondulava il colore come si rendeva? e le cascate formate da una miriade di stalattiti in fuga ?
Destinata a sentire più fortemente di altri l'ansia della monotonia, ho sempre amato e forse invidiato l'incostanza dell'acqua.
Tramonto norvegese, courtesy by Hokki 
Salii sul ponte e così lo vidi: lì davanti fermo e tremolante come un mollusco sul buio fondale del mare circondato da alghe flessuose.
Sembrava lo avessimo scovato di nascosto, sorpreso alle spalle. Guardavo il sole e mi sembrava come di averlo scovato nell'intimità della sua casa, della sua tuta slavata, intento a cuocersi un uovo al tegamino da mandare giù senza compagnia seduto ad una tavola senza tovaglia. I flashes si accanirono su di lui come su una vecchia attrice violata nella sua privacy di ex - bella. Basta andiamo via, è sufficiente quello che abbiamo visto, lasciamolo in pace, stavamo uccidendo la sua meritata solitudine.
Avevo scoperto dove stava di casa il sole e questo mi rendeva  triste.
E' sufficiente trovarsi a Capo Nord per vedere umiliata la grandezza del sole. Non mi è mai piaciuto il sole, per non dire che lo detesto, ma in quel momento quel mollusco cangiante mi fece compassione.
- Su ora dormi ché è buio.-
- E il sole dove dorme?-
- Lui non dorme mai, poverino.-
- E che fa?-
- Va a svegliare altri bambini per mandarli all'asilo.-
- Vanno all'asilo quando io dormo?-
- Certo, perché quando qui è buio da loro c'è il sole, quando tu vai a letto loro si alzano e quando vanno a letto loro ti alzi te.-
Vivevamo a turni quindi.
Pensai che fosse stato tutto un inganno e che in verità, dopo una giornata di lavoro, il sole si rifugiasse quassù a casa sua, umile come nessun altro.

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