La scarpetta di Cenerentola

Smemorina trasforma la zucca in carrozza. 
I topolini, intanto, aspettano di essere trasformati in cavalli.
Fiaba di grandi e continue trasformazioni: topi che diventano cavalli, zucche che diventano carrozze, vestiti sporchi e laceri che diventano, con la dovuta magia, vesti preziose e ricamate. E la cenere che circonda la vita di Cenerentola diventa polvere magica che esce dalla bacchetta della fata Smemorina (in Walt Disney), come dire: cenere sei e polvere magica diventerai! Già Cenerentola ha in sé questa magia, quella di vedere la sua vita misera e umiliata con una luce che trasforma ogni elemento che la circonda, riversando amore nei confronti degli animali di casa o stringendo amicizia con una capretta che la salverà, dando la vita per lei; ha la capacità di vedere oltre l’apparenza, trasformando il “metallo vile” in oro. A questo punto c’è da dire che nella versione dei Grimm la scarpetta, che è passata alla storia come scarpetta di cristallo, fosse in realtà (la realtà dei Grimm) d’oro, il metallo che gli alchimisti cercavano di riprodurre partendo da metalli meno nobili. Forte in Cenerentola il contrasto tra reale e ideale, giorno e notte (la notte è il momento dell’incantesimo che rende possibile l’ideale che non consiste solamente di scarpette di cristallo o oro e vestiti preziosi ma è soprattutto la luce e la bellezza interiore di Cenerentola, la sua vera essenza, che nell’incantesimo della notte si realizza).Il termine scarpa deriva  dal latino, "scalpere", incidere, verbo affine a "sculpere", scolpire. Un oggetto dalla forma scolpita che prende la forma del piede che la calza. La scarpetta di Cenerentola no, che sia d’oro, come quella dei Grimm, o di cristallo, come nella versione più nota di Perrault, ha una forma propria e non modificabile, tanto è vero che può indossarla solo Cenerentola, non si adatta a nessun altro piede: è stata creata per lei perchè solo lei ha le caratteristiche morali per indossarla. Definita scarpetta o scarpina come per sminuire il suo aspetto per mettere in luce il materiale con cui è fatta, oro o cristallo, questo conta: non la forma ma la sostanza, perchè la sostanza rispecchia l’animo di Cenerentola, trasparente e puro come il cristallo, prezioso e nobile come l’oro. I piedi di Cenerentola poggiano su questi elementi nobili, come dire che il territorio, l’ambiente naturale di Cenerentola è nobile. La cattiveria d’animo di Genoveffa e Anastasia, le sorellastre di Cenerentola, non potranno mai indossare tale scarpetta. Perraul sceglie il cristallo, simbolo di luce, secondo gli antichi Greci paragonabile al ghiaccio dalle caratteristiche lunari; i fratelli Grimm scelgono l’oro, simbolo anch’esso di luce, di fuoco e del sole. La luce è comune ad entrambi, il Sole e la Luna sono opposti ma, come abbiamo precedentemente detto, la vera luce interiore di Cenerentola si realizza di notte e termina con la mezzanotte che segna l’arrivo di un nuovo giorno. Oggi le scarpe sono rilegate ad accessori ma in realtà sono il vestito del piede, lo avvolgono e ne prendono la forma, osservando un paio di scarpe usate si può vedere come la persona cammina, quanto cammina, quale sia la sua postura (di conseguenza anche la maggiore o minore timidezza o introversione). Così la scarpa sembra essere un po' la caricatura di chi la indossa.
Vedi il post Le scarpe nelle fiabe sul blog Fiabe in analisi
La storia illustrata di Cenerentola su Fiabe in analisi - la Galleria delle Fiabe


 «Si può vedere nel dipinto delle scarpe di Van Gogh la rappresentazione 
di un oggetto vissuto dall'artista come una parte importante di se stesso, 
un oggetto nel quale il pittore si osserva come in uno specchio» Meyer Schapiro


12 commenti:

  1. C'è anche chi ha sostenuto che la scarpetta di Perrault in realtà fosse di "vaio" ("vair" e diventata di cristallo, "verre", per un errore di traduzione dal francese). Ne ho parlato in questo post (http://tamerici-romina.blogspot.com/2012/01/italo-calvino-e-lopera-sulla-fiaba.html) se ti va di dare un'occhiata. La scarpina poi è nota con questo diminutivo perché la versione originale di Cenerentola è cinese e in molte culture orientali il piede piccolo è simbolo di bellezza. Le varie versioni di Cenerentola nel mondo sono curiosissime anche per via delle diverse calzature fatte indossare alla protagonista. Se sei interessata al tema ti consiglio "Cenerentola raccontata nel mondo" e "Le altre Cenerentole".
    Bel post, davvero interessante! Complimenti!

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    1. Grazie per i consigli, leggerò sicuramente i libri che mi hai consigliato, la favola di Cenerentola, l'ho scoperta di recente, è ricca di interpretazioni.

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  2. Bellissima questa analisi di Cenerentola!
    Non sapevo che la scarpetta dei Grimm fosse fatta d'oro e che la versione di cristallo fosse quella di Perrault.
    Non avevo mai riflettuto sul valore della scarpetta. Adesso conosco una riflessione in più su questa bella fiaba.

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    1. Ciao Sofia Stella, in effetti ho notato che anche a te piace "rivisitare" le favole. Anch'io avevo cominciato così: cambiando il finale o il carattere dei personaggi (in questo blog ho un post "Che fine ha fatto Cappuccetto Rosso" dove ho cambiato la trama)poi, con il tempo, ho cominciato a dedicarmi all'analisi e a leggere tra le righe; conntinuiamo questo viaggio nella scrittura e vediamo dove andremo. A presto

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  3. Bellissimo post. Veramente...bravo. Certo, cinese o non cinese, ad un piede di una ragazza che porta il 45, non possiamo mettere la...scarpina e con un piede di quelle dimensioni, non possiamo parlare di ragazza...fine, carina, ecc.
    A parte tutto, veramente un post interessante e ben fatto. Continua così!
    yo.

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    1. Dipende...se è nobile d'animo come Cenerentola la potrà indossare sicuramente. Un 45!? Sarà alta spero...Grazie

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  4. In una delle varie e numerose versioni - circa 700!!!! - le sorellastre si tagliano alluce e calcagno per far entrare la scarpina.
    In un' altra versikne i corvi, alla fine, beccano via gli occhi alle sorellastre per punirle della loro invidia! Se ti interessa c' e' "Il mondo incantato" di Bruno Bettelheim, molto istruttivo che analizza molte fiabe!

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    1. Grazie ApeRegina e soprattutto benvenuta nel blog! La versione in cui le sorellastre si tagliano alluce e calcagno mi piace, soprattutto descritta in un film in modo grottesco e comico. Sì il libro di Bettelheim è nella lista "della spesa" appena terminerò i 2 libri che ho in lettura.

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  5. E' davvero molto bello.... Come mai, se posso chiederlo, questo interesse per le favole?

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    1. Grazie davvero. Ho iniziato ieri a leggere il libro di Bettelheim che mi ha fatto venire in mente qualche idea per altri post. Perchè mi interessano le favole? Forse perchè da piccola quando vedevo volar via i palloncini mi chiedevo dove andassero e che vita avrebbero continuato ad avere; o forse perchè ho sempre avuto "il vizio" di leggere tra le righe; forse perchè mi sono sempre chiesta come mai la bacchetta magica non fosse magica per tutti ma solo, in modo selettivo, per alcuni (per farla breve: ero una piccola rompiscatole che non si accontentava delle spiegazioni che le davano). Fino a qualche anno fa mi interessava molto l'interpretazione psicologica delle favole poi ultimamente, mi sembra di vederci spiegazioni più legate ai simboli a quelli che Jung chiama archetipi, come se nel nostro DNA ci fosse qualcosa che risale a milioni di anni e ce lo portiamo sempre dietro o dentro. Mah, chissà un giorno cosa ci vedrò in una favola! Ne approfitto per dirti che mi piace molto quello che scrivi, soprattutto, come scrivi, per ritmo e forma.

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  6. Ti ringrazio molto, alcuni blog - diceva una mia amica -nascono per essere scritti, come sfogo, un diario personale... Altri blog nascono per essere letti, anche se trattano di argomenti piu' o meno leggeri hanno un bello stile, vivace, intrigante, ironico... Vorrei provare a fare cio', ho gia' avuto il blog diarietto.... Passa quando vuoi e passo anche io a scoprire altre favole :-) ah, adoro Jung e anche io ero una rompiscatole... Il lupo di Cappuccetto Rosso divevtava vegetariano, lerche' non sopportavo l' idea che morisse...

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    1. Allora, quando ti va, puoi leggere, sempre qui nel blog, la mia versione di Cappuccetto Rosso "Che fine a fatto Cappuccetto Rosso?" (ti anticipo solo che crea un'alleanza con Pippi Calzelunghe).

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