La conchiglia di San Giacomo e di Venere del Botticelli

Quante volte abbiamo appoggiato l’orecchio ad una conchiglia per “ascoltare” il mare e lo abbiamo sentito andare e venire e anche, a volte, un po’ agitato. Abbiamo pensato fosse tutto il mare che la conchiglia aveva assorbito, tutto il mare da cui era stata attraversata e che la conchiglia aveva lasciato passare. Per questo è stata associata a simbolo dell’accoglienza. Ma quando si chiude, difficile aprirla, con la sua forza tiene sigillato il suono del mare: accoglienza ma anche prigione. Se facciamo qualcosa da bambini che ci dà curiosità e poi lo ricordiamo per tutta la vita, una qualche verità quel gesto la deve avere. La conchiglia è da prima custode di cibo: il mollusco nutriente, ricco di proprietà nutritive era molto apprezzato da chi viveva vicino al mare o dagli stessi pescatori che lo consumavano crudo. Dopodiché diventava un oggetto utile per molti scopi: se forato o soffiandoci era uno strumento musicale, un richiamo simile al corno, si potevano legare insieme e formare dei sonagli, monili o collane fino a veri e propri amuleti.
Pecten jacobaeus, noto come capasanta, 
o conchiglia di San Giacomo
In particolare una specie di conchiglia, la Capasanta per via della sua forma a ventaglio, simile ai raggi del Sole, divenne un simbolo assai diffuso. Simile al sole, divenne emblema del Pellegrinaggio a Compostela (Campus Stellae, “il campo della stella” o "il luogo della stella”), proprio perché la cattedrale di Santiago sorge dove una stella apparve in cielo ad indicare il luogo in cui si trovavano le spoglie di San Giacomo. La sua forma a ventaglio, formato da coste che dalla parte più ampia si riuniscono alla base, fa pensare al percorso solitario di ciascun uomo (il pellegrino) che converge verso una stessa meta comune (il Santuario). Fin dal Medioevo, epoca di grandi pellegrinaggi, molti pellegrini proseguivano il viaggio oltre Compostela fino nel Finisterre (“dove finisce la terra”) sull’Oceano Atlantico, oltre non c’era niente. Qui tramontava il sole, terminava la Terra e terminava anche il viaggio del pellegrino, una fine tangibile, evidente. Era come guardare in faccia la morte o l’eternità. Qui raccoglievano le conchiglie e le portavano a casa come augurio e a dimostrazione che il loro pellegrinaggio era realmente avvenuto e che una stella l’avevano raggiunta.
In una capasanta rovesciata Botticelli ha dipinto la Nascita di Venere,
riprendendo il mito secondo cui Venere era nata da una conchiglia
fecondata alla schiuma del mare al largo di Cipro.
Per Approfondimenti vi consiglio il post Afrodide Anadiomene sul blog Farfalle eterne

5 commenti:

  1. Ciao, sono una tua follower. Ho scoperto per caso il tuo blog e mi piacciono i tuoi post sia per i contenuti sia per come scrivi.
    La Venere che nasce dall'acqua e trasportata viene chiamata Venere Anadiomene che vuol dire appunto "l'emergente"
    Il dipinto botticelliano è il più famoso, ma ci sono altri dipinti che la raffigurano dopo la sua nascita mentre viene trasportata da una conchiglia:
    http://www.almacattleya.blogspot.it/2011/08/afrodite-anadiomene.html
    Questo è un post che realizzai tempo fa e mi piacerebbe che tu lo visitassi.
    Ciao!!!

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  2. Grazie AlmaCattleya anch'io seguo il tuo blog e i tuoi racconti attraverso i quadri sono davvero interessanti, mi piacciono molto. Il post su Afrodite-Anadiomene sono andata a vederlo adesso e metterò un link da questo post. Ciao a presto

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  3. Le conchiglie sono davvero affascinanti, anche se io non amo molto il mare. Il post è curioso e originale e ora mi è venuta voglia di curiosare anche nel blog di AlmaCattleya. Grazie, a presto!

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  4. Anch'io non amo il mare, soprattutto d'estate. Sono certa che il blog di AlmaCattleya ti piacerà.

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