Bambole russe e giapponesi: Matrioske e Kokeshi

Il Seme all'interno della Madre
Fukuruma, Giappone, 1890
La matrioska (la tradizionale bambola di legno made in Russia) è formata da una bambola, detta madre, che contiene un’altra bambola più giovane che a sua volta ne contiene un’altra più piccola e così fino ad arrivare, nelle versioni tradizionali, a 8 bamboline di legno, l’ultima molto piccola, non si apre e non contiene nessuno, è detta: il seme. Eppure, a pensarci bene, il seme contiene il tutto. Viste al contrario, dalla più piccola alla più grande, si ha la crescita, ossia il seme diventa, passando a dimensioni sempre maggiori, la più grande. Le Matrioske sono bambole russe, risalenti alla seconda metà del 1800. Pare che l'imprenditore Savva Mamontov (collezionista di giocattoli)  abbia acquistato delle bambole di legno giapponesi che rappresentavano il saggio monaco buddista Fukuruma, dentro c’erano quattro personaggi racchiusi uno nell'altro. Da qui l'idea di realizzare la prima Matrioska, composta da otto pezzi, realizzata nella città di Sergiev-Posad dall’artista Serghej Maljutin.
Bambole Kokeshi
Per la loro origine nipponica sono state spesso ritenute una derivazione delle bambole di legno giapponesi chiamate Kokeshi. Queste, in realtà, non hanno caratteristiche culturali simili alle matrioske, a parte che sono realizzate con il legno e dipinte; sembra che il nome kokeshi significhi letteralmente "senza il bambino", ossia erano probabilmente donate  quando moriva un bambino, alla madre. Forse "sostituivano" quei bambini che venivano uccisi volontariamente dai genitori, ne rappresentavano lo spirito; fino all’epoca Meiji (periodo del Regno Illuminato 1868 - 1912), in Giappone era consentito “abbandonare” un figlio indesiderato agli spiriti delle foreste perché potessero avere una vita migliore. La maggior parte delle kokeshi hanno caratteristiche femminili in quanto erano proprio le bambine ad essere le prime vittime.


Per Approfondimenti: Dimaco's matrioska

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