1 aprile 2012

Salita al Calvario, Bosch

La Salita al Calvario, 1490 (Bosch Vienna)
Fronte: Salita al Calvario Retro: Fanciullo nudo che gioca
Hieronymus Bosch, 1490 (olio su tavola 57,2×32 cm)
Questa tavola ha un retro, ossia c’è un dipinto nella parte frontale: Salita al Calvario e un dipinto sul retro, un bambino che gioca con una girandola e un girello. Le due immagini sono fortemente contrastanti, folla violenta, dolore e grida (che non sentiamo ma ci sono) nel primo quadro; un solo essere umano, nudo e quindi innocente e solo, nel secondo. E’ solo e ci chiediamo: è il Cristo che poi rivediamo dipinto nel Calvario? E’ uno degli appartenenti alla folla, un adulto violento, è uno dei ladroni? Se si tratta di Cristo, i giochi potrebbero essere letti come prefigurazioni degli strumenti della Passione: il legno della croce, la lancia di Longino, i tre chiodi. Potrebbe essere il simbolo dell’infanzia che ha un mondo ideale ed essenziale in contrasto con la caduta dell’essere umano, individui in guerra l’uno con l’altro; una schiera di uomini feroci, superstiziosi, fanatici che insieme portano alla morte un loro simile. Chi di loro sia il bambino in fondo è facile saperlo, tutti sono stati quel bambino. La parte superiore del dipinto è occupata dal Cristo e dalla folla; il viaggio verso la morte è indicato dal rospo sopra lo scudo: il rospo, in quanto animale anfibio, è capace di vivere nell’elemento “acqua” e  nell’elemento “terra”, quindi in senso esoterico è ritenuto capace di attraversare la soglia tra i due mondi della vita e della morte. Nascosto nella terra, luogo delle tenebre e degli inferi, è legato al demonio e alla morte. Nella parte inferiore: guardie, soldati, i due ladroni e un prete, queste figure non sono “folla” indistinta ma, a differenza dei protagonisti del piano superiore del quadro, ricoprono ruoli nella società del tempo o hanno comunque un’identità. 


Salita al Calvario (Madrid)
(olio su tavola 150 x 94)

La Salita al Calvario (Bosch Madrid) 
Anche per questa tavola, come per la maggior parte delle opere di Bosch (che di solito non firmava e non datava le sue opere), la datazione è incerta; per alcuni studiosi si tratta di un'opera giovanile (1475-1480), per altri risalirebbe all’età matura (1505-1507), analisi recenti la ritengono posteriore al 1498. In primo piano il volto di Cristo che fissa “oltre il dipinto” quasi rassegnato. Sullo sfondo, su un prato illuminato ci sono le figure di Maria e Giovanni, sulle loro teste un cielo scuro e minaccioso che circonda le mura di Gerusalemme. Opera intermedia tra La Salita al Calvario di Vienna e La Salita al Calvario di Gand.






La Salita al Calvario (Gand) 
(olio su tavola 76,7x83,5 cm)
Salita al Calvario - Gand - (o Cristo portacroce). In questo caso, non solo la datazione, ma anche l’attribuzione a Bosch è dubbia, potrebbe infatti trattarsi di un’opera realizzata da un imitatore di Bosch. La Veronica e Cristo hanno gli occhi chiusi, come estranei alla visione della malvagità umana che li circonda, mentre gli occhi di Disma (il nome del buon ladrone, nell’angolo in alto a destra) sono quasi chiusi, forse perché si sta confessando ad un prete ed è ormai liberato dai peccati che ha commesso - e già più vicino a Gesù - mentre ancora nel peccato sono gli uomini che lo circondano. Il ladrone non pentito è invece (nell’angolo in basso a destra) intento a difendersi dagli attacchi di tre uomini. E’ una tavola di 18 teste più la testa di Gesù ritratta nel velo che tiene la Veronica. 



3 commenti:

  1. Non conoscevo questo quadro di Bosch, ma come al solito sono lieta di aver imparato qualcosa di nuovo! Grazie!

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  2. Vedrai che prima o poi, penso prima che poi, troverai un altri post sui un quadri di Bosch, ci sono troppi simboli perchè me li lasci sfuggire! Grazie Romina per il commento.

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