Peter Pan, storia tragica di bambini perduti

Non so se avete mai visto la mappa della mente di una persona. Talvolta i dottori disegnano mappe…ma provate a sorprenderli mentre cercano di disegnare la mappa della mente di un bambino, che non solo è confusa, ma continua a girare intorno per tutto il tempo! “Non ho una madre” disse Peter. Non solo non aveva una madre, ma non aveva il minimo desiderio di averne una. Pensava che fossero persone sopravvalutate. Wendy, tuttavia, sentì subito odore di tragedia.
J. Barrie, Peter e Wendy

Statua di Peter Pan
realizzata da 
George Frampton

Quando, il 1° maggio del 1912, fu presentata la statua di Peter Pan nei Giardini di Kensington, come omaggio al personaggio fiabesco, il suo autore James Matthew Barrie commentò: "Non vi traspare il demone che è in Peter". E chi, meglio di lui, poteva conoscere il carattere e le dinamiche della sua creatura? Eppure il vero Peter Pan è fuggito dalle intenzioni del suo autore ed è stato interpretato in modo opposto: gioioso, gentile, difensore dei bambini condizionati dagli adulti. Aiuta i bambini scomparsi (morti) a passare nell’aldilà. Bellissimo l’episodio, dove all’interno dei giardini di Kensington trova una bambina, Maimie Mannering, l’unico essere umano oltre a lui, ma la bambina è morta e lui vuole portarla con sé. La bambina desidera vedere la madre, ma sa che se seguirà Peter Pan non potrà più vederla, Peter Pan la lascia andare e la bambina torna alla vita, dopo essere rimasta, forse per una notte, nei giardini di Kensington. Manderà in dono a Peter una capra.

Segue, aggiornato, su Fiabe in Analisi

7 commenti:

  1. Questo post è davvero bellissimo. La Walt Disney ha fatto troppi danni con il suo film d'animazioni su Peter Pan (anche se è davvero bello) all'immagine di questo personaggio. Da tempo voglio leggere il libro originale e, dopo questo post, tale desiderio si fa ancora più grande.

    P.S. Pubblicizzo il tuo post su Google+. Trovo incredibile che il tuo blog non sia commentato da tante persone. Offri davvero degli ottimi contenuti.

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    1. Grazie Romina, sì leggilo Peter Pan, ti sorprenderà. Chissà che tu non ci possa trovare un'altra chiave di lettura. E, soprattutto, grazie per la "sponsorizzazione"!

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  2. E' stata proprio Romina a condurmi fin qui perché per un personaggio del mio secondo blog mi sono ispirata a Peter Pan anzi si può ricondurre a lui anche se l'ho interpretato in un altro modo giocando con "...e se..."
    Conosco bene la storia del vero Peter Pan e ho trovato un'edizione nuova de I giardini di Kensington coi disegni di Rackham (puoi immaginare quanto ci tenga a quel libro) ed è proprio al Peter Pan demone che mi sono ispirata.
    La sua storia è davvero drammatica. Mi sono comprata anche il Peter Pan in versione teatrale perché è lì che risiede la vera storia.

    P.S.: W l'azzurrità (e grazie per aver scritto quella filastrocca)!!!

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    1. Azzurrità, che bella parola eh? Le illustrazioni di Rackham piacciono molto anche a me, anche se prima di scrivere il post ne ignoravo l'esistenza. Sono quel tipo di illustrazione che ti fa sentire dentro il contesto dell'immagine, sei lì dentro insieme ai personaggi. Andrò nel tuo secondo blog a cercare il personaggio ispirato a Peter Pan, anche a me la storia di questo bambino-demone mi ha colpito e sorpreso, considerando che la versione più conosciuta, purtroppo, è quella di Disney.

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    2. Grazie mille per i tuoi commenti. Allora dimmi, come ti è sembrato quel Peter Pan?

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    3. Il bambino demone che piange solamente quando è solo? Graficamente mi è piaciuto molto il mix tra l'aspetto infantile e l'aspetto demoniaco, nell'insieme fa tenerezza più che paura, forse è tutta la luce che lo contorna che lo rende così? Viene voglia di continuare a fissarlo (non è che ipnotizza, no?). Sai tratteggiare molto bene i personaggi. Per chi magari capita da queste parti e non sa di cosa stiamo parlando metto il link l tuo post: http://aulonia.blogspot.it/2012/06/non-avere-piu-il-nome.html
      Comunque, credo che lo rileggerò più volte perchè probabilmente ci sono molte sfumature ancor da cogliere. Non deve essere nemmeno tanto facile intrecciare le storie. Brava.

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    4. Grazie, mi fa piacere che tu dica questo. Ritorna quando vuoi.

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