1 marzo 2012

Lucio Dalla ... E se non ci sarà più gente come me voglio morire in Piazza Grande...

A Sanremo è stato un po' criticato per non essersi concesso, io invece, mentre lo guardavo accompagnare il giovane Pierdavide Carone da lontano, ne ho apprezzato la discrezione e quando alla fine dell'esibizione è sgattaiolato dietro le quinte senza farsi notare per non attirare applausi su di sè, ma lasciando l'intera scena all'altro, l'ho apprezzato ancora di più; ho pensato che se nella nostra vecchia Italia i "grandi" accompagnassero in questo modo i più giovani oggi vivremmo forse in un momento migliore, se come ha fatto Lucio Dalla venisse lasciata la scena ai giovani e non le briciole. Io ho visto questo: il concedere più che il non-concedersi. E poi la mia canzone preferita l'ha scritta lui, se avessi avuto una figlia l'avrei chiamata Futura.
Foto tratta da rockol.it

Chissà, chissà domani
su che cosa metteremo le mani
se si potrà contare ancora le onde del mare
e alzare la testa
non esser così seria, rimani
i russi, i russi gli americani
no lacrime non fermarti fino a domani
sarà stato forse un tuono
non mi meraviglio
è una notte di fuoco
dove sono le tue mani
nascerà e non avrà paura nostro figlio
e chissà come sarà lui domani
su quali strade camminerà
cosa avrà nelle sue mani.. le sue mani
si muoverà e potrà volare
nuoterà su una stella
come sei bella
e se è una femmina si chiamerà futura.
Il suo nome detto questa notte
mette già paura
sarà diversa bella come una stella
sarai tu in miniatura
ma non fermarti voglio ancora baciarti
chiudi i tuoi occhi non voltarti indietro
qui tutto il mondo sembra fatto di vetro
e sta cadendo a pezzi come un vecchio presepio.
Di più, muoviti più fretta di più, benedetta
più su, nel silenzio tra le nuvole, più su
che si arriva alla luna, si la luna
ma non è bella come te questa luna
è una sottana americana
Allora su mettendoci di fianco, più su
guida tu che sono stanco, più su
in mezzo ai razzi e a un batticuore, più su
son sicuro che c'è il sole
ma che sole è un cappello di ghiaccio
questo sole è una catena di ferro
senza amore, amore, amore, amore.
Lento lento adesso batte più lento
ciao, come stai
il tuo cuore lo sento
i tuoi occhi così belli non li ho visti mai
ma adesso non voltarti
voglio ancora guardarti
non girare la testa
dove sono le tue mani
aspettiamo che ritorni la luce
di sentire una voce
aspettiamo senza avere paura, domani.

4 commenti:

  1. Non ho proprio niente da aggiungere. Hai scritto proprio un bel post per celebrare un grande artista che ha saputo all'occorrenza anche farsi piccolo e discreto.

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  2. Sei eccezionale come al solito, Orlando. Lui era un grande. Il famoso piccolo, grande uomo. Questi sarebbero gli esempi da seguire. Ma non tutti hanno questo coraggio. Il coraggio di sapersi grandi e dare spazio a chi grande dovrà diventare. Bravo Orlando. Prima o poi, un giorno, ti incontrerò e magari ci diremo molte cose. Yo.

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  3. Non è mai stato tra i miei cantautori preferiti, ma lo rispetto e riconosco la sua classe. Poi, io ho Bologna nel cuore e nell'anima...

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    1. ...quindi i vostri cuori avevano qualcosa in comune, mica poco!

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