31 marzo 2012

Il Volto di Cristo (la Veronica) e la Sindone

Veronica e il volto di Gesù 
Hans Memling, 1433
Secondo la tradizione cristiana, la Veronica è il telo con cui una donna, dal nome Veronica, asciugò il volto di Gesù durante la salita al Calvario, sul telo sarebbe rimasta impressa l’immagine del volto di Cristo. Certezze, supposizioni e ipotesi sulla figura storica e religiosa di Gesù, da sempre, affascinano indistintamente il sentimento e la ragione. Conseguentemente alla mancanza di fonti biografiche certe, si ha uno straordinario numero di leggende, aneddoti e opere artistiche che tentano di riprodurre e dare suggerimenti su quale potesse essere l'aspetto fisico di Cristo; in tempi più moderni, si è tentato, con l'aiuto della storiografia e di indagini scientifiche, di ipotizzare particolari fisici del corpo di Cristo: notevoli i risultati della "lettura" attraverso la Sacra Sindone, il lenzuolo dove è rimasta impressa l'impronta del corpo di un uomo che alcuni hanno voluto identificare con Gesù, per la caratteristica di aver subito lo stesso tipo di morte: la crocifissione. Il volto di Gesù è sicuramente l'aspetto che più è stato studiato attraverso la Sindone e le riproduzioni iconografiche; già nel Medioevo, esisteva il culto della Veronica, un velo con impresso il volto di Cristo: era adorato da migliaia di fedeli che raggiungevano Roma in occasioni dell’anno santo per pregare di fronte al velo. Alcuni ritengono che sia la stessa Veronica che oggi si trova nel comune di Manoppello (Pescara), dopo aver peregrinato attraverso Roma, Costantinopoli ed Edessa. Storicamente non esiste una testimonianza di un telo "Veronica" come quello di Roma fino al 1011. Deve essere assai probabile, perciò, che la Veronica fosse una copia d’artista della Santa Sindone che era recentemente giunta a Costantinopoli nelle sembianze dell'Immagine di Edessa, e che la Veronica (come “vera icona” delle “vere sembianze" di Gesù) sia stata inviata a Roma come regalo dell'imperatore di Bisanzio in un qualche momento verso la fine del X secolo o all'inizio dell'XI. 
Imago Pietatis del Maestro della Madonna Strauss, 1400
La tradizione, comunque, distingue un Mandylion di Edessa dalla Veronica che oggi si conserva al Vaticano. Le fonti iconografiche che riportano il volto di Gesù sono anch'esse da secoli oggetto di studio: opere pittoriche, libri di preghiera e codici miniati. Tra queste esistono le cosiddette opere acheropite, che secondo la tradizione sono considerate non opera dell'uomo ma il risultato di miracoli o dell'intervento di angeli. Fu soprattutto nel XV secolo che si diffuse presso gli artisti il bisogno di rappresentare il volto di Cristo, così come descritto nelle immagini acheropite o come alcuni avevano visto nella Veronica che, in occasione del Giubileo del 1300, fu per la prima volta, esposta ai fedeli; si sa inoltre che nel XIII secolo, l'Europa venne a conoscenza della Sacra Sindone e questo contribuì alla diffusione iconografica del volto di Cristo rappresentato su un telo. Significativo a questo proposito è il dipinto Imago pietatis con Maria e Maria Maddalena del Maestro della Madonna Strauss che, datato intorno al 1400, rappresenta Gesù Cristo accolto dal pianto e dalle cure di Maria e Maria Maddalena, appena deposto dalla croce e, al cui corpo, è legato il telo in cui era stato avvolto dove è impressa l'immagine del suo volto, mentre sullo sfondo sono raffigurate le vicende della passione di Cristo a partire dal tradimento di Giuda. 
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