6 marzo 2012

Festa delle donne: le donne nelle favole

Opera di Nadia Magnabosco

Ho fatto un giro su internet alla ricerca del tema “le donne nelle favole”, così, tanto per ricordare l’8 marzo, ho trovato per lo più analisi pessimistiche: chi ritiene che le donne siano descritte come delle stupide (Biancaneve) delle ingenue (Cappuccetto Rosso) delle recluse e sottomesse (Cenerentola) e via dicendo. Non sono d’accordo. Mi capita sempre più spesso di non essere d’accordo; da piccola non ero mai d’accordo, poi ho un po’ cambiato atteggiamento (sapete nel periodo della scuola tocca adattarsi o far finta di adattarsi) e mi sono leggermente adeguata, adesso, finalmente, con gli anni torno a non essere mai d’accordo. Chiusa la parentesi autobiografica e continuiamo il discorso "donne nelle fiabe". La fiaba è il territorio per eccellenza della donna. E’ utilizzata da quando l’essere umano ha cominciato a raccontare, per la donna; la fiaba è nata tra le donne che raccontavano al focolare alle altre donne o meglio: alle bambine. Non è vero che la donna della favola aspetta il cacciatore che la liberi o il principe che le garantisca un futuro. Cosa facevano il cacciatore e il principe prima di incontrare la donna? Niente.  Non hanno storia, un passato, spuntano nella favola all’improvviso, a volte sappiamo che arrivano da un regno vicino, già ma vicino a cosa o a chi? Vicino al luogo dove si trova la donna. Il punto di riferimento anche logistico è la donna. Ciò risale probabilmente al culto della Grande Madre, alle antiche culture matriarcali che tutte le caccie alle streghe, degli ultimi millenni, non sono riuscite a sradicare. Il culto della donna, almeno nel profondo inconscio collettivo della fiaba, esiste ancora. La donna della fiaba indossa stracci all’inizio e vestiti meravigliosi di seta e ricami alla fine della fiaba, perché spesso è l’interno femminile (ricco di sfumature, leggerezza) che emerge all’esterno. Io in Cenerentola vedo dolcezza, in Biancaneve ricerca di affetto e in Cappuccetto Rosso curiosità. Nelle fiabe questi sentimenti alla fine si trovano o si realizzano, nella realtà è più frequente non trovarli, ma perché definire stupide o sottomesse quelle che invece ci sono riuscite? Perché le donne (in internet sono molte le interpretazioni negative delle figure femminili delle fiabe scritte proprio da donne) analizzano, spesso, dal punto di vista di donne-vittime? Buona festa della donna!

1 commento:

  1. La letteratura (anche moderna) soprattutto per l'infanzia tende a sminuire la donna e relegarla alla cucina o alla torre in cui è reclusa. Non è però una questione di interpretazione quando di morfologia e contenuti della fiaba stessa... è un discorso complicato, sto facendo un corso serale su questi temi, anzi, ora vado se no arrivo tardi! Bel post, chissà che non si possa fare un bell'approfondimento! Buona festa della donna anche a te!

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