Candelora e festa dell'Orso

Se l'orso alla Candelora fa saltare la paglia (la paglia nella tana) si rientra nell'inverno. 

In Italia la festa dell’orso è ricordata e festeggiata il 2 febbraio, giorno della Candelora, a Putignano (Bari) e a Urbiano (Torino). Secondo un antico proverbio putignanese proprio il giorno della Candelora, l’orso ha la possibilità di prevedere l’andamento del clima e la
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durata dell’inverno, sulla base di una “logica carnevalesca” ossia “rovesciata”: se in quel giorno il tempo è buono, l’orso “si costruisce” il “pagliaio” per difendersi dalle imminenti intemperie, se invece è cattivo, abbandona le preoccupazioni, perché sa che il clima sarà buono. Ad Urbiano nello stesso giorno un uomo mascherato con delle pelli di orso, viene catturato e trascinato per le vie del paese. Durante il viaggio deve subire scherzi, derisioni da parte della folla; una volta "domato", viene lasciato libero di scegliere la ragazza più bella del paese con cui balla fino a conclusione della manifestazione. Tali usanze si possono interpretare come una trasposizione antropica dell'invero che, una volta incatenato e domato è offerto in ballo ad una bella ragazza (la Primavera) che in questo modo vince su di lui. Tradizione che risale nelle zone alpine dell'Europa medioevale quando, nella notte tra il 1° e il 2 di febbraio l'Orso, si risveglia dal suo letargo invernale ed osserva il cielo: se è illuminato (plenilunio) rientra nel suo giaciglio, perché l'invernata durerà ancora quaranta giorni; se invece il cielo è scuro (novilunio), allora l'Orso uscirà dal suo riparo ad annunciare l'inizio dellaprimavera. Artio (dal gallico artos cioè orso) è la dea celtica della caccia e dell'abbondanza, spesso raffigurata con le sembianze di un'orsa, ed è l’equivalente della dea greca Artemide che era anche divinità lunare. Forse è a questo
aspetto lunare che si riallacciano le feste dell’orso appena accennate. Testimonianze preistoriche del culto dell’orso si hanno grazie al ritrovamento nelle grotte di Chauvet. Qui sono state ritrovate tracce della presenza dell’orso delle caverne (estintosi intorno al 15.000 a.C.) un orso che raggiungeva i 3 metri e mezzo per un peso probabile di 600 chili. In una zona della caverna è stato ritrovato un cranio di un orso posto sopra una grande pietra (forse una sorta di altare) intorno a questo erano distribuite, a formare un cerchio, altre teste di orso. Ciò ad indicare che, se non si tratta di un culto vero e proprio, sicuramente l’orso rivestiva un grande significato per l’uomo primitivo. Ricollegabile probabilmente ai riti di iniziazione che ritroviamo nel nord Europa dove il giovane era chiamato a combattere corpo a corpo con un orso per dimostrare il suo coraggio; chi riusciva ad uccidere, colpendolo al cuore, l’orso ne acquisiva tutta la forza e il coraggio fino ad allora posseduto dall’orso. Prima di ogni battuta di caccia il cacciatore si cibava di carne di orso e beveva il suo sangue per continuare a nutrirsi del coraggio ursino. Per lo stesso motivo, in culture successive, si verificava che dei guerrieri combattessero indossando pelli di orso: acquisirne il coraggio e la ferocia e intimorire il nemico. 


Candelora, Candelora

se nevica o se plora
dell'inverno siamo fora;
ma se l'è sole o solicello
siamo sempre a mezzo inverno.

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