31 gennaio 2012

La Rosa e San Valentino

Foto PDPhoto.org

Regina dei fiori,
regina, grazia delle piante,
orgoglio dei pergolati,
rosso dei prati, occhio dei fiori,
la sua dolcezza schiude l’alito d’amore,
fiore favorito di Citera.
Saffo

“Regina dei fiori” così fu definita la rosa dalla poetessa Saffo.
Bellezza e invidia, lo sappiamo dalla mitologia e dalle favole, sono sempre insieme, ed anche nelle leggende sulla rosa abbiamo questo esempio con la dea della natura Cibele che, invidiosa della bellezza di Venere, creò la rosa per oscurarne la bellezza. La rosa nata bianca, sarebbe in seguito diventata di colore rosso per intervento della dea Afrodite: Marte, geloso dell’amore che Venere provava per Adone, si trasformò in cinghiale e uccise Adone, il suo sangue colorò le rose di rosso.
Ai Greci si deve l’espressione, poi latinizzata “in sub rosa” (sotto la rosa) per indicare un fatto segreto e misterioso. Sembra, infatti che i preparativi della battaglia decisiva condotta dai Greci contro i Persiani sia avvenuta sotto un pergolato di rose, tanto che le rose divennero il simbolo della segretezza.  L’espressione “sub rosa” si diffuse fino al Medioevo per diffondersi in tutta Europa, tant’è che per indicare che una conversazione doveva svolgersi in segreto, veniva appesa al soffitto una rosa. Nel 1500 il Papa AdrianoVI fece scolpire su tutti i confessionali una rosa.
Segreto e sconosciuto come il Paradiso che Dante, nella Divina Commedia, identifica con la “rosa mistica”.
Il viaggio spirituale di Dante raggiunge l’apice nell’ultimo canto dell’opera, nel Paradiso (dal greco “Paradeiros” ossia Giardino), che prende la forma di una grandiosa “Candida Rosa”: in forma dunque di Candida Rosa mi si mostrava la Milizia Santa, che nel suo sangue, Cristo fece sposa (Paradiso XXXI 1,24). Dove amore terreno e amore divino si fondono.
Perché la rosa è legata alla festa di San Valentino? Una ragione “vera” probabilmente non c’è ma esiste comunque una leggenda, conosciuta come la leggenda della rosa della riconciliazione che lega il dono della rosa a San Valentino.
Sembra che un giorno San Valentino, mentre si trovava nel giardino di casa nella città di Terni, sentisse passare per la strada due giovani fidanzati che litigavano, decise così di regalare ai due una rosa dicendo a entrambi  di tenere stretto il gambo della rosa, pregando che il loro amore rimanesse eterno. Poco tempo dopo i due fidanzatini si sposarono con la benedizione di San Valentino.
Iniziò così un pellegrinaggio in cui, il 14 di ogni mese coppie di fidanzati si recavano dal Santo, in seguito la festa degli innamorati fu relegata al solo 14 di febbraio, giorno della morte di San Valentino.

Il linguaggio delle rose:
Rosa rossa: passione, desiderio, vero amore.
Rose rosse e bianche: unità.
Rose rosse e gialle: solidarietà.
Rosa rosa: freschezza, tenerezza, amicizia, affetto. 
Rosa rosa pallido: gioia. 
Rosa rosa pesca: amore segreto. 
Rosa rosa scuro: gratitudine. 
Rosa bianca: silenzio, reverenza, purezza, segretezza, innocenza. 
Rosa arancione: fascino. 
Rosa borraccina: capriccio, voluttà.
Rosa canina: delicatezza, piacere, sofferenza, dolore.
Rosa cappuccina: forte sentimento. 
Rosa centofoglie: grazia, leggiadria. 
Rosa di campo: semplicità.
Rosa gallica: semplicità, letizia.
Rosa gialla: invidia, gelosia, vergogna, infedeltà, risentimento.  


PER APPROFONDIMENTI LA  ROSA NELLA LETTERATURA EUROPEA

1 commento:

  1. Perché le rose che regaliamo devono essere dispari?

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