E cammina, cammina...cadde in un sonno profondo

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Quanto camminano i protagonisti delle favole? Camminano nei sentieri dei boschi come Cappuccetto Rosso, corrono e saltano da una parte all’altra come Pinocchio o il Gatto con gli stivali; Cenerentola corre per la scalinata del palazzo del Principe, corre la sua corsa contro il tempo affinchè non scatti la mezzanotte e l’incantesimo e poter così saltare su una carrozza prima che diventi zucca. La corsa di solito allontana il personaggio dal male e lo porta a  raggiungere il bene, corre e così si crea una fuga verso un luogo migliore, un luogo simbolo di salvezza; è così per molti personaggi che fuggono da una matrigna, da un lupo, da un cacciatore o da una strega. E durante la corsa ci sono i salti e le cadute: i salti  permettono di evitare ostacoli superabili, simboli delle difficoltà della quotidianità, ma le cadute sono inevitabili, rappresentano il breve (o lungo) periodo in cui il cammino è interrotto; il momento della riflessione in cui il personaggio deve trovare il modo, la forza o il motivo per rialzarsi e continuare; la caduta è il momento anche della riflessione interiore che porta alla crescita del personaggio, la caduta prevede una spinta che può essere una spinta fisica (dei muscoli del corpo) una spinta creativa (un’idea, un’astuzia) una spinta mentale (il coraggio, un ideale). Tra le cadute, una caduta metaforica è il “cadere in sonno”. Biancaneve e la Bella addormentata nel bosco, tra le più “assonnate” cadono addormentate per l’azione di un maleficio, rappresentato dalla strega cattiva, e si risvegliano alla vita grazie ad una potenza luminosa, rappresentata dal principe. Quella della resistenza al sonno è una delle più difficili prove che protagonisti anche di miti classici devono superare nella lotta per la conquista dell’immortalità; ricordiamo Ulisse, che per essersi addormentato proprio in vista di Itaca si perde di nuovo in un vagare pieno di insidie. Il bacio del Principe ha il potere di risvegliare, e di riportare alla realtà vera della favola la protagonista che era caduta in un mondo oscuro, da dove ritorna rigenerata da un sonno ristoratore.

1 commento:

  1. Cadere in sonno, cadere nel sonno, cadere in un sonno. Tre frasi, tre significati. Ma tra le belle cose scritte, quella che colpisce e' la foto. Impronte di orme sulla battigia. Orme di un qualcosa che va verso un futuro, lontano, difficile da vedere. Impronte che vanno spensierate, ma piene di cose da fare, da dire, impronte che portano qualcuno che e' pieno di fantasie, di certezze, di idee per stravolgere il mondo, per creare libertà o il contrario di tutto ciò. Orme che si fermano e scrivono qualcosa, disegnano qualcos'altro. Ma siamo sulla spiaggia, quella più vicina al mare, all'acqua che con una piccola onda cancella tutto quello che una piccola orma aveva fantasticato, aveva creato, aveva fatto pensare a mille cose. E tutto ritorna intonso, liscio, pronto a far fare altre fantasie, che poi, con perfidia o saggezza, riporta via. Come il sonno, il mare?

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