30 ottobre 2011

Halloween come lo festeggio io. 5° Malessere della Sposa del Diavolo

E così anche quest’anno festeggerete Halloween, in onore di quel farabutto ubriacone di Jack l’irlandese che più volte si prese gioco del mio Diavolo. Quello scapestrato era in una taverna ubriaco e pronto per essere portato all’Inferno dal mio consorte, dove io già stavo preparando i tizzoni di fuoco ardente per riceverlo, quando con un inganno convinse mio marito a trasformarsi in una moneta: Jack lo afferrò e lo mise nel suo borsello accanto ad un crocifisso, cosicché – sapete quanto quaggiù temiamo i crocefissi – mio marito non fosse più capace di ritornare nelle sembianze del Diavolo; ci riuscì, certo, ma solo perché quel delinquente di Jack gli estorse la promessa che non lo avrebbe portato all’Inferno per almeno i prossimi 10 anni. Così io e mio marito ci rassegnammo ad aspettare, d’altronde nuovi arrivi qua non mancano mai, certo che Jack era conosciuto come un bravo fabbro e un buon aiutante non ci avrebbe fatto male. Alla scadenza dei 10 anni mio marito va a riprenderlo ma Jack questa volta lo esorta a salire su un melo per cogliere una mela che lui voleva come ultimo desiderio: il verme intagliò una croce sul tronco e il mio Diavolo (che, è inutile lo neghi a me stessa, a volte cade nel brutto vizio della generosità) questa volta per salvarsi gli risparmiò la dannazione eterna. Jack ne combinò di tutti i colori durante la sua vita tanto che alla sua FINE il Paradiso non lo volle: lo mandarono da noi ah, haaa vendetta! sanguinosa e perfida vendetta!
Foto www.sxc.hu
Mio marito, dentro di sé, l’avrebbe anche preso ma io, da brava sposa del Diavolo che ripete “non ti far fregare un’altra volta, coglione” riuscii a convincerlo a cacciarlo. Mio marito lo cacciò – su mia richiesta quindi, anche se la versione ufficiale della storia non mi menziona – e siccome Jack si lamentava per il freddo e il buio, il mio fin troppo generoso marito gli dette (in realtà, gli tirò) un tizzone ardente che Jack mise dentro una rapa che aveva con sé, spero che l’avesse rubata, non voglio pensare nemmeno per un istante di aver avuto a che fare con uno che aveva commesso anche una sola azione onesta. Bene se lo vedete vagare durante la notte di Halloween alla caccia di un rifugio, con la sua rapa o zucca illuminata (avrà rubato anche questa, spero) accoglietelo voi nelle vostre dimore, se amate tanto festeggiarlo.  Adesso vado a parlare un po’ con mio marito: la notte di Halloween mi piace festeggiare ricordandogli di come si è fatto fregare da quell’ubriaco di Jack, l’irlandese. Sempre a voi vicina, parola della Sposa del Diavolo.

27 ottobre 2011

La Statua della Libertà compie 125 anni

Statua della Libertà
Foto www.sunipix.com
La Statua della Libertà della Poesia di
Pio Fedi posta sulla tomba di Giovanni
Battista Niccolini
La Statua della Libertà con i suoi 93 metri si impone in tutta la sua maestosità alla foce del fiume Hudson sulla Liberty Island; fu realizzata da Frederic Auguste Bartholdi e da Gustave Eiffel (lo stesso della omonima Torre di Parigi). La Statua fu inaugurata il 28 ottobre del 1886 alla presenza dell'allora presidente americano Grover Cleveland. La “Statua della Libertà che illumina il mondo” fu una donazione della Francia agli Stati Uniti d’America per i festeggiamenti del centenario dell’indipendenza dall’impero Britannico. Ma nella storia della statua, oltre alla Francia, entra in ballo la città di Firenze che ne reclama l’ispirazione: sembra infatti che la statua della Libertà possa essere una copia della “Statua della Libertà della Poesia”, opera dello scultore Pio Fedi (1816-1892) che si trova sulla tomba di Giovanni Battista Niccolini eroe del Risorgimento italiano, nella Basilica di Santa Croce. La statua di Firenze impugna nella mano destra una catena spezzata come simbolo di schiavitù sconfitta.
Quella di New York impugna la torcia con la mano sollevata, mentre la catena si trova sotto ad un suo piede come a calpestare la schiavitù. Nella mano sinistra la statua fiorentina stringe un alloro, simbolo della poesia, mentre la statua della libertà stringe il volume della dichiarazione d'indipendenza, simbolo della libertà americana. Entrambe hanno un diadema, quella fiorentina ha 8 numero legato all’infinito, forse per l’universalità e l’eternità della poesia; quella americana ne ha 7 per simboleggiare la libertà che si irradia verso i sette mari.
AGGIORNAMENTO

Recentemente mi sono state mandate le foto di questa statua che si trova nei Paesi Bassi, dovrebbe essere opera di J.C. Casimir, scultore francese, di cui non si hanno molte notizie. Qualcuno di voi ha notizie riguardo all'autore e all'opera?


19 ottobre 2011

Il Futuro è già vecchio (documento rinvenuto nel 3400 d.C.)


Secondo censimenti effettuati intorno al 2050, gli occupati erano 1 ogni tre famiglie; i pensionati 1 ogni due famiglie; i disabili con pensione 1 ogni quattro famiglie; chi viveva di rendita 1 ogni 38 famiglie. Le famiglie senza nessun individuo con uno stipendio tendevano a cercare famiglie con almeno un pensionato o un impiegato e a fondersi; il terno al lotto di quegli anni era la famiglia benestante dove si poteva trovare il pensionato, l’impiegato. Intorno ai pensionati si reggevano enormi famiglie multiple, gli anziani tornarono ad essere i depositari della saggezza, i giovani trascorrevano ore ad ascoltare questi anziani che chiamavano il nonnino adottato. La società del tempo era quindi retta dal rincoglionimento, dall’Alzeimeher, dal tremito, dalle prostate senza orologio; il consumismo sbandierava prodotti per eliminare i capelli ingialliti, nacquero gli ostelli per l’anziano, tutti i palazzi e gli alberghi avevano ascensori, scale mobili; il verde dei semafori durava tre volte di più del rosso; le palestre erano state chiuse ai minori di 55 anni intorno al 2040, i clienti avevano una media di 76 anni, si curavano le ossa e i muscoli perché tutti potessero distinguere un rampante vecchio da un giovane flaccido e stanco. 
Il 60% delle banche erano crollate: il vecchio non garantiva l’estinzione del mutuo, ma solo di piccoli prestiti a breve scadenza. Divenne così consuetudine per i banchieri chiedere come garanzia la firma di un bambino o più, qualcuno che continuasse a pagare il debito anche dopo la morte del vecchio. Quello che successe a mia madre fu quello che accadeva abitualmente alla grande maggioranza delle ragazze. Fu chiesta in sposa da uno di questi vecchi rampanti per mettere al mondo almeno un paio di figli, mia madre, allora appena di diciotto anni, fu spinta dalla famiglia multipla dove vi era un solo stipendio per 11 persone, fu spinta appunto ad accettare il matrimonio. Io nacqui, ma nessun altro dopo di me. Quando morì mio padre io avevo 8 anni e come eredità un cavallo che correva all’ippodromo ed una casa con l’atavico mutuo appresso. In questi casi essere figli unici è davvero pesante. La legge che permetteva di rinunciare all’eredità era stata abolita su proposta di legge di un deputato che apparteneva ad una delle poche banche rimaste in piedi. Riassumendo: 8 anni, un cavallo, un mutuo; figlio unico, una mamma di 27 anni, una casa. Avevo firmato la garanzia per il mutuo a 6 anni e anche se non lo avessi fatto lo avrei ereditato. Lati positivi: la mamma era giovane e stava bene, il cavallo stava bene, la casa stava bene e anch’io godevo di ottima salute se non per quelle 4-5 allergie che comunque determinavano la norma della popolazione, tanto che nessuno le curava più. Anche il cavallo come me e la mamma era giovane. 

Frasi di Oscar Wilde

Oscar Wilde
 Avere avuto una buona educazione è un grande svantaggio. Ti esclude da tante cose.
 A tavola perdonerei chiunque. Anche i miei parenti.
 Amare sé stessi è l'inizio di un idillio che dura una vita.
 É un vero peccato che impariamo le lezioni della vita solo quando non ci servono più.
 Date alle donne occasioni adeguate ed esse possono fare tutto.
 Il poeta può sopportare tutto, tranne un errore di stampa.
 Chiunque può simpatizzare col dolore di un amico, ma solo un animo nobile riesce a simpatizzare col successo di un amico.
 Si vive in un'epoca in cui solo gli ottusi sono presi sul serio, e io vivo nel terrore di non essere frainteso.
 La società perdona spesso il delinquente, non perdona mai il sognatore.

6 ottobre 2011

Regole di bellezza per essere come spot comanda

Lui: Dio come è bella levigata sembra di plastica vera!
Lei: Che nuca liscia e delineata, dovrebbe andare in giro con 
uno specchio retrovisore sulla spalla!
Entrambi: Se solo riuscissi ancora ad aprire la bocca 
per dirle/gli qualcosa!
Foto www.sxc.hu

Levigare, stirare, appianare, rimpolpare, riempire, ristrutturare, sollevare, riformattare, stendere, assottigliare, rassodare, illuminare, tonificare, decontrarre, elasticizzare, rinvigorire, rivitalizzare, definire, attenuare, scolpire, risollevare, delineare...

...e mia nonna diceva che bastava riposare bene 8 ore; oggi le 8 ore vanno impiegate per levigare, stirare, rimpolpare, sollevare, decontrarre (decontrarre!!??) ...




Barbie, ti mollo! Ken si schiera con Greenpeace

Il manifesto ideato da Greenpeace
Ken, per voce di Greenpeace, vuole lasciare Barbie, si è accorto che la sua eterna fidanzata è insensibile ai problemi ambientali, alla salvaguardia della natura. E’ proprio vero Ken, voi uomini siete un po’tonti, lei Barbie è sempre stata una un po’ superficiale, te ne accorgi solo adesso? Vittima incosciente del consumismo: macchine, roulotte, casa a più piani, piscina, moto, cavalli, ha comprato e poi buttato via di tutto. Tutti gli sport li ha provati. Per non parlare dell’abbigliamento: nata con indosso un costume celeste ed un asciugamano da spiaggia, molto corto per la sua altezza, unico lusso un paio di enormi occhiali da sole, ha poi avuto un guardaroba di lusso, da vera star di Hollywood.
Barbie e Ken quando il loro amore
 era agli inizi e lei  si accontentava di
esibire un semplice costume intero,
 inconsapevole che sarebbe diventata
un simbolo del consumismo, della
superficialità, ed oggi,  una
"deforestatrice".
La minaccia "Ti mollo perché non esco con ragazze complici della deforestazione", è apparso su un cartellone gigante fatto calare sulla facciata della sede della Mattel a El Segundo, Los Angeles, da 6 attivisti di Greenpeace che sono stati arrestati. La Mattel è accusata di utilizzare per il packaging della Barbie e suoi accessori, carta proveniente dall'Asia Pulp and Paper, l'azienda che lavora con legnami provenienti dalla foresta pluviale indonesiana. La APP continua a radere al suolo le foreste pluviali e le torbiere dell'Indonesia, veri e propri pozzi di carbonio, con catastrofiche conseguenze per il clima, per gli animali in via di estinzione come la tigre di Sumatra, e per le comunità locali. Tra le altre aziende incriminate anche Hasbro, Disney e Lego. 
Barbie ha reagito così
alla minaccia di Ken!
Foto

Sul sito di Greenpeace c’è il video appello di Ken che annuncia di lasciare Barbie, è un Ken decisamente effemminato, con il petto depilato in bella vista; forse Ken, sarebbe il caso tu parlassi chiaramente e dicessi il vero motivo per cui vuoi lasciare quella frivola di Barbie.

Altro post: Barbie dalle stelle alle stalle

1 ottobre 2011

Tra le nuvole. si dice che ognuno di noi abbia una propria nuvola...

Il falso specchio di Magritte
Si può aspettare per anni il passaggio di una stella, un solo anno per le stelle cadenti della notte di San Lorenzo, oppure non aspettare e gustarsi il piacere di guardare le nuvole, che non si fanno attendere decenni, non danno appuntamenti certi ma arrivano continuamente, il cielo è quasi sempre provvisto di nuvole. La bellezza non eterna ma passeggera delle nuvole non è in fondo simile alla bellezza passeggera della vita? Chi non guarda in faccia le nuvole forse non guarda in faccia questa precarietà della vita e così si danna da mattina a sera senza aver mai tempo neanche per un minuto di tregua di silenzio; e le nuvole, anche se le ignoriamo, prevalgono sulla nostra testa, ci seguono e ci sfuggono, ci osservano, possono essere presenze terribili; tanto che molti quando le osservano ci vedono delle forme simili a mostri, ma poi in breve tempo anche i mostri si dipanano e si dissolvono nell’aria; tutto dura poco, anche il mostruoso, e questo dissolversi del mostro è l’ottimismo all’interno del pessimismo cosmico. 
Scientificamente ogni nuvola ha un motivo per essere lì in quel momento e in quella data forma e ciascuna ha un proprio nome, interessante per la mescolanza di scienza e fantasia è il libro Nuvolario. Principi di Nubignosia (ed. Semar 1995) di Fosco Maraini, dove nella presentazione si legge: “Gli adepti della nuvologia il cui motto è: <<Ad ognuno la propria nuvola>> sostengono che la nuvola (sorta di aureola astrale o, per dirla con i mistici sabei, <<nostro testimonio in cielo>>) è simile ad un cordone ombelicale gettato dai cieli per determinare l’Essere di ogni individuo.” Ognuno di noi ha una propria nuvola quindi, possediamo qualcosa che non si può afferrare, qualcosa che dura solo qualche istante e, anche in questo, mi torna in mente l’analogia con la vita.

Per Approfondimenti:
Le Nuvole raccontano su Nautica.it
Atlante delle Nuvole