29 giugno 2011

Mistero nella notte

Intorno un buio denso, privo di ombre. Si sentivano solo i rumori che in realtà non erano rumori, ma vibrazioni, movimenti dell’aria. Se queste vibrazioni fossero state in un castello, sarebbero state il respiro del fantasma, ovvero il respiro del castello, ma non era un castello il luogo di tale e profonda oscurità. Tutto era ermetico ai sensi, tranne che all’udito e quello che le orecchie recepivano erano solo queste lievi vibrazioni provenienti chissà da dove. Il buio rendeva più nitidi i suoni ma la paura impediva di tendere l’orecchio per capirne l’origine. Anche il tatto prese vita, ma ciò che era sensibile al tatto erano soltanto delle gambe, delle braccia, un viso, dei capelli e quelle orecchie che sole tastavano il buio. Non sapeva cosa chiedersi, cosa rispondersi ma era certo che qualcosa stava accadendo. Quando toccò i piedi, sospesi in aria al di sopra della testa, si spaventò: lui era il mostro, e suoi erano i respiri, le vibrazioni ? All’improvviso anche il senso della voce si destò, cominciò ad urlare. Si sentì sbattere una porta, passi che correvano, una fiammata di luce illuminò la stanza. Era la sua prima notte nella culla.

22 giugno 2011

Anche il cielo stellato finirà ... disse Giuseppe Ungaretti

Foto www.sxc.hu
Cadranno. Eppure hanno fascino perché resistono: gli uomini in equilibrio, la Torre di Pisa, un piccolo bonsai con un grande frutto.Da piccoli o da grandi un po’ giocherelloni, costruivamo le casette con le carte da gioco, a volte riuscivamo a costruire piccoli villaggi; c’era sempre qualcuno, che mentre noi trattenevamo il fiato, passando dava una spinta al tavolo e faceva crollare il nostro lavoro e così l’attenzione andava su di lui che faceva crollare il tutto, mica su chi aveva resistito e operato per costruire il suo piccolo villaggio. I villaggi cadono, ma i  costruttori rimangono. Coltiveranno bonsai che daranno grandi frutti e ci sarà chi taglierà il frutto. Ma i  costruttori dopo aver perso il villaggio e poi anche il frutto troveranno qualcosa d’altro da costruire, perché chi nasce costruttore lo sarà per sempre e chi nasce demolitore lo sarà per sempre.

Chiuso tra cose mortali
(anche il cielo stellato finirà)
perché bramo Dio?

13 giugno 2011

Punti di vista... o legge di Natura

Foto http://www.pdphoto.org/
Chi è indifeso non viene difeso,
viene mangiato.
E' così per gli animali
E' così per gli uomini

12 giugno 2011

Nel centro della Terra

L'uscita dalla caverna
Foto di www.sxc.hu
Attraverso un messaggio cifrato, scritto in caratteri runici, il Professor Otto Lidenbrock intraprende insieme al nipote Axel, esperto di mineralogia, un viaggio verso il centro della terra. In base al messaggio il centro della Terra può essere raggiunto attraverso il vulcano Snæffels in Islanda. Il manoscritto è opera dell’alchimista islandese Arne Saknussemm, vissuto nel XVI secolo. Questi dopo aver compiuto il viaggio avrebbe lasciato dei segni nelle viscere della terra per agevolare il viaggio ai suoi intraprendenti successori. Il professore e il nipote Axel arrivano al cratere Jökull, segnalato dall’ombra dello Snæffels il 22 giugno, giorno del solstizio d'estate. Percorrendo le oscure cavità sotterranee i protagonisti si imbattono in avventure e molti oggetti preziosi come resti di animali preistorici o rari minerali. I viaggiatori arrivano poi in una grande caverna che corrisponderebbe al centro della Terra. Qui si trovano davanti ad un mare detto il mare Lidenbrock che attraversano con una zattera; dopo tanti giorni di navigazione arrivano finalmente alla riva, ma non la riva opposta, ma bensì quella di partenza (in seguito scopriranno che la bussola era impazzita e che il mare era in effetti stato attraversato). Cominciano a visitare la riva, dove trovano piante di dimensioni enormi ed un essere umano gigante. Trovano finalmente anche le tracce di Saknussemm, il primo esploratore del centro della terra, ma il passaggio indicato da Saknussemn è bloccato da una frana. Cercano di farsi largo provocando un'esplosione che li getta dentro un vulcano in eruzione. Risalgono le cavità terrestri attraverso un condotto del magma e si ritrovano alle pendici dello Stromboli. Da qui riprenderanno la strada per Amburgo

10 giugno 2011

Palloncini

Ciao palloncino di nessuno, da quale mano sei sfuggito o per sfida ti ha lasciato andar via? Chi ha allentato la presa e non è riuscito a riafferrarti? A volte diamo la colpa al vento, talvolta ad un incidente, uno ti urta, allenti la presa e il filo ti sfugge trascinato dal palloncino pieno di vita; ma non è il vento, non è il caso che ti strappa ciò che poco prima tenevi per mano. E' la sbadataggine per cui non contrasti il vento, non previeni l'urto, è la sbadataggine di aver preferito dimenticare che nessuno è sostituibile, lo tenevi, ti è sfuggito, ti mancherà per sempre. Puoi anche immaginarlo nel paese della vita eterna se ti fa piacere, se vuoi continuare a non pensare, ma non lo vedrai mai più per quanto tu strizzi gli occhi per concentrarli sulle pupille che vedono ciò che possono.
Mai più quel filo, mai più quel colore, quell'ondeggiare al vento osservato con ansia: un filo legato alla buona alla vita di un altro.


Sculture con i palloncini http://www.allegrabrigata.info/sculture_palloncini.htm

8 giugno 2011

MALESSERE della Sposa del Diavolo (Mucche pazze, aviaria...)


La luna calante si porta via le mie energie, la luna piena mi rende folle. E non pensiate mi vesta di nero come la notte, no io mi vesto di rosso come il sangue che sgorga dal cuore.
1° Malessere

Abbiamo fatto strage di mucche pazze; abbiamo fatto strage di polli con l’aviaria; la suina chi ce l’aveva? i suini o le persone? Che poi era una bufala (ma mica la mozzarella? No, dai non vi ricordate? quella era blu!). Poi addosso ai cetrioli che marciti a tonnellate sono risultati innocenti e via a scagliarsi contro i teneri germogli di soia che però sono anche loro risultati innocenti. Per poi ritornare colpevoli. Come nei processi in TV tutti colpevoli poi tutti innocenti. Date retta a me, che ho affrontato 2 secoli, la sera spegnete la televisione, spegnete la luce e accendete le candele, leggete un libro, o scrivete, o pensate, o fate quello che vi pare a lume di candela, sarete assaliti dalla vera paura, non quella della televisione. La vostra dentro. Coltivate le vostre vere paure, sarete più forti per affrontare l’Inferno. Ve lo dico io che sono la Sposa del diavolo.

[…]

<<Che isole son quelle, bianche come neve?>>
<<Sono il Paradiso che non potremo mai vedere>>
<<Che isole son quelle, nere di carbone?>>
<<Sono l'Inferno dove andremo insieme>>

Così il veliero cominciò a vacillare
come se un mostro lo tirasse in fondo al mare
tre volte girò nel gorgo scuro
tre volte girò poi sparì nel buio

La sposa del diavolo (di Massimo Bubola)
Testo completo

7 giugno 2011

Davanti allo specchio (prima parte)

Sarò forse presuntuoso ma il mio specchio mi calunnia. (Gesualdo Bufalino)
Gli specchi farebbero bene a riflettere prima di rimandarci la nostra immagine. (Jean Cocteau)

1. Riproduzione Vietata di Magritte    
2. La Strega di Biancaneve      
3.La Maddalena Penitente di Georges de La Tour
In queste immagini lo specchio è il mezzo per conoscere il proprio volto e la propria identità.
Nella foto n. 1 Magritte di fronte ad uno specchio che non riflette il volto ma la nuca; il volto non si può riprodurre, ma il libro che si trova davanti allo specchio invece sì, l'oggetto inanimato viene riflesso in modo esatto. La strega Grimilde della favola di Biancaneve cerca nello specchio la sua parte cattiva. Nell'immagine n. 3 la Maddalena chiusa in una stanza quasi buia, sulle ginocchia un teschio, guarda nello specchio a cercare un’anima, sullo specchio si riflette la fiamma della candela, la sua anima?

1. Venere allo Specchio di Velasquez 2.L'ultima occhiata di

Zandomeneghi 3.La Coiffure di Picasso 4.Donna allo Specchio di Bellini

In queste immagini lo specchio è invece simbolo di vanità. La verifica della propria bellezza, la ricerca della corrispondenza tra un ideale e quello che lo specchio riflette. Dopo i secoli del Medioevo in cui il corpo era stato nascosto e associato spesso a simbolo del male terreno, finalmente il corpo si rivela e lo specchio è lì pronto a rifletterlo e a duplicarlo.
1.Las Meninas di Velasquez        
 2.I Coniugi Arnolfini di Jan Van Eyck        
3.Stanza con balcone di Adolf Menzel
Qui lo specchio non dà conferme, ma muto, riflette gli oggetti delle stanze come fosse una spia o una macchina fotografica. Un oggetto, senza anima, passivo, che cattura ciò che agisce davanti a lui. Il pittore esegue un doppio lavoro: la sua visione e la visione dello specchio.
Altro post: Davanti allo specchio (seconda parte). Biancaneve, La Regina delle nevi, Alice attraverso lo specchio, La Bella e la Bestia

6 giugno 2011

La Strega di Hansel e Gretel, ovvero Katharina la pasticcera


Ritratto dei Fratelli Grimm
Le loro fiabe
Secondo le scoperte di un professore di scuola media, Georg Ossegg, che compì negli anni successivi all'ultima guerra, la strega della fiaba di Hänsei e Gretel è un personaggio realmente esistito. Il suo nome era Katharina Schraderin, nata ad Harz, in Germania, nel 1618, figlia di un pasticciere di Wernigerode. Sembra sia stata una cuoca e pasticcera di focacce e pan pepato fino a quando, nel 1647, si rifugiò in una casetta nei boschi dell'Engelsberg. Tutto ciò è documentato dai registri parrocchiali, protocolli e atti che il professor Georg Ossegg ha raccolto nei primi anni di quest'ultimo dopoguerra. Ossegg scoprì che, presso Aschaffenburg, esisteva un bosco che prende nome dal villaggio dello Spessart e che la gente del luogo chiama «il bosco della strega»; si convinse che proprio in questo bosco era vissuta la strega della fiaba, e si mise alla ricerca dei resti della «casa delle focacce», dove sarebbe vissuta e uccisa  la strega della fiaba.

5 giugno 2011

Il Dono Infinito di Borges


Foto www.sxc.hu

Un pittore ci promise un quadro. Adesso, nel New England, so che è morto.
Ho sentito, come altre volte, la tristezza di capire che siamo come un sogno.
Ho pensato all'uomo e al quadro perduti.
(Soltanto gli Dei possono promettere perché sono immortali)
Ho pensato al luogo prestabilito che la tela non occuperà.
Poi ho pensato: se la tela fosse lì, diverrebbe con il tempo
quella cosa in più, una cosa, una delle vanità, abitudini della mia casa;
Essa esiste in qualche modo. Vivrà e crescerà come una musica, 
e rimarrà con me fino alla fine.
Grazie, Jorge Larco.
(Anche gli uomini possono promettere perché nella promessa c'è qualcosa di immortale)
Jorge Luis Borges


Pollicino, Hansel e Gretel


Pollicino, illustrazione di Carl Offterdinger
C’era una volta un bambino piccolino, ma tanto piccolino che lo chiamarono Pollicino. Se, non confondo una favola con un’altra, credo che il suo letto fosse un cassetto. Famiglia poverissima la sua, tanto che i genitori decisero di portare lui e i suoi 6 fratellini nel bosco e abbandonarli lì. Ma Pollicino lasciò cadere lungo la strada tanti sassolini che seguendoli al contrario lo riportarono a casa; i genitori, ostinati e affamati, ce lo riportarono e ve lo abbandonarono di nuovo, questa volta Pollicino aveva lasciato cadere lungo la strada, non dei sassolini, ma delle molliche di pane che degli uccellini, più affamati di lui, avevano mangiato. Così la strada di casa si era perduta per sempre, inghiottita dagli uccellini. La stessa cosa successe ad Hansel e Gretel, furono abbandonati nel bosco dai genitori. Camminarono a lungo e trovarono la loro fortuna/sfortuna: una bella casetta di marzapane, decorata di panna, cioccolato e ghiottonerie varie. 
Cominciarono a mangiarla, ma la vecchietta che la abitava, li ospitò, dopodiché rinchiuse in una gabbia Hansel per farlo ingrassare e poi mangiarlo, d’altronde anche la vecchietta aveva fame, e Gretel divenne la sua piccola domestica. Pollicino e i suoi fratellini furono ospitati nel palazzo dell’orco che, anche questo sempre affamato, mangiava i bambini, Pollicino con furbizia sconfisse l’orco a cui rubò gli stivali delle sette leghe e tornò a casa con l’ immenso tesoro, che era appartenuto all’orco, per i suoi genitori. Hansel e Gretel misero nel forno la strega e si appropriarono di tutti i suoi averi, rendendo ricchi i loro genitori.
Hansel e Gretel,
illustrazione di Carl Offterdinger
La fiaba di Hansel e Gretel dei fratelli Grimm ha le sue radici nel Medioevo, dove la pratica dell’infanticidio era assai diffusa. Il Pollicino di Perrault ha molte similitudini con Hansel e Gretel: l'episodio dei sassolini e delle briciole di pane, e mentre i due fratellini trovano rifugio in una casetta di marzapane che li affascina, Pollicino e i suoi fratellini vengono affascinati dal palazzo dell’Orco. 
La fame è il filo conduttore di entrambe le fiabe: i bambini sono abbandonati per fame; gli uccellini mangiano per fame le molliche di pane; l’orco vuole mangiare Pollicino come la strega ha il “progetto” di far ingrassare Hansel per mangiarlo. La mancanza e la ricerca del cibo spingono i personaggi ad agire. Le favole, in generale, hanno spesso un andamento, una trama labirintica, Cappuccetto Rosso vaga per il bosco, come Biancaneve, Pinocchio si perde nei suoi giri labirintici per la sua curiosità ecc. In Pollicino però compare, l’astuzia per uscire dal labirinto, il filo d’Arianna. Pollicino è un piccolo Teseo che deve fuggire, non dal Minotauro, ma dall’Orco che, come il Minotauro, si ciba di carne umana. Giovane e tenera. I bambini che riescono a sfuggire al mostro diventeranno adulti. Spesso il finale della favola termina con il raggiungimento di ciò che mancava all’inizio: tanta povertà che nel finale è trasformata in ricchezza; fame che nel finale diventa sazietà; la strega che vuole cuocere Hansel finisce per essere gettata nel forno. Questa strega è realmente esistita e lo vedremo in seguito.

Approfondimenti:
Pollicino secondo la medicina cinese: