In Italia tutto dipende

<<Devo compilare il modulo qui come il fax-simile, giusto?>> <<Sì, ma comunque dipende da chi trova allo sportello…>>.
<<Lo ha stabilito la sentenza, no?>> <<Sì ma poi, bisogna vedere, dipende…>>.
<<La richiesta comunque è stata inoltrata nei tempi giusti…>> <<Sì ma guardi non è detto, dipende…>>.
<<Le elezioni hanno stabilito chi ha vinto.>> <<Eh, sì ma ora bisogna vedere, dipende…>>.
<<Certo lei ha un’ottima preparazione, sarebbe adatto per questo lavoro ma… >> <<Dica, da che dipende?>>. <<No, no da niente … ma comunque non dipende da noi.>>



Sangue del proprio sangue ?!

Questa è Cristina, una bambola Reborn. In questo blog non troverete mai foto di minori.
La foto è tratta da http://wwwelfinalebamboledielena.blogspot.com/

(...) di fronte ad un bambino al di sotto di una certa età (un anno, un anno e mezzo) che non ha ancora ac quisito autonomia, il sentimento di simpatia appare generale. (...) Il volto del bambino è stato studiato specificatamente dai fabbricanti di bambole. (...) quelle che piacciono rispondono ad alcune precise caratteristiche: testa rotonda, fronte alta, occhi piuttosto bassi e vicini tra loro, assenza di sopracciglia, bocca vicina al naso in modo da formare un piccolo grugno. (...) I suddetti criteri fisiognomici corrispondono comunque all'esigenza propria di un bambino di quell'età di non andare incontro a un sentimento di antipatia, ma di essere protetto da tutti. Qualche cosa di simile si verifica anche per i cuccioli delle altre specie finché non acquisiscono una certa autonomia motoria, che corrisponde alla ricerca del cibo, comprese le cosiddette "belve". (Istruzioni per essere normali, Vittorino Andreoli ed. Rizzoli, 1999).

http://www.publicdomainpictures.net/
Foto di di Petr Kratochvil
QUESTA E' UNA STORIA UN PO' VERA E UN PO' INVENTATA.
C'era una volta una Leonessa, invidiata dalle vecchie leonesse, sempre con a seguito due o tre leoncini, cacciava, cacciava e trascinava carcasse di bestie tre volte più grosse di lei, lasciando scie di sangue. Il leone difendeva il branco soprattutto con il suo carisma e la sua atavica fama. In sintesi, viveva di rendita. La Leonessa partoriva e subito cercava rifugio per i suoi cuccioli che il Leone cercava di uccidere, così che la Leonessa fosse pronta ad accoppiarsi di nuovo.  Un giorno, stanca di continue nascite e lutti, la leonessa divenne sterile e adottò un'antilope: espulsione immediata dal branco (spesso il branco si “imbestialisce” di fronte al cuore altrui).
Una leonessa offre la propria maternità a qualsiasi cucciolo, al di là della continuità della propria razza, e per di più ad un cucciolo di una razza che per la Leonessa rappresenta il cibo, la sopravvivenza. Che dire ... leonessa particolarmente generosa e particolarmente sovversiva nei confronti del sistema del suo gruppo – forse con un certo senso di solitudine, ma solitudine costruttiva e vitale. Magari anche Dio se fosse stato in compagnia non avrebbe creato il mondo.
Un'adozione tra animali e che nella società degli uomini, purtroppo per le difficoltà burocratiche  (che spesso scoraggiano anche chi un figlio vorrebbe adottarlo) e per il desiderio di avere un figlio a tutti i costi, purché "sangue del proprio sangue", non trova spazio nemmeno nella comunicazione sociale, dove si trovano ripetuti inviti all'adozione a distanza ma non si parla mai dell'adozione "con contatto". 
Altro post: Che Mamme!!

L'estate è alle porte. Odio l'estate.


Hanno già cominciato, sono già tra noi, hanno ricominciato a perseguitarci, sono tornati anche quest’anno. Non sono gli incubi e neanche le zanzare tigre, magari fossero loro, con le loro zampette lunghe ed esili. A righe. Sono tornati i soliti discorsi sull’arrivo dell’estate. I consigli su come esporsi al sole (lo avete capito sì che alle 14.00 si sta a casa – se vecchi e bambini – e lo avete capito che dipende tutto, o quasi, dal vostro fototipo di pelle? Bere tanta acqua, mangiare frutta e verdura e, insomma per l’ennesima volta W la dieta mediterranea! La prova bikini e la cellulite – vera costante – di ogni donna nata donna, mica come me che sono nato Orlando. Ce li avete sì degli amici che il lunedì mattina vi mostrano il “segno del costume” perché la domenica sono stati ad abbronzarsi? Non me li presentate. E degli amici che vi dicono “che bel sole, andiamo…facciamo…” anche questi non me li presentate. 
Orso polare
 Photo courtesy: sunipix.com
E’ una sciagura nascere vicino ad un posto di mare, senza essere granchi o sirene, ed essere intolleranti alla luce del sole (maledico ogni anno l’ora legale che mi espone ancora di più alla luce, dice che si risparmia. Io la crema per il viso la pago 30 € e anche gli occhiali devono schermare il più possibile quindi, di solito, non hanno un prezzo tanto basso). Arriva l’estate e ci si espone al sole e ai soliti discorsi. E poi bisogna uscire per forza perché è estate, a me piace uscire d’inverno, che stagione intima! La gente vive d’estate, se proponi qualcosa d’inverno ti rispondono: “no ma fa freddo/piove dove si va?” semmai ti propinano un film in videocassetta a casa!!!!!!!!!!! La gente vive solo per metà anno. E pensare che dicono sia io il morto. Pensate a quanto siamo brutti d’estate: sudati, lucidi, appiccicosi; i bambini – che sono i più vicini alla natura e quindi sono anche più intelligenti, purtroppo sono contaminati dai grandi, piangono di più e non, come dicono alcuni, “perché ci sono le finestre aperte e ci si fa più caso”. Entri nella doccia perché sei sudato, ne esci e sei di nuovo sudato. Maggio poi è un mese che non mi è mai piaciuto, forse perché fa da premessa all’estate. Potessi andrei in letargo fino a settembre, oppure se qualcuno mi ospita in Alaska, in Islanda, in un igloo bilocale, nell’albergo di ghiaccio, in Siberia, al Polo Sud (ho una spiccata simpatia per i pinguini) accetto, questo invito qui lo accetto. A tutti quelli "solari" buona estate, agli altri: aspettiamo chè il primo acquazzone di fine estate arriverà.
Altro post: Mi sento un Kappa

Messaggio in bottiglia trovato sulla spiaggia

Da terra lo chiamate libertà ma il mare è una prigione e non è bello starci dentro; ma un giorno lo so di nuovo abbraccerò l’erba e ne sentirò l’odore e correrò sulla terra a rincorrere le ombre delle nuvole e avrò un sogno da realizzare sulla terra, un sogno che darà vita a questa esistenza.
Pilar Morin
da totallyfreeimages.com
Il vento sarà solo vento e non mi indicherà niente: nessuna direzione da capire, nessuna direzione da seguire. E da terra guarderò lo scoglio rivolto all’orizzonte lontano e che, fermo, non si fa ingannare da quella monotona libertà. Staremo lì, io sullo scoglio lo scoglio sotto di me, fermi a  guardare come sulla spiaggia la libertà viene e poi se ne va per poi tornare e riandare.
E quando scenderà la notte, il cielo di stelle non mi indicherà niente: nessuna direzione da capire, nessuna direzione da seguire; con le stelle mi illuminerò e se ci sarà la luna, seduto su un canto di luna ci sarà Pierrot che come me, cantando di un sogno infranto sulla terra, canterà se stesso e della sua libertà che viene e poi se ne va, per poi tornare e riandare.

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Giochi degli anni 70. Elogio della lentezza

La lentezza e la riflessione si coltivano fin da piccoli, se lo si era (piccoli) negli anni '70. Voglio ringraziare ufficialmente l' Allegro chirurgo e gli amati chiodini: mi avete dato tanto, più di quanto mi hanno dato le suore all'asilo da dove, me Orlando, me ne andai dopo appena una settimana di frequenza.
Credo che nessuno li abbia mai ringraziati, forse qualche mamma, chissà.


Con lui: mano ferma, equilibrio nella postura ma soprattutto tanta ma tanta lentezza. Non era di buon auspicio incrociare le dita per scaramanzia. Necessaria anche una grande capacità di gestire l'ansia. Per i chiodini: fantasia, creatività, pazienza e tanta ma tanta lentezza. Le figure più quotate? I fiori. Stesso meccanismo della tela di Penelope: tanta pazienza per la trama e poi tanta pazienza nello smontare il tutto e che magari sembrava venuto bene. Stessa filosofia di quando si scrive un libro. La stessa di quando si coltivano le piante. La stessa di quando si coltivano figli. La stessa di quando si allevano animali. Tutto l'amore del mondo lo insegnano i chiodini.

La Spiaggia delle Bambole


Donne di sabbia. Immagine trovata sul web
Era l'alba sulla spiaggia. Giovanni si girò e vide che dei gabbiani si agitavano intorno a qualcosa che stava lungo la spiaggia, come un grosso pesce; pensò a uno dei tanti squali che spesso erano stati avvistati in quel tratto di mare. Scese gli scogli e si avviò verso lo squalo. Più si avvicinava e più i gabbiani sembravano calmarsi. Giovanni ancora oggi crede che la natura parli all’uomo se l’uomo sa ascoltare e, la tranquillità che i gabbiani provavano vedendo che aveva capito che doveva avvicinarsi, lo preoccupava, gli faceva presagire un brutto evento. Si calmano, pensò, perché non sono più soli di fronte a un pericolo o a qualcosa di brutto. Poi vide una gamba. Allora rallentò. Alla gamba seguiva la curva di un corpo. Si guardò indietro, forse per capire se fosse solo o se fosse lontano da qualcuno. Riprese ad avvicinarsi ormai sicuro che non fosse uno squalo. Era vicino e vide che si trattava di una donna giovane, il viso era coperto dalla sabbia e dai capelli bagnati. Un suo collega lo chiamò:
             -  Giovanni, ehy che stai facendo andiamo, è tardi!
                Giovanni alzò il braccio verso l’amico.
Poi si accovacciò vicino al corpo, vide che non stava respirando e il cadavere era già gonfio.
- E’ un morto?! Gli chiesero i suoi amici.
- Giovane – disse Giovanni.
Broken doll di lenscratch.blogspot.com

Noi Puffi siam così...

Uno nessuno e centomila, vale anche per i Puffi, a periodi alterni (in base anche a motivi di marketing: l’uscita di un libro o di un film) sono stati associati al satanismo, al comunismo, alla massoneria e recentemente al nazismo. Sono stati anche pacifisti di una campagna Unicef contro la guerra. Ecco cosa ho trovato sul web:
COMUNISTI! Una sorta di luogo comune vedrebbe i Puffi molto simili ad un regime comunista in cui la proprietà privata non esiste, né esiste il denaro. Grande Puffo è stato associato a Stalin o a Lenin e Quattrocchi a Trotsky. Lo stesso Grande Puffo, capo del villaggio dei Puffi, è vestito di rosso e ha una lunga barba bianca, cosa che farebbe pensare a un ulteriore rimando al comunismo e allo stesso Karl Marx. Gargamella il nemico dei Puffi, intenzionato a catturarli per trasformarli in oro, sarebbe una rappresentazione del capitalismo. Vedi il testo completo: http://digilander.libero.it/falcemar/opere/puffi/puffi1.htm
Gargamella: stregone in cerca della Pietra Filosofale
o Banchiere simbolo del Capitalismo? Mah!


Benedetta tristezza. Artista e infelicità

Dall'alto: part. Cappella Sistina (Michelangelo)
Al centro: part. Davide con la testa di Golia (Caravaggio)
In basso: part. La Pietà (Michelangelo)
Chi comunica poco cogli uomini, rade volte è misantropo. Veri misantropi non si trovano nella solitudine, ma nel mondo: perché l'uso pratico della vita, e non già la filosofia, è quello che fa odiare gli uomini. E se uno che sia tale, si ritira dalla società, perde nel ritiro la misantropia. (Giacomo Leopardi)
"La tristezza non avrà mai fine" Van Gogh al fratello, in punto di morte. 
Disse un giorno un filosofo durante un convegno: <<I filosofi dicono cose tristi è il loro dovere intellettuale>>; pensai fosse vero, ma per fortuna ci sono gli artisti che trasformano la tristezza in opere d’arte. Chi, in vita, avrebbe sopportato l’amicizia o almeno la frequentazione di Van Gogh, di Leopardi, Caravaggio, Leonardo? Uno si isolava, l’altro era un estremista, il terzo addirittura un assassino, l’ultimo evitava il più possibile  il contatto con le persone e continuando abbiamo un’infinità di artisti vissuti in manicomio, misantropi, egocentrici, bizzosi e rancorosi.
Gli artisti in generale hanno dei brutti temperamenti. Anime quiete con temperamenti burrascosi, hanno il contrasto innato in loro. Ma, il male del mondo, quello di cui i filosofi parlano, lo hanno preso e trasformato in arte. E’ la magia più alta che ci si possa aspettare (anzi no, non ci si aspetta perché è un miracolo) da essere umano. Niente può sostituire la Dama con Liocorno di Raffaello, la Cappella Sistina, la Canestra di frutta, il Campo di grano con corvi e quando ti trovi a leggere un pensiero,  una poesia: lì c’è tutto.Sono questi grandi artisti che mettono armonia nel mondo, guardare, assaporare una loro opera dà la sensazione di assaporare la vera armonia, loro prendono la tristezza e la trasformano in un vaso di girasoli, e quanto hanno patito per quel quadro o quella pagina che è diventato un classico della letteratura. <<La tristezza non avrà mai fine>> disse Van Gogh in punto di morte al fratello, e quindi lunga vita all’arte. Eterna la tristezza, eterna l'arte.

Punti di vista...Dirlo o non Dirlo al pesce rosso?

http://www.ilpaesedeibambinichesorridono.it/cleo_e_clea.htm
Se la bolla di vetro dove naviga il pesciolino rosso è incrinata allora il pesce vede il mondo incrinato e chi ha il diritto di rivelargli che l’incrinatura è nella bolla che lo accoglie al sicuro? E se poi gli verrà detto che è la bolla ad essere incrinata e non il mondo, il pesciolino avrà nostalgia del mare?
E non potendolo raggiungere impazzirà?


Sorridi!


Il Dalai Lama con la sua arma: il sorriso
http://www.haisentito.it/tag/dalai-lama/

La sera ho cominciato a leggere a letto (cosa che non ho mai fatto in vita mia) e come primo libro da pre-sonno ho iniziato a leggere l'Autobiografia spirituale del Dalai Lama.  Lui proclama, ma vive anche, la compassione, nemiche di questa prime fra tutte la rabbia e l’odio. Lui ha la fortuna (dal mio punto di vista, togliendo i noti motivi politici) di vivere in esilio e così, come il Dalai Lama afferma, questa condizione gli ha dato la possibilità di conoscere tantissime persone con cui stabilire con ciascuna un rapporto di fratellanza. L’arma con cui si rivolge agli altri è il sorriso e dice che in questo si sente molto simile a noi italiani. Ho sempre nutrito un’attrazione per i senza dimora. E grazie al Dalai Lama ho capito perché: il senza fissa dimora o l’esiliato è, dovunque vada, un ospite. Ma ospiti su questa terra lo siamo tutti. Ma l’esiliato ha la possibilità di sentirlo di più, e di essere accolto quasi ovunque, l’esiliato è vicino più di chiunque altro all’essenza dell’Uomo, quella di essere un esiliato, per questo può sorridere a tutti. E’ il fratello più saggio, o illuminato, che sorride con tenerezza ai fratellini inconsapevoli. Un giorno uscirò di casa, chiuderò la porta e comincerò a camminare…in tutte le direzioni, senza fissa dimora.

Giro, girotondo


tratto da
http://www.nannabobo.com/girotondo
Eri la mia pista d’atterraggio in nessun aeroporto sulla terra quando, ti ricordi, le nuvole erano solo draghi e facce paffute; e le farfalle che volavano ricamate sulle camicie di nostra madre le lasciavamo andare in quelle terre che non hanno aeroporti e tempeste dove chi parla, lo fa solo per raccontarti di un’isola che non c’è.
E i nostri aquiloni che atterravano prima ancora di prendere il volo trasportavano sultani e gioielli colorati su tappeti volanti.
E ti ricordi l’altalena appesa all’ombra del castagno e il girotondo intorno al tronco dove contava chi cercava chi si nascondeva.
E il giro, girotondo intorno al mondo che ci faceva girare la testa che già correva per le favole e per le strade scoscese delle nostre fantasie.
E tutti giù per terra, e su e giù, fino a quando il drago delle nuvole è venuto sulla terra a mangiare le nostre fantasie a fermare il giro girotondo intorno a questo strano mondo che uno ad uno ci butta tutti giù per terra.

Giro, girotondo eri la mia pista d’atterraggio in nessun aeroporto sulla terra quando, ti ricordi, le nuvole erano solo draghi e facce paffute e le farfalle ricamate volavano ancora.

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Una casa in Scozia

Questa è la mia casa ideale. Si trova nel nord della Scozia, è un ex casotto di pescatori. L'ho trovata così, già fatta, ma l'avrei fatta uguale: bianca con la porta blu, la sagoma di un faro (c'è anche un piccolo faro nascosto tra le piante)  immersa nelle piante, i vetri colorati. Ci si arriva lungo questa viuzza:

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Non si vede ma vi assicuro che è vicino a un lago e quando ho scattato questa foto stava piovendo. Acqua dal cielo e acqua dalla terra. Per le strade della terra non c'era nessuno, come potete vedere. Ecco la mia casetta ideale, chissà cosa starà facendo in questo momento.
Comunque, dato che non sono nata con la camicia, forse mi toccherà andare a vivere in quest'altra casa:

che tristezza! Magari la venderò e comprerò tutto il villaggio dove adesso vive la mia casetta.