16 dicembre 2011

Pinocchio e l'albero degli zecchini

Disegno di Alessio, Tratto da
Pinocchio a Scuola
Pinocchio va nel campo dei miracoli a seminare gli zecchini d’oro. Lo hanno convinto il Gatto e la Volpe, gli hanno detto che da quelle monete nascerà un albero carico di zecchini. Pinocchio accetta entusiasta. Non è spinto dall’avidità, dalla smania di potere o dal desiderio sterile di ricchezza: lui vuole migliorare la vita del babbo Geppetto (il suo babbino, come lo chiama spesso) e nell’intento di Pinocchio è prevista una parte dei frutti d’oro da regalare al Gatto e alla Volpe. Li semina, li ricopre con attenzione e speranza, li annaffia. Ha il pollice verde (d’altronde lui è fatto di legno, sa come sono le piante) fa tutto quello che deve fare. Ma non nasce niente: il Gatto e la Volpe hanno rubato le monete appena seminate. E se le monete fossero rimaste lì? La storia ci dice che l’albero non spuntò perché gli zecchini/semi furono rubati, non ci dice che dagli zecchini non possono nascere le piante. La favola ci lascia il dubbio: e se invece…
Pinocchio, con la sua attenzione, la sua cura e la sua testardaggine da testa di legno, sarebbe riuscito a far nascere un albero; carico di zecchini d’oro, tante monete del colore del sole, come fossero tanti piccoli soli, tante piccole stelle appese alla chioma dell’albero, sullo sfondo il cielo dal colore dei capelli della fata Turchina.

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