Il 2 novembre del Milite Ignoto

Guardia d'Onore alla tomba del Milite Ignoto al Vittoriano
di Roma
Nel cimitero c’è la cultura di un popolo, c’è una forma di vita che, paradossalmente, prende motivo di esistere proprio perché esiste la morte che fa pensare ad un viaggio oltreterreno, ad un corpo che diventa anima. Cimiteri dove le lapidi e le tombe sono, in un certo modo, personalizzate da chi in vita conosceva il defunto, pensiamo a frasi come le semplici “sarai sempre con noi”; a chi incide poesie personali; a chi lascia oggetti personali, foto che riprendono colui che ora occupa una tomba, in situazioni di gioia passata; di contro a questo ci sono luoghi di culto che accolgono uno sconosciuto, un eroe, di solito giovane ma sconosciuto. I giovani sono i più sconosciuti. Nessuna foto, nessun oggetto personale e soprattutto nessun nome. Il Milite Ignoto non ha la sua sola identità, ha l’identità di tutti i giovani soldati morti in guerra i cui corpi sono stati lasciati sul campo; e nei racconti che ci sono stati tramandati, in quei campi c’era sempre la neve.

4 novembre 1921. Il Milite Ignoto viene condotto a Roma
dove sarà tumulato nel monumento a lui dedicato
Il 28 ottobre 1921, a Gorizia, la madre di un caduto in guerra e il cui corpo non fu più ritrovato, la triestina Maria Bergamas, fu incaricata di scegliere uno tra 11 soldati caduti affinché fosse tumulato nel monumento al Milite Ignoto. Al termine della cerimonia la cassa fu racchiusa in una bara fatta allestire dal Ministero della guerra ed inviata ad Aquileia. Le salme dei dieci soldati ignoti furono tumulate, in forma solenne, nel cimitero retrostante la cattedrale di Gorizia (dove oggi riposa anche Maria Bergamas). La salma del Milite Ignoto fu trasportata a Roma con un treno con in testa un carro speciale sul quale fu collocato un affusto di cannone, e su questo la bara. La cerimonia vide la partecipazione delle rappresentanze dei combattenti, delle vedove e delle madri dei caduti, alla presenza del Re; la bara con il Milite Ignoto fu portata a S. Maria degliAngeli. La salma fu collocata nel monumento il 4 novembre 1921 (ricorrono in questi giorni i 90 anni). Sull’ epigrafe si legge Ignoto militi, MCMXV e MCMXVIII, gli anni di inizio e fine del conflitto. Fu negli anni 30 che il feretro del Milite Ignoto fu poi traslato nella cripta interna del Vittoriano denominata sacello del Milite Ignoto.

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1 commento:

  1. Vero quello che scrivi, Orlando, ma il cimitero è anche un luogo di storia. In ogni cimitero c'è colui che ha fatto la storia dell'Italia, della propria Regione, della propria Provincia o del proprio Comune. Comunque storia. Ed è anche per questo che i cimiteri vanno rispettati, non solo perchè ci sono i resti dei nostri cari. Se passiamo fra le tombe e leggiamo i nomi, ci viene di dire"...ah, questo è quello che hafatto...", "vedi anche lui quando era in vita ha detto, ha scritto..." e così ci ricordiamo di cose e fatti a cui, magari, non pensiamo più e soprattutto questo andrebbe insegnato ai nostri figli. Il cimitero non è solo un momento di culto, ma anche un grande momento di storia. Bella o brutta, ma sempre storia è! Grazie Orlando.

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