1 ottobre 2011

Tra le nuvole. si dice che ognuno di noi abbia una propria nuvola...

Il falso specchio di Magritte
Si può aspettare per anni il passaggio di una stella, un solo anno per le stelle cadenti della notte di San Lorenzo, oppure non aspettare e gustarsi il piacere di guardare le nuvole, che non si fanno attendere decenni, non danno appuntamenti certi ma arrivano continuamente, il cielo è quasi sempre provvisto di nuvole. La bellezza non eterna ma passeggera delle nuvole non è in fondo simile alla bellezza passeggera della vita? Chi non guarda in faccia le nuvole forse non guarda in faccia questa precarietà della vita e così si danna da mattina a sera senza aver mai tempo neanche per un minuto di tregua di silenzio; e le nuvole, anche se le ignoriamo, prevalgono sulla nostra testa, ci seguono e ci sfuggono, ci osservano, possono essere presenze terribili; tanto che molti quando le osservano ci vedono delle forme simili a mostri, ma poi in breve tempo anche i mostri si dipanano e si dissolvono nell’aria; tutto dura poco, anche il mostruoso, e questo dissolversi del mostro è l’ottimismo all’interno del pessimismo cosmico. 
Scientificamente ogni nuvola ha un motivo per essere lì in quel momento e in quella data forma e ciascuna ha un proprio nome, interessante per la mescolanza di scienza e fantasia è il libro Nuvolario. Principi di Nubignosia (ed. Semar 1995) di Fosco Maraini, dove nella presentazione si legge: “Gli adepti della nuvologia il cui motto è: <<Ad ognuno la propria nuvola>> sostengono che la nuvola (sorta di aureola astrale o, per dirla con i mistici sabei, <<nostro testimonio in cielo>>) è simile ad un cordone ombelicale gettato dai cieli per determinare l’Essere di ogni individuo.” Ognuno di noi ha una propria nuvola quindi, possediamo qualcosa che non si può afferrare, qualcosa che dura solo qualche istante e, anche in questo, mi torna in mente l’analogia con la vita.

Per Approfondimenti:
Le Nuvole raccontano su Nautica.it
Atlante delle Nuvole

Nessun commento:

Posta un commento