19 ottobre 2011

Il Futuro è già vecchio (documento rinvenuto nel 3400 d.C.)


Secondo censimenti effettuati intorno al 2050, gli occupati erano 1 ogni tre famiglie; i pensionati 1 ogni due famiglie; i disabili con pensione 1 ogni quattro famiglie; chi viveva di rendita 1 ogni 38 famiglie. Le famiglie senza nessun individuo con uno stipendio tendevano a cercare famiglie con almeno un pensionato o un impiegato e a fondersi; il terno al lotto di quegli anni era la famiglia benestante dove si poteva trovare il pensionato, l’impiegato. Intorno ai pensionati si reggevano enormi famiglie multiple, gli anziani tornarono ad essere i depositari della saggezza, i giovani trascorrevano ore ad ascoltare questi anziani che chiamavano il nonnino adottato. La società del tempo era quindi retta dal rincoglionimento, dall’Alzeimeher, dal tremito, dalle prostate senza orologio; il consumismo sbandierava prodotti per eliminare i capelli ingialliti, nacquero gli ostelli per l’anziano, tutti i palazzi e gli alberghi avevano ascensori, scale mobili; il verde dei semafori durava tre volte di più del rosso; le palestre erano state chiuse ai minori di 55 anni intorno al 2040, i clienti avevano una media di 76 anni, si curavano le ossa e i muscoli perché tutti potessero distinguere un rampante vecchio da un giovane flaccido e stanco. 
Il 60% delle banche erano crollate: il vecchio non garantiva l’estinzione del mutuo, ma solo di piccoli prestiti a breve scadenza. Divenne così consuetudine per i banchieri chiedere come garanzia la firma di un bambino o più, qualcuno che continuasse a pagare il debito anche dopo la morte del vecchio. Quello che successe a mia madre fu quello che accadeva abitualmente alla grande maggioranza delle ragazze. Fu chiesta in sposa da uno di questi vecchi rampanti per mettere al mondo almeno un paio di figli, mia madre, allora appena di diciotto anni, fu spinta dalla famiglia multipla dove vi era un solo stipendio per 11 persone, fu spinta appunto ad accettare il matrimonio. Io nacqui, ma nessun altro dopo di me. Quando morì mio padre io avevo 8 anni e come eredità un cavallo che correva all’ippodromo ed una casa con l’atavico mutuo appresso. In questi casi essere figli unici è davvero pesante. La legge che permetteva di rinunciare all’eredità era stata abolita su proposta di legge di un deputato che apparteneva ad una delle poche banche rimaste in piedi. Riassumendo: 8 anni, un cavallo, un mutuo; figlio unico, una mamma di 27 anni, una casa. Avevo firmato la garanzia per il mutuo a 6 anni e anche se non lo avessi fatto lo avrei ereditato. Lati positivi: la mamma era giovane e stava bene, il cavallo stava bene, la casa stava bene e anch’io godevo di ottima salute se non per quelle 4-5 allergie che comunque determinavano la norma della popolazione, tanto che nessuno le curava più. Anche il cavallo come me e la mamma era giovane. 
Continuammo per un po’ a farlo gareggiare all’ippodromo ma non era un vincitore; decidemmo di addestrarlo e venderlo ad un circo. A quei tempi i circhi si erano risollevati dalla crisi che li aveva colpiti nel secolo precedente anzi, erano l’unico punto di colore nello squallore delle città, dove per lo smog non si vedevano gli appartamenti al di sopra dell’8° piano; la capitale Torino aveva perso la cima della mole Antonelliana; il Vaticano la cappella Sistina; Pisa la torre, alcuni pensavano che fosse addirittura crollata dalla metà in su e comunque anche se così fosse stato nessuno ad occhio se ne poteva accorgere; ogni monumento o torre era delimitato dall’asfalto e dallo smog. L’aumento improvviso dello smog aveva sollevato molte discussioni, dibattiti e supposizioni, tra queste ultime c’era chi pensava, come me d’altronde, che lo smog non provenisse dalla terra ma dall’universo; si riteneva infatti che gli extraterrestri avessero inviato nubi dense e scure per impedire agli uomini di osservare troppo a lungo il cielo e le stelle in modo da sorprenderli nell’imminente invasione extraterrestre. I circhi erano ben veduti poiché la tassa ICI si era estesa alle strutture viaggianti o semi fisse e così roulotte, tende, anche le tende da campeggio, camper e carrozzoni venivano tassati e i circhi spostandosi da un Comune all’altro apportavano fondi alle casse tanto che gli stessi Comuni facevano a gara per invitare famiglie circensi. I cittadini erano sollecitati in tutti i modi possibili ad andare al circo e divertirsi. E si divertivano anche perché le alternative erano deprimenti: i cinema trasmettevano film in bianco e nero o i classici come La Mummia, Taxi Driver, Titanic; la televisione anch’essa si rivolgeva al target degli anziani: programmi sulla terza e quarta età, canzoni, gare di ballo (ma già nel primo decennio del 2000 tali programmi avevano sondato il terreno e l’azione di marketing aveva confermato che il pubblico di età media era già plasmato per la vecchiaia).  
Fonte foto
Intanto io e mia madre cominciammo ad addestrare il cavallo che battezzammo con un nome d’arte: Andreotti. Il nome di un personaggio storico, forse non era molto adatto al mondo del circo ma avevo visto sul web la faccia di quel politico e mi era sembrata ironica; ne avevo letto la biografia e le sue destrezze mi sembravamo adatte al mio Andreotti; per di più era morto molto vecchio e conosciuto da tutto il mondo e anche per il mio Andreotti desideravo una fama così grande.

© Tutti i diritti riservati

Nessun commento:

Posta un commento